Carceri, l’assessora Nardini alla Dogaia di Prato: ‘Sovraffollamento al 160%’
Al centro della visita sovraffollamento, carenze strutturali e mancanza di personale
martedì 14 luglio 2026 19:59
Sovraffollamento, carenze strutturali e organico insufficiente. Sono le principali criticità emerse durante il sopralluogo alla casa circondariale La Dogaia effettuato dall'assessora regionale con delega alle politiche carcerarie Alessandra Nardini nell'ambito della giornata nazionale di mobilitazione promossa dall'Alleanza per l'articolo 27 della Costituzione.
Alla visita hanno preso parte anche il sindaco Matteo Biffoni, la consigliera regionale Marta Logli, il presidente della sezione Toscana di Antigone Enrico Vincenzini, la garante comunale dei detenuti Margherita Michelini, la presidente della Camera penale pratese Elena Augustin e Desy Parrini dell'associazione L'Altro Diritto.
Accompagnata dal direttore Luca Cicerelli, la delegazione ha visitato la prima e la settima sezione del carcere, oltre al reparto di isolamento. Nella settima sezione è stata collocata una quarta branda in celle progettate per ospitare due persone.
Attualmente La Dogaia ospita 633 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 589 posti, ridotta di altri 52 per la chiusura della seconda sezione, interessata da lavori di ristrutturazione da oltre un anno. "Una vera e propria situazione esplosiva assolutamente insostenibile, che ha bisogno di interventi ingenti a livello strutturale e chiede risposte da parte del livello nazionale", ha dichiarato Nardini.
"Un sovraffollamento del 160%, superiore alla media nazionale che si attesta al 140% circa, che inevitabilmente crea tensioni", ha aggiunto, spiegando che la situazione è stata ulteriormente aggravata dai trasferimenti di detenuti dal carcere di Sollicciano.
L'assessora ha inoltre evidenziato le difficoltà vissute dal personale della polizia penitenziaria, sottolineando la carenza di organico e i turni di lavoro particolarmente gravosi, ribadendo la necessità di investimenti strutturali sull'istituto.
Anche il sindaco Matteo Biffoni ha chiesto un intervento del Ministero: "Abbiamo bisogno dei fondi del Ministero per ristrutturare intere zone della struttura carceraria e di aumentare l'organico degli agenti di polizia penitenziaria, costretti a fare ore e ore di straordinario: sono uomini e donne che lavorano con grande professionalità, ma sono in numero insufficiente per un carcere come quello di Prato".
Per la garante comunale dei detenuti, Margherita Michelini, La Dogaia è "un carcere sovraffollato e per molti versi invivibile", dove "non sono assicurati i tre metri quadri richiesti dalla normativa europea" e nella prima sezione "non c'è alcuna attività di reinserimento ma solo l'ora d'aria".
Secondo Enrico Vincenzini, presidente della sezione Toscana di Antigone, il carcere pratese vive "un'emergenza costante", aggravata dal sovraffollamento e dalla carenza di personale.
La presidente della Camera penale di Prato, Elena Augustin, ha richiamato la necessità di interventi sulle parti più degradate della struttura, mentre la consigliera regionale Marta Logli ha definito la situazione "insostenibile e grave", sottolineando come la sospensione dell'area trattamentale impedisca ai detenuti di svolgere percorsi di rieducazione, in contrasto con quanto previsto dall'articolo 27 della Costituzione.
Foto Toscana Notizie
