Limonaia Strozzi, il Tar sospende lo stop alle attività: dopo 45 giorni riparte la stagione estiva
Accolta l'istanza cautelare contro i provvedimenti del Comune di Firenze. La struttura punta a recuperare parte della stagione estiva
martedì 14 luglio 2026 19:23
Dopo 45 giorni di chiusura, la Limonaia di Villa Strozzi si prepara a ripartire. Il Tar della Toscana ha accolto il ricorso contro i provvedimenti del Comune di Firenze che avevano vietato la prosecuzione dell'attività dell’associazione e disposto il rilascio dei locali entro il 15 luglio.
Con il provvedimento cautelare sono stati sospesi sia il divieto di prosecuzione dell'attività sia la richiesta di rilascio della struttura, in attesa dei successivi passaggi del giudizio. La decisione consente alla Limonaia Strozzi di riprendere le attività dopo 45 giorni di chiusura.
“Non si trattava soltanto di fermare gli eventi - dichiara Vincenzo Iannone, presidente dell'associazione che gestisce la Limonaia - Attraverso le comunicazioni ufficiali ricevute ci era stato chiesto di lasciare la struttura, con conseguenze gravissime per il futuro della Limonaia, per i lavoratori e per le tante associazioni che da anni scelgono questi spazi per realizzare le proprie attività. Il TAR ha riconosciuto l'urgenza e la gravità della situazione, restituendoci la possibilità concreta di ripartire”.
La decisione arriva dopo un mese e mezzo di inattività, all'inizio della stagione estiva. Secondo quanto riferito dall'associazione, erano già stati effettuati investimenti per il montaggio delle strutture dell'arena all'aperto, l'allestimento degli spazi destinati agli spettacoli, l'area esterna di somministrazione e i servizi necessari ad accogliere il pubblico. Erano inoltre già stati assunti impegni con lavoratori, fornitori, tecnici, artisti, compagnie e associazioni, anche in relazione agli appuntamenti collegati all'Estate Fiorentina. “Sono stati 45 giorni di inferno - afferma Iannone - Avevamo investito per aprire la stagione, montato le strutture, programmato gli eventi e dato rassicurazioni ai lavoratori. Da un giorno all'altro tutto si è fermato, senza possibilità di lavorare e senza alcun incasso”.
Durante il periodo di chiusura, prosegue il comunicato, hanno continuato a gravare i costi fissi, le spese già sostenute e gli impegni economici assunti per la stagione.
Lo stop ha comportato la cancellazione, il rinvio o lo spostamento di numerosi appuntamenti tra spettacoli, concerti, danza, iniziative culturali ed eventi organizzati da associazioni e realtà del territorio. Alcuni organizzatori hanno individuato sedi alternative, mentre altri hanno rinunciato agli eventi programmati. “Ora cercheremo di recuperare il maggior numero possibile di appuntamenti e di costruire nuovi eventi nelle settimane ancora disponibili - spiega Iannone - Una parte della stagione è ormai perduta, ma faremo tutto il possibile per riportare alla Limonaia pubblico, artisti, compagnie e associazioni”.
La Limonaia rivolge inoltre le proprie scuse alle realtà che hanno subito cancellazioni, rinvii e disagi. “Dietro ogni evento ci sono mesi di lavoro, prove, investimenti, comunicazione, biglietti venduti e aspettative del pubblico - prosegue Iannone - Sappiamo quali difficoltà siano state provocate da questa situazione e chiediamo scusa alle associazioni e agli organizzatori che avevano riposto fiducia in noi”.
Tra le conseguenze della vicenda vi sono anche quelle che hanno interessato dipendenti e collaboratori. L'incertezza determinata dalle comunicazioni ricevute, dalla richiesta di rilascio della struttura e dall'impossibilità di conoscere i tempi della riapertura non ha consentito, secondo quanto riferito dall'associazione, di rinnovare nei termini previsti diversi contratti stagionali. Alcuni lavoratori hanno nel frattempo trovato un'altra occupazione e non è ancora possibile sapere quanti potranno rientrare.
“Molte persone si sono sentite mandate a casa dopo anni di lavoro e dopo le promesse di continuità che avevamo fatto - ammette Iannone - Comprendiamo la loro rabbia e la loro delusione. Non volevamo abbandonare nessuno, ma con la richiesta di lasciare la struttura e senza sapere se avremmo potuto riaprire non siamo riusciti a garantire continuità”. “Ringrazio chi ha avuto pazienza, chi ha continuato a fidarsi di noi e chi ci ha sostenuto anche nel momento più difficile - aggiunge Iannone - La priorità della ripartenza sarà richiamare al lavoro quante più persone possibile e affrontare progressivamente gli impegni rimasti sospesi”.
Resta aperta anche la questione relativa alle utenze e ai rapporti contabili con il Comune. La Limonaia afferma di non avere mai contestato la necessità di pagare le somme effettivamente dovute, ma chiede che gli importi siano accompagnati da documentazione analitica, trasparente e verificabile. Secondo l'associazione, le somme sarebbero state indicate attraverso report e prospetti riepilogativi, senza fatture o documenti ritenuti sufficienti a ricostruire con precisione consumi, periodi di riferimento, intestazioni e criteri di ripartizione. “Non abbiamo mai detto di non voler pagare - precisa Iannone - Chiediamo però di sapere esattamente quali somme siano dovute e sulla base di quali documenti. Non possiamo riconoscere definitivamente una posizione debitoria sulla base di un semplice report riepilogativo”.
L'associazione conferma la disponibilità a corrispondere le somme che risulteranno effettivamente dovute e correttamente documentate e ribadisce di voler mantenere aperto il confronto con il Comune di Firenze. “Non vogliamo trasformare questa vicenda in uno scontro permanente con l'Amministrazione - conclude Iannone - Vogliamo arrivare a una soluzione stabile, trasparente e condivisa, che consenta alla Limonaia di continuare a lavorare, programmare e investire nel rispetto delle regole e nell'interesse della città, individuando al tempo stesso un equilibrio economico e finanziario sostenibile per tutte le parti coinvolte”.
“Ci auguriamo che il provvedimento del TAR possa aprire una nuova fase di dialogo. La decisione non cancella i danni subiti, gli eventi perduti, i contratti non rinnovati e gli investimenti rimasti inutilizzati, ma ci restituisce la possibilità concreta di ripartire”.
Nei prossimi giorni la Limonaia comunicherà gli eventi confermati, le nuove date e gli appuntamenti che potranno essere recuperati.
Foto comunicato Associazione culturale La Limonaia
