E' morto Georg Baselitz, tra i grandi dell'arte contemporanea. Le sue opere in mostra a Firenze

L'artista è scomparso ad 88 anni. Funaro: 'Aveva un legame profondo con Firenze'

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giovedì 30 aprile 2026 19:24

È morto oggi, 30 aprile 2026, all'età di 88 anni, il grande pittore tedesco Georg Baselitz, tra i protagonisti dell'arte contemporanea.

 

Celebre per i suoi dipinti espressionisti raffiguranti anche uomini capovolti, con cui denunciava la violenza della guerra, le opere di Baselitz sono in esposizione proprio in questi giorni a Firenze con la mostra “Georg Baselitz. AVANTI!” al Museo Novecento.

 

“Firenze apprende con dolore della scomparsa di Georg Baselitz, protagonista assoluto dell’arte del secondo Novecento", dicono la sindaca Sara Funaro e l’assessore alla Cultura Giovanni Bettarini. "In queste settimane la città ha l’onore di ospitare al Museo Novecento la mostra “Georg Baselitz. AVANTI!”, uno dei progetti espositivi più ampi dedicati all’artista che oggi assume il valore di un omaggio ancora più significativo. Le opere che qui si possono ammirare restituiscono tutta la sua  capacità di sovvertire lo sguardo e trasformare la crisi in possibilità. Un artista che aveva un legame profondo con la nostra città: il soggiorno del 1965, grazie alla borsa di Villa Romana, e soprattutto la personale a Palazzo Vecchio del 1988, hanno segnato un dialogo profondo con la nostra tradizione artistica, e più in generale un rapporto molto stretto con Firenze. Il titolo della mostra, “AVANTI!”, risuona oggi ancor di più come un messaggio forte, un invito potente a guardare oltre, nel segno di un’arte libera che continuerà a parlare alle generazioni future”.

 

Il direttore del Museo Novecento Sergio Risaliti dichiara: “Con profonda tristezza apprendo la morte di Georg Baselitz. Siamo vicini alla famiglia e al figlio Daniel, con il quale ho condiviso negli ultimi due anni la progettazione della mostra AVANTI!. Mi piace pensare a questo titolo come a una lama di luce che ci invita a proseguire, senza temere la fine del nostro percorso umano e creativo. Baselitz resterà nella storia dell’arte e le sue scelte linguistiche sono una pietra miliare. Ha avuto il coraggio di ribaltare la prospettiva con cui guardiamo e rappresentiamo la realtà. Sono quel tipo di decisioni artistiche che aprono nuovi orizzonti alla creatività e all’espressione. La sua immaginazione era inesauribile: la qualità delle sue opere sta nel fatto che è in grado di mantenere sempre alta la tensione scaturita dall’impatto tra idee figurative e pulsioni del profondo, in modo che nulla, in nessun punto della tela, della carta o del legno, possa scalfire quella vitalità. Il legame con Firenze è stato per lui non un semplice soggiorno artistico, ma una feconda, aurorale fonte di ispirazione. Le sale del museo sono ricolme della sua generosità di artista e resterà indelebile la memoria dell’ultimo messaggio che ci ha voluto consegnare nel giorno dell’inaugurazione, quando ci ha raccontato del suo arrivo a Firenze nell’ormai lontano 1965. Negli ultimi mesi, durante le fasi più cruciali dell’allestimento, è rimasto costantemente in dialogo con noi. Ha voluto seguire da vicino ogni passaggio, fino alla preparazione del catalogo. La tristezza di questo momento è condivisa con tutto lo staff del Museo Novecento, che ha avuto l’onore di lavorare al nostro grandioso progetto espositivo, che oggi, tristemente, comprendiamo essere uno dei suoi ultimi. La sua riconoscenza nei confronti di Firenze, dell’arte fiorentina e del nostro museo si è manifestata negli ultimi giorni, quando ha voluto donare un’opera esposta al museo al Comune di Firenze.  Voglio annunciare già da adesso che a settembre renderemo nuovamente omaggio a questo grande artista con una straordinaria mostra a Palazzo Medici Riccardi, dedicata alla sua importantissima collezione di grafiche del Rinascimento, cui si aggiungeranno significative opere su carta provenienti dal Museo Nazionale di Budapest. Si tratta della testimonianza più alta della sua passione per l’arte incisoria, nata nel 1965, quando raggiunse Firenze e scoprì l’arte dei pittori manieristi, dai quali trasse ispirazione per lasciare, con il suo segno inconfondibile, un’impronta decisiva nella storia dell’arte del Novecento e oltre. Rileggo con commozione ancora una volta il titolo AVANTI!, sicuro che la sua energia non si esaurirà mai.”

 

 

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