Ex Sanatorio ‘Banti’, l’associazione Idra prova a riaccendere i riflettori sulla struttura di Pratolino

Sabato 9 maggio esperienze a confronto a Villa Demidoff, col sostegno della Città Metropolitana di Firenze e del Comune di Vaglia

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mercoledì 22 aprile 2026 09:48

È già nei circoli, nelle scuole, nei negozi, nelle biblioteche, negli ambulatori e nelle farmacie, lungo la via Bolognese fra Firenze e il Mugello, l’invito a frugare nei cassetti e nei ricordi: foto, carte, lettere, storie che aiutino ad arricchire l’appuntamento in programma sabato 9 maggio al Parco Mediceo di Pratolino, nella Sala Rossa di Villa Demidoff, intitolato “Ex Sanatorio Guido Banti: un mosaico da ricomporre”.

 

Scopo dell’appuntamento di maggio sarà quello di ascoltare tutte le campane e unire tutti gli sforzi, perché un bene architettonico così radicato nella storia e nella memoria collettiva, un complesso sanitario d’avanguardia, tra i primi edifici italiani costruiti interamente in cemento armato, e il suo splendido parco di conifere, possano essere restituiti alla collettività.

 

Sarà una giornata di riscoperta, di riflessione e di incontro, un’occasione di confronto civico e multidisciplinare, sostenuto dalla Città Metropolitana di Firenze e dal Comune di Vaglia. 

 

L’associazione di volontariato Idra, dunque, ci riprova, proponendo questa giornata trent’anni dopo il primo appello che l’infermiera professionale Gina Pratesi indirizzò da Pian di San Bartolo al ministro della Sanità Rosy Bindi. L’appello si trasformò in petizione popolare, e col “Comitato per la difesa dell’uso pubblico e sanitario dell’ex Sanatorio Banti” Gina Pratesi, Alfea Federici, Giuseppe Nencini e Carlo Francini raccolsero oltre 8mila firme di consenso al recupero del monumento. Dopo sei lustri di mobilitazione con la cittadinanza, dopo l’ultimo incontro tenuto coi vertici amministrativi della ASL a maggio 2021, dopo che è andato a vuoto anche il quinto tentativo di alienare la prestigiosa architettura sanitaria, Idra ci riprova.

 

“In tempi di crisi profonda del sistema sanitario, di gestione discutibile del territorio e dei suoi beni storici e architettonici, di allocazione non sempre assennata delle risorse pubbliche, un invito a ridefinire assieme, a partire dal caso emblematico del Banti, priorità, prospettive e sinergie”, si legge nel comunicato di Idra.
 

 

 
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