Sfruttamento di lavoratori irregolari, sospesa l'attività di un imprenditore tessile a Prato

Divieto di esercizio per sette mesi. Scoperto un dormitorio degradante sopra il laboratorio

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giovedì 26 febbraio 2026 10:25

Sfruttamento lavorativo di quattro lavoratori illegalmente presenti nel territorio italiano da parte di un imprenditore cinese, titolare di una fabbrica con attività prevalente il confezionamento di capi di abbigliamento, a Prato.

 

Il Giudice per le indagini preliminari di Prato ha applicato la misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercizio di attività imprenditoriale per 7 mesi, nei confronti di un imprenditore cinese di 53 anni, titolare di un'impresa individuale di confezioni in via Palestro, in relazione al reato di assunzione di quattro lavoratori privi di permesso di soggiorno, aggravato dall'aver sottoposto i lavoratori alle condizioni di particolare sfruttamento lavorativo. 

 

Nel corso delle indagini, rende noto la Procura di Prato, è emerso che l’imprenditore 53enne non aveva sottoposto alla formazione obbligatoria e alle visite mediche i lavoratori e non aveva provveduto alla nomina del medico aziendale competente, in violazione alle norme in materia di salute е sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono risultate condizioni alloggiative degradanti per i lavoratori ospitati in un dormitorio posto al piano superiore dell'edificio dove veniva esercitata l'attività lavorativa.

 

Anche l'impresa è stata destinataria di un provvedimento di sospensione dell'attività per avere impiegato un numero di lavoratori in nero superiore al 10% dei lavoratori identificati all'atto dell'accesso. 

 

Le indagini si sono avvalse dell’apporto degli appartenenti al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Prato del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, al Comando provinciale dei Carabinieri di Prato e dell'Ispettorato territoriale del Lavoro di Prato. 

 

La Procura di Prato ricorda che la responsabilità delle quattro persone destinatarie delle misure cautelari dovrà essere vagliata nelle successive fasi del procedimento. In virtù della presunzione di non colpevolezza, i medesimi potranno considerarsi colpevoli solo sulla base di una sentenza passata in giudicato.
 

 

 
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