La protesta di Salviamo Firenze in via Pietrapiana: ‘Siamo una città, non uno studentato di lusso’

'Quante occasioni perse, quante cose diverse potevano esserci fatte, per chi vive e lavora in questa città'

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venerdì 30 gennaio 2026 09:58

Dopo la protesta di sabato scorso in via San Gallo per dire “Siamo una città, non un cubo con piscina”, questa volta il Comitato Salviamo Firenze si è riunito davanti allo studentato di via Pietrapiana per dire “Siamo una città, non uno studentato di lusso”.

 

“Ognuna di queste aperture stravolge un quartiere, porta la speculazione sulla pelle della città, espelle residenti e imprese. Così si svuota una città - si legge nella nota di Salviamo Firenze - E tante di queste strutture sono state aperte in strutture che erano pubbliche. Quante occasioni perse, quante cose diverse potevano esserci fatte, per chi vive e lavora in questa città”.

 

Da Salviamo Firenze fanno sapere che “tra Studentati di Lusso e alberghi camuffati da Studentati”, aperti da privati, a Firenze si contano “fino a 4.200 posti letto, dal 2017 ad oggi” e “il conteggio dei posti letto pubblici si fa con le dita di una sola mano”.

 

Davanti alla struttura sorta dentro l’ex Poste di via Pietrapiana “abbiamo costruito una colonna di cubi neri per ognuna di queste strutture, per avere un colpo d’occhio dell’abuso di città in corso – si legge sempre nel comunicato - A breve ci sarà quello di via Panciatichi”.

 

Ma il Comitato Salviamo Firenze fa sapere che il 2026 sarebbe iniziato con una raffica di annunci: “lo studentato di lusso in via Masaccio, la prima pietra dello studentato privato a Monna Tessa, dove doveva nascere uno studentato pubblico, l’apertura di questa struttura qui e, solo due giorni fa, l’annuncio di un altro intervento in via Lorenzo il Magnifico. Ma poi sappiamo che ci sono i lavori in corso a Sant’Orsola e altro, molto altro, è previsto all’Ogr – riportano nella nota - Ora basta, questa valanga di studentati di lusso e finti studentati che uccide la città va fermata”.

 

“Questa struttura, come molte altre, è potuta nascere grazie a quella norma che noi volevamo abrogare con il referendum: la norma che automatizza il passaggio da uso pubblico a uso direzionale privato (dove ci rientra di tutto). E’ il simbolo - dichiara Francesco Torrigiani - del sistema ideato dal già sindaco Nardella. Per questo siamo stati qui nel 2021, ci siamo tornati nel 2024 e ci torniamo oggi, nel 2026”. “Qui siamo all’interno di una zona ancora vissuta - aggiunge Torrigiani - e 200 stanze avranno un impatto pesante su un’area dove esiste ancora una residenza forte, un tessuto sociale che resiste, anche se duramente colpito da una pressione turistica che, come una marea, sottrae spazi con dehors e tavolini, toglie il diritto al riposo e spinge sempre più in alto il costo della casa. Qui avremo la logistica di un albergo vero e proprio, in una zona già satura di supermercati e locali di consumo. Si preferiscono residenti temporanei: ricchi, pagano, consumano, non votano, non fanno presidi né petizioni”.

 

Questo intervento nasce a pochi metri da via de Pepi, dove c’è una lunga storia di resistenza e difesa di alloggi popolari. “Al quartiere serviva altro, non questo. Ed averlo permesso è davvero colpa grave - conclude Massimo Torelli - Sabato San Gallo, poi il Poggio Imperiale, ora in Sant’Ambrogio. Come è possibile che l’amministrazione risponda accusando chi vive in questa città di voler infangare il nome di Firenze. Servirebbe davvero altro, serve una moratoria generale, un fermarsi e prendere atto che così non si può andare avanti e affrontare una situazione di emergenza. Ma c’è la consapevolezza dell’emergenza?”.

 

Il Comitato Salviamo Firenze ha proiettato sulla facciata dello stabile un video che recita: “Ora Basta. Ennesimo studentato privato in una struttura pubblica. Ha aperto l'ennesimo studentato di lusso. Ora Basta. Fermiamo la valanga di studentati di lusso e finti studentati che uccide la città. Così si stravolge un quartiere, così si svuota la città. Ora basta. Siamo una città, non uno studentato privato di lusso”.
 

 

Foto comunicato Salviamo Firenze per Vivere

 

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