Firenze saluta Rocco Commisso: Duomo gremito. Il figlio Giuseppe: 'Continueremo a costruire la Fiorentina'

La messa in suffragio del presidente della Fiorentina nella cattedrale di Santa Maria del Fiore. Tantissimi i presenti, dallo sport alle istituzioni

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lunedì 26 gennaio 2026 18:14

In una Cattedrale di Santa Maria del Fiore gremita si è tenuta oggi la messa di commemorazione per Rocco Commisso, presidente della Fiorentina scomparso dieci giorni fa.

 

Tantissimi i presenti in Duomo per l'ultimo saluto di Firenze a Commisso, dopo il funerale che si era tenuto lo scorso mercoledì 21 gennaio presso la cattedrale di St. Patrick a New York. La famiglia Commisso ha infatti voluto omaggiare il patron gigliato con una messa anche a Firenze. 

 

Presente tutta la famiglia Commisso: dalla moglie Catherine ai figli Joseph e Marisa, fino alle sorelle. Partecipano anche le istituzioni locali, a cominciare dalla sindaca Sara Funaro, con l'assessora comunale allo sport Letizia Perini e altri membri della Giunta, e dal presidente della Regione Eugenio Giani.

 

In Duomo tutte le squadre viola: la prima squadra della Fiorentina con mister Vanoli, la squadra femminile e le squadre giovanili. Molti i rappresentanti del mondo del calcio, dal presidente del Pisa Giuseppe Corrado agli ex della Fiorentina, Manuel Pasqual, Dario Dainelli e il mister Beppe Iachini.

 

La Messa è trasmessa in diretta streaming sui canali web e social della Fiorentina per permettere a tutti coloro che non possono essere presenti di partecipare alla Celebrazione. Sul sagrato del Duomo, attraverso apposito impianto audio, viene diffusa all’esterno la Funzione.


In Duomo, in una teca di vetro, è stata collocata una maglia viola con dietro la scritta "Rocco".

 

La messa è presieduta dal cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo emerito di Firenze, mentre l'arcivescovo Gherardo Gambelli in questi giorni si trova in India per una visita pastorale.

 

Ecco alcuni passaggi dell'omelia proclamata in Cattedrale dal card. Giuseppe Betori: "Quando ci lascia una persona che abbiamo stimato per come ha vissuto e per quanto ha realizzato con il suo lavoro, quando ci lascia una persona a cui dobbiamo gratitudine per quanto ha dato alla nostra città, quando ci lascia una persona a cui abbiamo voluto e vogliamo bene perché ci ha fatto dono della sua umanità – idee, azioni e cuore –, dobbiamo confessare che fatichiamo a trovare parole che sappiano esprimere appieno i sentimenti e le emozioni che attraversano il nostro animo, dobbiamo soprattutto confessare che non abbiamo parole che siano in grado di darci ragione, una qualche umana giustificazione, di quello scandalo che la morte è per noi umani. Tutto questo proviamo di fronte alla morte di Rocco Commisso, dell’uomo Rocco, dell’affettuoso sposo di Caterina e padre di Giuseppe e Marisa, dell’affermato imprenditore, del generoso presidente della Fiorentina, dell’innamorato di Firenze, dell’amico di tanti tra noi". 

 

"Affido le parole conclusive a un ricordo personale, poco consono a un’omelia secondo i canoni liturgici, ma che ritengo utile a comporre insieme in questo momento nei nostri cuori la memoria e la speranza. A coronamento del Viola Park, Rocco e Caterina Commisso vollero una piccola cappella per la preghiera e mi chiesero di benedirla, dedicando l’altare. Lo feci molto volentieri, convinto che c’è uno speciale legame tra la pratica sportiva e la dimensione spirituale. Il presidente volle poi che, al momento dell’inaugurazione del Viola Park, salissi con lui sulla collinetta che domina la cittadella sportiva, perché dall’alto invocassi su di essa la benedizione del Signore. Conservo viva nel cuore l’immagine di Rocco che poneva il suo sguardo su quanto aveva voluto e realizzato e al tempo stesso mi chiedeva di porre tutto sotto lo sguardo benedicente di Dio, nelle sue mani. Voglia il Signore oggi accogliere Rocco Commisso nella sua benedizione, e dargli il premio della vita eterna, abbracciarlo nel suo amore, accoglierlo tra le sue mani, accoglierlo alla sua mensa e servirlo", conclude Betori.

 

Un lungo intervento per Catherine Commisso, moglie del presidente della Fiorentina: "Dal profondo del mio cuore vi ringrazio per l'affetto e l'infinito amore che io e i miei figli abbiamo ricevuto da tantissime persone. Sono ore di profonda tristezza, do pensieri e ricordi di grande commozione. Rocco era una persone eccezionale, rara, un grande esempio nel volere bene agli altri, non solo alla sua famiglia ma a tante persone incontrate nella sua vita. Prima che a se stesso Rocco pensava agli altri, e la sua generosità l'hanno vista tutte le persone che aveva intorno".


"E' partito dall'Italia poco più che bambino, ci è tornato dopo una vita molto difficile e faticosa dove ha raggiunto tutti gli obiettivi che desiderava. Io e Rocco ci siamo incontrati molto giovani e abbiamo fatto questo cammino per oltre 50 anni insieme, con la benedizione di vedere crescere i nostri figli e le imprese che avevamo costruito. Rocco credeva nella famiglia, nei valori e nel lavoro. Sapeva essere diretto e deciso, e allo stesso tempo gentile e disponibile con tutti. Ha lasciato un segno che rimarrà per sempre, in America e in Italia, un segno profondo nel cuore di tante persone".

 

"Abbiamo passato momenti speciali, anche da quando è entrato nel mondo del calcio con la sua Fiorentina. Rocco voleva restituire alla sua terra e al gioco del calcio quello che gli avevano dato. Ha voluto anche dare una casa alla Fiorentina, che porta il suo nome e che in quasi 100 anni di storia del club nessuno aveva realizzato. Rocco era una persone molto semplice e affettuosa, dal suo arrivo ha chiamato figli tutti i suoi giocatori, ha abbracciato chi lavorava nel club e dato fiducia a chi lo meritava. Non si è fermato mai davanti alle difficoltà e ha sempre combattuto per riuscire a fare qualcosa di importante con forza e volontà, è riuscito a trasformare i suoi sogni e quelli di altri in realtà".


"Nella sua vita ha fatto tante cose, portare avanti tutte le sue attività senza di lui sarà uno sforzo molto grande ma io, la sua famiglia e le persone a noi vicine continueremo a portare avanti quello che ha fatto con la stessa determinazione e lo stesso amore. Ho tanti ricordi qui a Firenze, tutti con Rocco, e voglio tenerli nella mia memoria e nel mio cuore. Sono contenta che tutti lo abbiate conosciuto per come era e come si faceva chiamare, semplicemente Rocco. Grazie a tutti".


Infine ha preso la parola il figlio di Commisso, Giuseppe. Ecco un estratto del suo intervento: "Nel 2019, è arrivato a Firenze e ha acquistato la Fiorentina — e per lui era qualcosa di personale. Ha scelto la Fiorentina per restituire al calcio italiano ciò che il calcio gli aveva dato — e ha regalato al club una casa su cui costruire le fondamenta del suo futuro. Voleva una Firenze di nuovo orgogliosa: orgogliosa della maglia, dello spirito, di ciò che la Fiorentina rappresenta. In pochi anni, la Fiorentina è tornata sui palcoscenici più importanti — una finale di Coppa Italia e due finali europee. Quelle notti ci hanno ricordato che Firenze può tornare a sognare. Lui le ha vissute come uno di voi — con il cuore in mano. Mio padre diceva spesso sorridendo: “Guidare Mediacom è difficile… ma la Fiorentina è ancora più difficile.” E poi aggiungeva: “Ed è per questo che la amo ancora di più.” Basti pensare che il Rocco B. Commisso Viola Park è il più grande centro sportivo d’Italia. È una vera casa per tutta la famiglia viola — squadra maschile, femminile e settore giovanile — costruita con strutture mediche e di recupero di livello mondiale, e coronata dalla cappella dedicata a Santa Caterina".

 

"Avrebbe voluto salutare Firenze, la città che lo ha accolto, abbracciato e ricambiato con amore. Questa sera lo facciamo noi, e gli facciamo anche una promessa: porteremo avanti ciò che abbiamo costruito insieme nel suo nome. E voglio che lo sappiate: sotto la nostra guida continueremo a costruire la Fiorentina con visione, disciplina e rispetto per Firenze e per i tifosi. La Fiorentina verrà sempre al primo posto e, insieme ad Alessandro Ferrari e Mark Stephan e a tutte le persone che ogni giorno lavorano per questo club continueremo il percorso iniziato, con umiltà, unità e cuore. Grazie, Firenze, per l’amore che avete dimostrato alla nostra famiglia. Il vostro amore per mio padre è il più grande onore di tutti. Vi voglio bene. Questa sera preghiamo per Rocco B. Commisso e la mia famiglia terrà Firenze nelle proprie preghiere. Babbo… grazie. Ti voglio bene. Per sempre. Forza Viola". E con il grido "Forza viola" con cui si è conclusa la Messa per Rocco Commisso.

 

 

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