Firenze, undici nuove pietre d’inciampo per ricordare le vittime del nazifascismo

Oggi le prime installazioni in via dei Macci, Funaro: 'Teniamo alto e saldo il valore della memoria'

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domenica 11 gennaio 2026 15:17

Undici nuove pietre d’inciampo nelle strade di Firenze, con cui la città rinnova il proprio omaggio alle vittime dei campi di sterminio nazisti.

 

Si tratta delle Stolpersteine ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig, i piccoli blocchetti di pietra rivestiti di ottone, con i nomi delle cittadine e dei cittadini deportati nei lager incisi, collocati davanti alle abitazioni da cui furono prelevati o nelle quali vivevano prima di tentare, inutilmente, la fuga. 

 

Le installazioni sono cominciate oggi, domenica 11 gennaio, in via dei Macci 59, dove sono state posate le pietre d’inciampo dedicate a Raffaello Graziani, Benvenuta Russo Graziani, Maria Graziani, Haim Vitale Graziani e Sara Graziani, arrestati il 30 aprile 1944 e partiti con il convoglio numero 13 del 26 giugno 1944 verso Auschwitz, da cui non hanno fatto ritorno. La famiglia Graziani fu deportata in quanto ebrea: Maria, una dei tre figli, nata nel 1924, non fu catturata ed è sopravvissuta.

 

Presenti la sindaca Sara Funaro, l’assessora comunale alla Cultura della memoria Benedetta Albanese, l’assessora alla Cultura della memoria della Regione Toscana Alessandra Nardini, il presidente del quartiere 1 Mirco Rufilli, rappresentanti dell’ANED, della Comunità ebraica e dell’Istituto storico della Resistenza e l’artista tedesco Gunter Demnig, ‘padre’ del progetto europeo delle pietre d’inciampo diventato un manifesto della memoria in tutti quei paesi che hanno subìto l’occupazione e la deportazione da parte dei nazisti. 

 

“Insieme a Gunter Demnig, colui che ha ideato le pietre d’inciampo, vogliamo rendere visibile ciò che non deve essere dimenticato. – ha spiegato la sindaca di Firenze Sara Funaro - Il valore della memoria è fondamentale, ogni anno che passa sempre di più; a maggior ragione in un momento storico come questo in cui la situazione geopolitica è drammatica, dobbiamo tenere a mente ciò che è stato, ricordare tutti quei cittadini che avevano un’unica ‘colpa’, appartenere alla comunità ebraica, come la famiglia Graziani o più generalmente essere ‘diversi’, e dobbiamo con forza e con ogni mezzo contrastare ogni forma di antisemitismo, razzismo, discriminazione. Ogni pietra racconta una storia, un volto, una vita spezzata dalla violenza e dall’odio. Sono un segno tangibile che ci permette ogni giorno di fermarci a riflettere su una delle pagine più buie e dolorose della storia e fare in modo che certi valori restino saldi e forti nella vita quotidiana di tutti e nell’azione delle istituzioni. Ogni cerimonia di posa delle pietre di inciampo è un momento unico, di memoria e di responsabilità: ricordare significa imparare dal passato per costruire un futuro di pace, giusto, inclusivo e rispettoso”.

 

“Con la posa delle pietre d’inciampo, restituiamo un nome, una storia e una dignità a donne e uomini che furono strappati alle loro vite dalla persecuzione e dall’odio - ha sottolineato l’assessora Benedetta Albanese -. Le pietre d’inciampo ci ricordano che la storia non è qualcosa di lontano: è passata da queste strade, davanti a queste case, dentro le nostre comunità. Ricordare significa riconoscere le conseguenze dell’indifferenza e riaffermare, ogni giorno, i valori della dignità umana, della libertà e del rispetto. La presenza delle scuole a questi momenti li rende ancora più significativi. Sono le ragazze e i ragazzi, con il loro sguardo attento e le loro domande, a dare continuità alla memoria”. 

 

Le installazioni proseguiranno venerdì 16 gennaio, alle 10, in via Romana sarà posata la pietra d’inciampo in memoria di Salvatore Fantini, fabbro schedato come “antifascista”, arrestato nel marzo 1944 come rappresaglia a seguito degli scioperi dei giorni precedenti, mentre alle 12, in via Arnolfo 4, saranno ricordati Bruno Anichini, Guido Cambi e Carlo Lumini, arrestati in fabbrica, la Cartiera Cini, durante una retata per gli stessi scioperi.  I titolari della ditta avevano dato ai fascisti i nomi dei migliori operai. Insieme a loro furono arrestati anche Tommaso Ciullini, per il quale è stata già apposta una pietra di inciampo allo stesso indirizzo di Via Arnolfo 4, e Cesare Mori a cui è stata dedicata una pietra di inciampo posta nella sua residenza, via di Ripoli 124. Queste due pietre sono state apposte nel 2023. 

 

Giovedì 22 gennaio, alle 10, in via Carlo Del Prete 102, saranno posate le pietre d’inciampo per non dimenticare Leila Bemporad Millul e suo marito Egisto Mario Millul, arrestato il 31 dicembre 1943, prima detenuto presso il carcere di Milano e poi deportato, in quanto ebreo, con il convoglio numero 6 partito il 30 gennaio 1944 e arrivato nel campo di concentramento di Auschwitz il 6 febbraio 1944. 

 

  

 
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