Firenze e la strega dimenticata
Un americano e una donna misteriosa riportarono alla luce la magia nascosta di Firenze
domenica 07 dicembre 2025 20:27
Quando arrivò a Firenze, Charles Godfrey Leland cercava tutt’altro che musei e Rinascimento. Folklorista e viaggiatore americano, tra il 1886 e il 1895 percorse la città come un esploratore del mistero, annotando formule magiche, superstizioni e racconti tramandati nei vicoli.
La sua guida fu Maddalena, una donna che Leland descrive come narratrice, guaritrice, custode di saperi antichi. Da lei – scrive – apprese i segreti della magia popolare toscana, le preghiere per la fortuna, gli incantesimi per l’amore e i riti per difendersi dal male. Fu proprio questa voce femminile a ispirargli “Legends of Florence”, raccolta di miti e superstizioni fiorentine pubblicata nel 1895.
Pochi anni dopo, Leland diede alle stampe “Aradia, or the Gospel of the Witches”, un libro che, a suo dire, nasceva da un manoscritto consegnatogli da Maddalena. In quelle pagine raccontava l’esistenza di una tradizione magica tramandata di donna in donna, fatta di formule, piccoli incantesimi e credenze popolari. Per qualcuno era solo una raccolta di storie, per altri un documento raro su come la stregoneria sopravvivesse nelle campagne italiane.
Di Maddalena, però, non resta nulla di certo. Nessun documento, nessun riscontro negli archivi fiorentini. Per alcuni fu davvero una donna del popolo con una memoria immensa, per altri una figura simbolica inventata da Leland per dare voce allo spirito magico di Firenze.
Comunque sia, il risultato è lo stesso: tra le pagine di Legends of Florence la città appare diversa. Non quella delle chiese e dei palazzi, ma una Firenze di ombre, superstizioni e parole sussurrate, dove fede e paura si incontrano al crepuscolo.
E forse, ancora oggi, quella voce che Leland chiamava Maddalena non ha smesso di farsi sentire
