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Ex Gkn, oggi il primo tavolo al Mise di Qf Spa. I lavoratori: 'Noi continueremo a insorgere'

'Noi abbiamo difeso e salvato la continuità occupazionale, ma le macchine rimangono qua inerti, senza funzione produttiva'

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mercoledì 29 dicembre 2021 10:54

E' il giorno del tavolo al Mise, il primo dell'era Borgomeo, il primo, quindi, senza Gkn. Ora c'è Qf Spa (cioè Quattro Effe: Fiducia nel Futuro della Fabbrica di Firenze), la società che ha da poco acquisito il 100% delle quote dello stabilimento fiorentino della Gkn. Il tavolo è stato convocato per oggi dalla viceministra dello Sviluppo economico, Alessandra Todde. Sono state invitate tutte le parti coinvolte compreso Francesco Borgomeol'imprenditore advisor presidente della società Qf Spa. Parteciperanno anche la Regione Toscana e la città metropolitana di Firenze.

 

E i lavoratori (ex) Gkn si fanno sentire. "Oggi ci sarà il primo incontro al Mise senza Gkn Melrose. Gkn ci saluta con una lettera in cui ci presenta come una concessione che "anche per il mese di dicembre lo stipendio verrà integralmente liquidato" da Gkn. Ci mancherebbe...", si legge sulla pagina Facebook del Collettivo di fabbrica.

 

"Oltre a questo decide di pagare unilateralmente "una somma in via equitativa satisfattiva del premio di produzione in pagamento in questa parte dell'anno". In pratica l'azienda ci fa una regalia, 500 euro di premio di risultato variabile. Un premio che, senza la deliberata cessazione dell'attività, sarebbe stato a fine anno un nostro pieno diritto contrattuale e probabilmente ben superiore. E se la cantano e se la suonano: la definiscono cifra "equitativa satisfattiva". Non sappiamo cosa intendono ma non è di certo con 500 euro che si risarcisce un territorio del danno fatto".

 

"Sì, perchè nel giubilo generale il fondo finanziario ce l'ha fatta: Gkn Firenze non esiste più e non esiste più un pezzo dell'automotive. Uno smantellamento probabilmente determinato, e forse addirittura indotto, dalle scelte di Stellantis. Non si tratta di essere affezionati all'automotive. Il problema è l'assenza di una politica pubblica sul tema e l'incapacità di difendere la continuità produttiva di uno stabilimento. Noi abbiamo difeso e salvato la continuità occupazionale e di diritti di una comunità operaia, i posti di lavoro e lo stabilimento. Ma le macchine rimangono qua inerti, senza funzione produttiva e le nostre competenze sono delocalizzate e perse".

 

"Noi continueremo, lo assicuriamo, a reclamare e a sostenere le iniziative per un Polo Pubblico della Mobilità Sostenibile e a insorgere e convergere con tutti coloro che si sono raggruppati attorno a questa nostra vicenda. E poi continueremo ad avere quel viziaccio di guardare sotto le macchine per osservare i semiassi, che oggi probabilmente vengono prodotti in Slovenia, Polonia, Francia, Germania, Spagna ecc".

 

"Questi ad esempio sono i semiassi di una Fiat nuova, immatricolata e consegnata a novembre. Era sul ponte e non abbiamo resistito a dare un'occhiata. Le foto sono state fatte pochi giorno dopo la consegna della macchina. Lasciamo giudicare ognuno l'aspetto estetico in cui si trovano. Certo, non è dall'aspetto estetico che si giudica un semiasse, ma difficilmente avremmo mandato via semiassi così. Per altro uno dei due risulta prodotto a giugno, quando lo stabilimento di Firenze era ancora aperto. E riporta il codice fornitore 97108, che identificava a quanto ne sappiamo la provenienza dello stabilimento di Firenze. Quindi proverrebbe da Firenze, da quel che ne possiamo capire. Ma non ci pare visivamente o a memoria che questo sia un nostro semiasse. Probabilmente ci sbagliamo, la memoria può ingannare o forse non abbiamo chiaro cosa sia la tracciabilità.

 

"Per carità, siamo solo poveri operai che non capiscono. Magari qualcuno si prenderà la briga di verificare l'effettiva provenienza e se è veritiera la tracciabilità di questo semiasse, prodotto appunto quando eravamo ancora aperti e ignari di quanto ci stava per accadere. La tracciabilità del processo diventa fondamentale laddove si verifichino problemi su un semiasse...e una vettura senza tracciabilità difficilmente può considerarsi a norma... Quel maledetto viziaccio di conoscere cosa si produce, come lo si produce e di pensare a cosa sarebbe socialmente necessario produrre".

 

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