Cinema, oltre 100 film alla 19/esima edizione del Florence Korea Film Fest

Il festival si terrà dal 21 al 28 maggio, a Firenze al cinema La Compagnia e online

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mercoledì 19 maggio 2021 18:54

Con oltre 100 film, molte storie di donne e di ritratti della società contemporanea coreana si presenta la 19/ma edizione del Florence Korea Film Fest, il più importante festival italiano dedicato al meglio della cinematografia sudcoreana, dal 21 al 28 maggio a Firenze, dal vivo (secondo le disposizioni in merito all’emergenza sanitaria) al cinema La Compagnia e online sulle piattaforme Più Compagnia e Mymovies.it.

 

L’omaggio all’attrice, star del cinema sudcoreano, Moon So-ri con la proiezione di una selezione dei 30 film realizzati nella sua carriera, un’intervista in esclusiva e il premio alla carriera del festival; una selezione dei film, poco visti in Italia, del regista Kim Ki-Duk, recentemente scomparso, a causa del Covid19; la proiezione del primo film di Bong Joon-ho, premio Oscar nel 2020 con Parasite e un’intervista esclusiva realizzata per il festival e la nuova sezione New Korean Cinema, i migliori film che hanno portato il cinema coreano a confrontarsi ed entrare di diritto nello star system mondiale.

 

La manifestazione, ideata e diretta da Riccardo Gelli dell’associazione Taegukgi – Toscana Korea Association, è organizzata con il supporto Fondazione Sistema Toscana, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, KOFIC - Korean Film Council insieme ai main sponsor Conad e Unipol Sai.

 

Ritorneranno le proiezioni in sala al cinema La Compagnia con tre film al giorno, mentre tutta l’offerta continua in streaming al completo. Luci per gli omaggi a Kim Ki-Duk, tra i cineasti più importanti del cinema mondiale - recentemente scomparso, a soli 59 anni per complicazioni da Covid19 – con una selezione dei suoi primi film, pochi visti in Italia, e a Moon So-ri, tra le più popolari attrici sudcoreane, con 7 film in programma dei 30 interpretati nella carriera. E poi i titoli che hanno portato alto il nome del cinema coreano nella nuova sezione New Korean Cinema affiancano le storiche sezioni Orizzonti Coreani (le proiezioni di maggior successo al botteghino negli ultimi mesi) e Independent Korea, le giovani promesse locali in rampa di lancio. Ancora, la storia narrata da chi l’ha vissuta in K-Documentary, selezione delle migliori ultime opere documentaristiche per la prima volta in Italia, e la sezione per i “CortiCorti!”.  

 

Tra gli eventi speciali spazio alla cultura sudcoreana con “Feeling Korea 2021 - Music, Dance, Culture & Korean” e la K-Virtual Reality Experience, sezione dedicata ai linguaggi ibridi del cinema. Non ultimo, nel ricco programma trova posto anche la proiezione del primo film del premio Oscar Bong Joon-ho, “Barking Dogs Never Bite”, e un'intervista in esclusiva realizzata per il festival come contenuto extra del festival.

 

Il festival intende omaggiare Kim Ki-duk, regista cult per molte generazioni, che ha raccontato con i suoi film uno spaccato della Corea tradizionale e contemporanea, spirituale, intima dove il tema della violenza s’interseca inevitabilmente con quello dell’ amore: una delle voci cinematografiche più originali e intense del nuovo millennio. Dall’esordio sul grande schermo con Crocodrile (1996), film che ha anticipato molti dei temi che poi ha trattato, come l’importanza delle relazioni umani e dei ruoli marginali nella società, a Wild Animals del 1997, dove si insinua il rapporto tra le due Coree, fino a Real Fiction (2000), appena restaurato in 4K, mai distribuito prima in Italia. L’omaggio continua poi con Bad Guy e The Coast Guard, film prodotti a inizio nuovo millennio (2001), con la storia che richiama il disastro nucleare di Fukushima, Stop (2016), e con il più recente Address Unknown (2017), protagonista dell’apertura alla 58/ma Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, che mette a punto la sua narrazione sul filone tematico dell’influenza militare statunitense in Corea del Sud. Ancora, il racconto del cineasta prosegue infine con “Human, Space, Time and Human” (2018), già in agenda nelle passate stagioni del festival. Chiude l’omaggio l’intervista a Kim Ki-duk nel documentario di Antoine Coppola, Kim Ki-duk, cinéaste de la beauté convulsive del 2006.

 

L’attrice coreana Moon So-ri sarà omaggiata da una selezione di 7 titoli dedicata al suo percorso artistico e riceverà il premio alla carriera da parte del festival. Dal più noto “Oasis” di Lee Chang-dong (2002) che le valse nello stesso anno il Premio Marcello Mastroianni alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, al ruolo della moglie inquieta nel thriller “La moglie dell’avvocato” di Im Sang-soo (2003); da “HAHAHA” commedia di Hong Sang-soo, vincitore del premio come miglior film nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 2010, fino all’auto-biografico “The Running Actress”, da lei scritto, diretto e interpretato (2017); ancora, da “Ode to the goose”, disorientante dramma sentimentale diretto da Zhang Lü (2018), a Juror 8, legal movie diretto da Hong Seung-wan (2019) sulla storia del primo processo con giuria della Corea del Sud, avvenuto nel 2008, in cui interpreta una giudice, per arrivare al più recente “Three Sisters” di Lee Seung-Won (2011), la storia di tre sorelle dallo stile di vita molto diverso riunite nella loro città natale per il compleanno del padre, in cui riaffiorerà il loro oscuro passato.

 

L’inaugurazione della 19/ma edizione è affidata al film diretto da Kim Jong-kwan dal titolo “Josée” (2020), una romantica storia d’amore metropolitana con la protagonista diversamente abile e quindi impossibilitata a viaggiare e un ragazzo universitario che le cambierà la vita (tratto dal racconto della scrittrice giapponese Seiko Tanabe “Josée, the Tiger and the Fish”). In chiusura il film di debutto della giovane regista Park Ji-wan: “The Day I Died: Unclosed Case” (2021), un perfetto thriller con al centro la storia di un caso irrisolto in una piccola comunità che custodisce un segreto che sarà sviscerato da una detective intenzionata a fare finalmente luce sui fatti.

 

Tra le grandi novità del festival c’è la sezione New Korean Cinema, che racconterà il meglio della cinematografia sudcoreana dal 1990 al 2004, quel ventennio del cinema coreano che ha visto nascere e crescere registi poi premiati ad Oscar e Bafta, facendo accrescere la fama del cinema coreano nel mondo.

 

I film di maggior successo degli ultimi mesi in patria sono presentati nella sezione principale, Orizzonti CoreaniIndependent Korea ospita i lavori di giovani registi dei cinema indipendente e sarà rappresentato da otto film che quest’anno si focalizzano sul tema della famiglia. 

 

Non manca poi l’attenzione per la storia politica, per il passato e il futuro possibile, come per le storie individuali, quelle dai margini o figlie della tradizione, nei documentari selezionati dal Festival - tutti prodotti negli ultimi due anni (dal 2019 al 2020) e in prima italiana.

 

Non ultima, trova un posto tra i protagonisti la sezione dedicata ai cortometraggi, film brevi con giovani promesse del cinema sudcoreano: una nutrita selezione capace di spaziare fra i più svariati generi che vanno dalla fiction all’animazione, selezionati in collaborazione con Busan International Film Festival, Jeonju International Film Festival, Bucheon International Fantastic Film Festival, Asiana International Short Film Festival e Seoul International Estreme Short Image & Film Festival.

 

Il cinema del futuro, ovvero le opera in Virtual Reality, è confermato anche quest’anno, grazie alla sezione “Virtual Reality Experience” in collaborazione con la Barunson Entertainment, che si svolgerà completamente online per via dell’attuale situazione sanitaria.

 

La giuria assegnerà il premio “Festival Critics Award” al miglior film delle sezioni Orizzonti e Independent. È presieduta da Simone Tarditi, fondatore del sito di critica “Vero Cinema”, e sarà inoltre composta da Alessandro Tiberio, fondatore della società di distribuzione cinematografica Valmyn; Francesco D’Elia, violinista e compositore già attivo nella band Sex Pizzul e nel progetto solista Kropotkin; Zoe Giudice, producer per la casa di produzione fiorentina Bottegacinema e Maria Saccà, che in passato ha collaborato con Cinematographe.it. Per la sezione Corto, Corti! una giuria composta da giovani critici cinematografici e studiosi assegnerà al miglior cortometraggio il premio “Short Films Young Jury Award”. Il pubblico in sala dopo ciascuna proiezione potrà come di consueto votare per il conferimento del “Festival Audience Award”. Dalla scorsa edizione anche il pubblico che si collegherà per seguire il Festival on-line su Mymovies.it sarà chiamato a esprimere la propria preferenza per uno speciale riconoscimento al film più votato.

 

 

 

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