Dantedì, in piazza Signoria un albero di 22 metri: è l'abete 'del Paradiso' di Penone

L’opera è un anticipo della mostra ‘Alberi In-versi’, con creazioni del maestro torinese, dedicata a Dante

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giovedì 25 marzo 2021 15:54

E' alto oltre 22 metri l'abete che campeggia in piazza della Signoria, nel centro di Firenze. Si tratta di un'installazione realizzata dall’artista Giuseppe Penone, la più grande mai collocata nello spazio pubblico del centro fiorentino. L'abete è stato inaugurato oggi, nell'ambito del “Dantedì” di un anno molto speciale, il settecentenario dalla morte di Dant Alighieri.

 

La colossale scultura “Abete” si può vedere come metafora del Paradiso: cioè “l'albero che vive de la cima / e frutta sempre e mai non perde foglia” (vv. 29-30, Canto XVIII, Paradiso, Divina Commedia), come afferma Cacciaguida degli Elisei per descrivere all’incredulo Dante il luogo in cui si trova.

 

L'albero per Penone è immagine di una giovinezza trascorsa tra i boschi delle Alpi Marittime e perciò frequentata assiduamente negli ormai oltre cinquant'anni di ricerca. Tra gli alberi l'artista predilige le conifere, per il loro tronco resistente alle torsioni e i rami a palco dall’andamento regolare: in pratica, una sintesi formale dell'idea stessa di albero. Per questi motivi l’opera che Penone ha scelto di collocare in Piazza della Signoria è un abete monumentale. 

 

Il tronco e i rami sono stati realizzati in fusione di acciaio inossidabile, avvolta da un reticolo che conferisce all’installazione un senso ascendente: i 18 elementi che lo formano sono stati modellati in bronzo, con un procedimento di fusione da calchi di bambù. 

 

"Abete" rivela l’interesse di Giuseppe Penone – e collettivo - per gli aspetti ambientali dell’arte, soprattutto nello spazio urbano: qui, secondo l’artista, si sviluppa la continuità tra cultura e natura, tra il tempo della storia e quello della vita, tra passato e presente, perfino in un luogo così fortemente connotato come piazza Signoria a Firenze. 

 

L’installazione, curata dagli Uffizi in co-promozione con il Comune e la collaborazione dell’associazione Arte continua, costituisce un’anticipazione di Alberi In-Versi, mostra dedicata a Penone che le Gallerie ospiteranno dal 1 giugno al 12 settembre prossimi, sempre nell’ambito delle celebrazioni dantesche previste per il 2021.

 

A tagliare il nastro di Abete, oggi in piazza Signoria, c’erano, tra gli altri, il direttore del museo Eike Schmidt, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco di Firenze Dario Nardella. 

 

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “L’arte contemporanea in piazza della Signoria ha conosciuto dibattiti anche accesi, fin dai tempi del David di Michelangelo e dell’Ercole e Caco di Baccio Bandinelli: questo è sempre stato un segno della vivacità dei fiorentini, che ora potranno meditare (e perché no, polemizzare) sui molti significati dell’installazione di Penone. Rimane comunque il fatto che questo “albero dantesco” che nell’intenzione dell’artista si rifà ai versi dell’Alighieri, mescola un’idea astratta della natura – non a caso in metallo - alla concretezza tutta petrosa del centro di Firenze”.

 

L’artista Giuseppe Penone: “ ‘Abete’ in Piazza della Signoria indica lo sviluppo del pensiero che è simile alla spirale di crescita del vegetale".

 

Il sindaco di Firenze Dario Nardella: “L’albero per sua natura volge lo sguardo verso il cielo, verso quelle stelle agognate da Dante, verso la salvezza. Quale migliore simbolo dunque, in questo anno drammatico, di una speranza di rinascita e di ripartenza dopo la pandemia? Firenze celebra il suo Poeta e il suo Capodanno con questa icona nella sua piazza principale, da alcuni anni teatro di arte pubblica contemporanea, come segnale di ripartenza a cominciare dalla cultura, dall’arte e dalla natura. Quest’opera e in generale gli appuntamenti per il 700/o anniversario saranno non solo un’occasione unica per celebrare il Sommo Poeta ma anche una forma di riconciliazione della sua città nei confronti di un cittadino prima così negletto e poi così rimpianto, e un modo di affrontare a 360 gradi la sua straordinaria e ancora attuale eredità. Un’eredità che passa dal museo della lingua a Santa Maria Novella, dal cenotafio a Santa Croce, dai reading delle terzine lette in ogni parte del mondo, dalle lapidi e dalle sculture che ricordano il Poeta e la Commedia, e dalle miriadi di eventi che ci apprestiamo a organizzare nel segno di una figura che è diventata un simbolo universale”. 

 

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