Scuola, Rossi: 'Si alla ripresa in sicurezza. Piccole classi, turni, micronidi'. Le proposte

'Abbiamo davanti a noi un lungo periodo, da maggio a settembre, per dare risposte'

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martedì 28 aprile 2020 10:24

"Non si devono abbandonare i bambini e i ragazzi". Inizia così la lunga riflessione del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che in un post su Facebook affronta l'argomento scuola.

 

"Non è possibile la ripartenza delle attività produttive e in generale del lavoro senza una soluzione al problema dei bambini e dei ragazzi, della loro educazione e del loro affidamento, almeno per l’età che va dall’asilo nido fino a tutta la scuola media inferiore. Non bastano certo provvedimenti come il bonus o il congedo parentale. Nè si può pensare di lasciare i figli soli in casa o portarli dai nonni. Il problema riguarda più di dieci milioni di cittadini e deve essere affrontato", continua Rossi.


"Può essere l’occasione per un rilancio straordinario dei servizi scolastici e dell’educazione che in questi anni, al pari della sanità, hanno subito tagli drammatici di personale e di investimenti. La didattica a distanza, che gli insegnanti si sono con intelligenza e impegno inventati per non far perdere l’anno ai nostri ragazzi, non basta perché la scuola, come sostiene un bellissimo appello firmato da educatori della Toscana, non può fare a meno delle aule e del rapporto personale.

 

Rossi parla di ripresa, e avanza qualche proposta. "La ripresa in sicurezza può e deve essere realizzata. Io penso che bisognerà insegnare in classi di piccoli numeri, rispettare la distanza, articolare l’attività su più turni e alternare lo studio con lo sport individuale, con il gioco, con altre attività culturali. Non basteranno le aule disponibili e bisognerà utilizzare tutte le strutture pubbliche, le palestre, i centri culturali e sociali, gli spazi di ritrovo di cui è ricco il nostro Paese. Non basteranno neanche gli attuali insegnanti per fare fronte a questo sforzo a favore dell’infanzia e dei ragazzi. Io credo che, sul modello di quanto è avvenuto in sanità, potrebbero essere assunti tanti giovani che sono in formazione o in attesa di impiego per diventare insegnanti ed educatori".


Inoltre potrebbe essere mobilitato il mondo della cultura e dell’associazione sportivo. Anche per i nidi si devono trovare soluzioni in sicurezza, ad esempio sviluppando i micronidi nei condomini e nei quartieri. Si tratta solo di alcuni spunti e di contributi alla discussione. Se ci si rivolgerà agli educatori non sarà difficile trovare idee e proposte per predisporre un grande piano per l’infanzia e per i ragazzi. Siamo già in ritardo. Il governo non può lasciar passare il tempo per potersi così disimpegnarsi. Abbiamo davanti a noi un lungo periodo, da maggio a settembre, durante il quale devono essere date risposte adeguate e di qualità".

 

"Si potranno utilizzare i fondi europei e si dovrà impiegare nuove risorse: si potrà non solo lanciare un grande progetto di educazione ma trovare una buona occupazione per tanti giovani pieni di energia, entusiasmo e capacità. Il governo faccia le linee nazionali, metta i finanziamenti, coinvolga le Regioni e i Comuni, si affidi agli insegnanti e agli educatori per elaborare i piani e le iniziative concrete", conclude Rossi.

 

 

 

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