Firenze, sigilli ad un centro massaggi a luci rosse: in manette una 56enne

Cronaca
10/01/2020

Accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione

E' finita in manette una cittadina cinese di 56 anni con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione in danno di più persone, ieri pomeriggio, a Firenze.

 

Secondo quanto emerso nelle indagini, condotte dal Commissariato di Rifredi e coordinate dalla Procura della Repubblica di Firenze, come riporta una nota della questura, la donna avrebbe preso in affitto un fondo commerciale adibendolo a “Centro Massaggi”; all’interno dello stesso avrebbe poi favorito e sfruttato l’attività di prostituzione di numerose cittadine di nazionalità cinese, alcune anche prive di regolare titolo di soggiorno e alle quali sarebbe stato dato tuttavia alloggio.

 

Le indagini sono partite nell’ottobre del 2018 a seguito di un esposto che paventava proprio lo svolgersi di una sospetta attività di prostituzione presso il centro massaggi cinese.

 

Dai primi accertamenti è subito emerso che l’attività dell’esercizio era pubblicizzata anche su internet con esplicite allusioni sessuali sia nel titolo, dove si parlava di “sex escort”, sia nel testo, dove invece apparivano altri chiari riferimenti come “preliminari lunghissimi”, ragazza “hot sexy” con “corpo vulcanico”, “fondo schiena mozzafiato”, ecc.

 

Acquisendo il contratto di affitto, la Polizia è risalita all’indagata e, nei mesi successivi, una serie di servizi di osservazione hanno consentito ai poliziotti di identificare e acquisire le dichiarazioni di diversi clienti del centro massaggi.

 

Dalle testimonianze è emerso subito che quest’ultimi - la maggior parte dopo aver chiamato il numero dell’esercizio ed aver fissato un appuntamento - avevano consumato prestazioni sessuali di vario tipo dietro compenso di somme di denaro tra i 30 e i 50 euro.

 

Gli accertamenti sono continuati nel tempo e hanno così permesso agli agenti di identificare anche alcune ragazze che lavoravano nella struttura, avendo conferma, almeno da una, che la titolare dell’esercizio le aveva consentito di “lavorare” e dormire all’interno del centro massaggi e che i proventi delle sue prestazioni sessuali venivano consegnati alla 56enne cinese.

 

Secondo quanto emerso, in un mese una ragazza “impiegata” nel centro avrebbe consegnato alla donna la somma di circa 1500 euro.

 

Alla luce di quanto emerso in mesi di attività investigativa, il GIP presso il Tribunale di Firenze ha disposto la custodia cautelare in carcere per la cittadina cinese, gravemente indiziata dei reati di favoreggiamento, sfruttamento della prostituzione e per aver dato alloggio a cittadine straniere irregolari sul territorio italiano.

 

Il GIP ha inoltre disposto il sequestro del fondo commerciale ritenendo che lasciare la libera disponibilità dell’immobile avrebbe potuto determinare un aggravamento o una protrazione delle conseguenze dei reati ipotizzati o la commissione di altri.

 

Le misure sono state entrambe eseguite ieri pomeriggio dagli agenti della Squadra Amministrativa del Commissariato di Rifredi che, dopo aver rintracciato la destinataria del provvedimento, l’hanno accompagnata in carcere.

 

 

 

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