‘Biblioteca sociale in carcere’, lettura e scrittura creativa a Sollicciano e Gozzini

Cronaca
07/11/2019

L’assessore Sacchi: 'Le biblioteche sono case del sapere democratico per eccellenza'

Promuovere la lettura in carcere come opportunità di crescita sociale e civile, come possibilità per i detenuti di potenziare le proprie abilità di lettura e scrittura, di sviluppare i propri interessi personali e culturali, oltre che la propria formazione continua, anche in vista di una futuro reinserimento nella società. Il tutto promuovendo la biblioteca come luogo di lettura, informazione, aggregazione, confronto di idee, sviluppo di attività creative.

 

Sono questi gli obiettivi del progetto ‘Biblioteca sociale in carcere’ finalizzato al potenziamento delle biblioteche esistenti presso i carceri Gozzini e Sollicciano, sezioni maschile e femminile, e presentato oggi a Sollicciano alla presenza dell'assessore alla cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi, la vicepresidente della Regione Monica Barni, il garante dei detenuti del Comune di Firenze Eros Cruccolini, il direttore del carcere di Sollicciano Fabio Prestopino e la direttrice del casa circondariale Gozzini Antonella Tuoni.

 

Il progetto è coordinato dal Servizio Biblioteche e conta sul fondamentale supporto e la collaborazione di BibliotecaNova Isolotto, che da anni svolge attività di promozione della lettura con i carceri di Sollicciano e Gozzini. Fra le altre cose, BibliotecaNova ha attivato una collaborazione con il Polo Regionale di Documentazione Interculturale, istituito presso la Biblioteca Comunale Lazzerini di Prato, che ha permesso di portare in carcere lo Scaffale Circolante, che garantisce la disponibilità di libri in lingua ai numerosi detenuti stranieri.

 

Il progetto, si legge nel comunicato del Comune di Firenze, garantisce la disponibilità di un bibliotecario presso ciascuna delle tre biblioteche esistenti: Gozzini, Sollicciano sezione maschile e Solliciano sezione femminile. L’operatore gestirà l’organizzazione del patrimonio librario, il prestito e attività di consulenza e promozione della lettura. La presenza dell’operatore è organizzata in orari fissi settimanali in modo da garantire continuità ai servizi offerti e un supporto effettivo ai detenuti scrivani incaricati di operare nelle biblioteche, il cui ruolo può essere potenziato e valorizzato.

 

Il progetto si rivolge anche ai genitori detenuti e ai bambini, con letture ad alta voce e promozione della lettura nella relazione genitore-figlio. Saranno poi organizzati corsi di scrittura creativa e corsi di lingua italiana.

 

Il Comune di Firenze fa sapere che il progetto ha un valore di 46500 euro di cui 37250 euro finanziati dalla Regione Toscana, 5313 dal Comune di Firenze e 4000 dall’Università di Firenze che mettono a disposizione il loro personale per il coordinamento tecnico e scientifico del progetto. Il progetto ha la durata di 6 mesi, ma l’obiettivo è portarlo almeno a tre anni.

 

"Le biblioteche sono case del sapere democratico per eccellenza e devono diventare sempre più efficienti, accessibili, digitali - ha sottolineato l'assessore alla cultura Tommaso Sacchi - La lettura chiama lettura e quindi cultura, fuori come in carcere. Per questo ogni attacco a luoghi di lettura, come accaduto alla libreria indipendente Pecora Elettrica a Roma, è da condannare in maniera inequivocabile".

 

“Questo progetto rientra a pieno nelle politiche che la Regione Toscana porta avanti sui temi della cultura che in questi anni hanno avuto come obiettivo quello di costruire strumenti di democrazia partecipata. La cultura è un diritto dovere di tutti i cittadini – ha detto la vicepresidente Monica Barni - La biblioteca sociale, che reputo un altro dei nostri traguardi, dovrà essere un luogo di diversità intesa come «patrimonio comune del genere umano» e di accessibilità, un luogo dove i libri non fanno paura e permette di esercitare il proprio diritto alla cultura. Anche per questo sono felice che il progetto di Biblioteca sociale nasca a Firenze, in Toscana, storicamente la regione dei diritti e della civiltà”.


Foto di repertorio

 

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