Teatri, sciopero di dipendenti e scritturati per il rinnovo del Contratto nazionale
I sindacati: 'I salari dei dipendenti dei teatri e del personale scritturato sono fermi al palo dal 2018'
lunedì 26 ottobre 2026 19:34
Il mondo del teatro in sciopero. Martedì 27 ottobre le lavoratrici e i lavoratori dipendenti e scritturati dei teatri della Toscana sciopereranno, uniti alle colleghe e i colleghi di tutta Italia, per chiedere dignità normativa e salariale.
"La rottura del tavolo per il rinnovo del Contratto Nazionale ha segnato il limite della pazienza con cui si è cercato, nei due anni di trattativa, di unificare i contratti, di definire una classificazione unica del personale e di semplificare le voci retributive. I salari dei dipendenti dei teatri e del personale scritturato sono fermi al palo dal 2018; con una retribuzione media ad oggi di 1433,43€ una proposta di aumento del 18% che non recupera nemmeno il 23% toccato dall’inflazione durante la vacanza contrattuale, significa voler riconoscere un aumento reale di 28€ lordi l’anno per il personale diretto e addirittura 1,30€ lordi l’anno per quello scritturato", si legge in una nota di SLC-CGIL e FISTEL-CISL.
"Crediamo che la cultura e chi lavora nella produzione culturale meritino prima di tutto rispetto oltre che attenzione tanto dalle controparti quanto dalle Istituzioni. A dimostrazione di quanto le ragioni della protesta siano sentite anche nella Fondazione Teatro della Toscana, oltretutto, non passi in secondo piano, nel contesto fiorentino, il fatto che la iniziale location individuata per lo svolgimento del Festival delle Regioni, che si doveva tenere al Teatro della Pergola, è stata modificata perché è risultato evidente fin da subito che il Teatro sarebbe rimasto chiuso".
"Si restituisca dignità al lavoro delle persone del comparto e si realizzino sforzi e misure concreti, per un adeguato aumento salariale, in linea con i parametri di un paese che si voglia definire civile! La contrattazione collettiva, passando dai rinnovi dei contratti nazionali alla definizione degli integrativi, non può e non deve diventare lo strumento attraverso cui scaricare su lavoratrici e lavoratori le necessità di risparmio delle Fondazioni; deve piuttosto tornare ad essere la via costruttiva di miglioramento delle condizioni delle persone!", concludono i sindacati.
Immagine di repertorio
