Toscana Rossa, respinto il ricorso della lista rimasta fuori dal Consiglio regionale
Il Consiglio di Stato rigetta il ricorso. Bundu: 'Faremo il possibile per garantire il rispetto di una volontà espressa in modo evidente. Valuteremo i prossimi passi'
lunedì 22 giugno 2026 14:02
Respinto il ricorso di Toscana Rossa al Consiglio di Stato.
La lista alle scorse elezioni regionali toscane ha superato il 5% necessario per entrare in Consiglio, ma 'solo' nei voti per la candidata Antonella Bundu, arrivati al 5,18%. La lista invece si è fermata ad un passo, al 4,51%, non raggiungendo lo sbarramento del 5% che la legge toscana impone alle liste non in coalizione per concorrere alla ripartizione dei seggi.
"Prendiamo atto della sentenza n. 04950/2026 del Consiglio di Stato, Sezione Quinta, che rigetta il nostro ricorso, pur riconoscendo come “astrattamente plausibile” la nostra interpretazione, ritenendo però che la legge elettorale toscana esprima volutamente la volontà di non attribuire alla lista i voti espressi esclusivamente per la candidata Presidente, anche quando collegata a un’unica lista. Questo aumenta la rabbia di chi, il giorno dello spoglio, ha vissuto con sorpresa e frustrazione l’esito, ritenendo assurdo che non bastasse una sola X, anche se apposta solo sul cognome Bundu invece che sul simbolo di Toscana Rossa. Riteniamo giusto fare tutto il possibile per garantire il rispetto di una volontà espressa in modo evidente. Per questo valuteremo i prossimi passi insieme agli avvocati Puliti e Viciconte, che ringraziamo per il lavoro svolto fin qui, insieme a Stumpo e Palagi, co-firmatari del ricorso", ha detto Antonella Bundu, già candidata Presidente di Toscana Rossa.
3Nel frattempo evidenziamo come il Consiglio di Stato richiami la politica alle proprie responsabilità: il centrosinistra non vuole garantire pluralità e democrazia. In questo senso, si conferma un alleato delle destre, che impone il bipolarismo senza metterlo in discussione. Ne è prova il fatto che, fino a oggi, non sia stata avviata alcuna azione concreta per modificare il sistema elettorale. La lotta della sinistra a questo punto continua, perché malgrado i tentativi dei partiti principali di costruire un bipolarismo che non esiste, ci sono tanti elettori ed elettrici che non si riconoscono in questo bipolarismo imposto, e che continueranno a far sentire la propria voce nei prossimi appuntamenti elettorali.
"Ricordiamo due dettagli: Toscana Rossa è stata l’unica lista che ha dovuto raccogliere le firme, in estate. E nello stesso consiglio regionale dal quale siamo stati esclusi, oggi siedono forze politiche come Futuro Nazionale e non solo, che hanno ottenuto risultati inferiori rispetto al nostro, ma che hanno potuto giovare di una legge elettorale che, evidentemente, non funziona. Non recriminiamo: rivendichiamo un modo di fare politica che spiega le ragioni di questa scelta e che rende ancora più evidente la necessità di uno spazio di alternativa, ancora più necessario dopo questa sentenza. Con l’occasione ringraziamo ancora una volta tutte le persone che ci hanno reso possibile arrivare fin qui, a partire dalle realtà di Possibile, Potere al Popolo e Rifondazione Comunista, che fanno parte di Toscana Rossa".
"Come Sinistra Progetto Comune, di cui Antonella Bundu fa parte e di cui è stata capogruppo, condividiamo le sue dichiarazioni, le rilanciamo e presenteremo in Consiglio comunale una mozione che chiede a tutto Palazzo Vecchio di prendere posizione, a favore del proporzionale, di soglie di sbarramento non proibitive e di una democrazia reale, che non impone dall'alto un bipolarismo che in questi anni ha svuotato di potere la politica e alimentato l'astensionismo", dichiara Dmitrij Palagi.
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