Toscana Rossa, il TAR boccia il ricorso. Bundu: 'Le motivazioni confermano un vuoto di legge'

'Procederemo anche in Consiglio di Stato. Enorme questione politica'

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lunedì 23 febbraio 2026 17:51

E' stato bocciato il ricorso al TAR della Toscana da parte di Toscana Rossa, rimasta fuori dal Consiglio Regionale dopo le ultime elezioni nonostante le preferenze di "72.321 elettori e elettrici".


"Abbiamo letto le motivazioni del TAR della Toscana e sicuramente procederemo anche in Consiglio di Stato. In sostanza si riconosce che la legge elettorale ha un vuoto, cioè vanifica la volontà di chi ha votato solo la candidatura a Presidente fuori dal bipolarismo, che viene "imposto" per norma", spiega Antonella Bundu, già Candidata Presidente di Toscana Rossa.


"Conosciamo tante persone che hanno dichiarato apertamente di aver voluto sostenere anche la lista, mettendo una sola X sul mio nome come Candidata Presidente. In sostanza oggi ci troviamo in un contesto che rende la situazione impari. Viene riconosciuto dal TAR. Per cui ci confronteremo con la parte legale che ci segue e con urgenza andremo al grado di giudizio successivo. Evidenziando che la questione politica è enorme".


"Eravamo solo tre candidature apicali", continua Bundu. "Toscana Rossa è stata l’unica lista che ha dovuto raccogliere le firme. Contro tutti i sondaggi che ci davano all’1,5% e le campagne sul voto utile, abbiamo preso decine di migliaia di voti, sufficienti a superare il 5%. Tenerci fuori significherebbe invitare all’astensionismo chiunque non si riconosce nello scontro centrodestra-centrosinistra. È vergognoso che questo tema non venga affrontato con urgenza in Consiglio regionale, soprattutto per chi si definisce progressista e democratico. Il centrosinistra dimostri che pensa davvero di ritenere pericolose le destre e smetta di favorirle con le regole elettorali, perché la sentenza del TAR dimostra che il quadro normativo è scritto proprio per tenere fuori dalle istituzioni chi propone un’alternativa. E in questo non c’è niente di democratico".

 

"Non è un “no” a Bundu. Chi pensa che sia una vicenda personale non considera i a 72.321 elettrici ed elettori che sono andati alle urne per vedere riconosciuto il proprio diritto alla rappresentanza", aveva spiegato nei giorni scorsi Bundu. "Se fosse stato un progetto individuale, ci saremmo fermati al dato formale. I voti erano assegnati a me. Fosse stata una questione individuale avrei potuto dire: bene così. Ho preso 15.000 preferenze in più della lista. Un successo personale.

Non è mai stato un progetto personale. Ci ho messo la faccia ma insieme a me oltre alle altre candidate e candidati, c’erano movimenti, partiti, singole persone, comunità… Per questo abbiamo fatto ricorso. E per questo dopo il TAR andremo al Consiglio di Stato. Non per una questione personale. Ma per una questione politica.

Chiederemo che non si interpreti soltanto la legge elettorale della Regione Toscana – costruita in modo da favorire chi si “intruppa” in uno dei due blocchi – ma che si tenga conto dello Statuto regionale, che parla di pluralismo politico e di rappresentanza delle diverse componenti della società. Di questo ricorso fa parte chi si è visto escluso dalla possibilità di partecipare alla cosa pubblica, chi non rientra nei meccanismi già stabiliti, chi non accetta di essere marginale o di tacere".

 

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