Firenze, presentato il libro sull'Ucraina 'La forza sia con te'. Giani: 'Presto andrò a Kiev'

'Mi aiuterà a capire come si vive in tempo di guerra e qual è la voce che i bambini possono alzare perché la civiltà torni a prevalere'

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sabato 06 giugno 2026 10:27

La Forza sia con te è il libro in cui Andrea Iacomini, giornalista e portavoce di UNICEF Italia impegnato in una costante attività informativa sui fronti di guerra, dal Kurdistan iracheno alla Libia, racconta la realtà di un’Ucraina in bilico fra normalità e tragedia. Il libro è stato presentato giovedì 4 giugno a Firenze a palazzo Strozzi Sacrati dallo stesso autore assieme al presidente della Regione Eugenio Giani, con gli interventi, fra gli altri, di Valdo Spini, presidente della Fondazione Circolo Rosselli, Maria Grazia Giuffrida, presidente dell’Istituto degli Innocenti, il direttore generale di UNICEF Italia Paolo Rozera e la direttrice UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale Regina De Dominicis.

 

Il libro di Andrea Iacomini racconta in undici capitoli le vite di chi, per necessità o scelta, è rimasto in territorio di guerra, in un viaggio che da Chisinau si snoda sulle strade che portano a Mykolaïv e poi Dnipro, Mariupol' ed altre piccole città e paesi dove c’è sempre un motivo, una persona o un fatto che non permettono di restare indifferenti.

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Andrò a Kiev, quest'estate – dichiara il presidente Giani - perché mi aiuterà a capire come si vive in tempo di guerra e qual è la voce che i bambini possono alzare perché la civiltà torni a prevalere. Quello che oggi sta avvenendo decide il destino dell’ Europa e solo se l'Ucraina farà parte dell'Unione Europea, l'Unione Europea potrà dirsi veramente tale. l'Ucraina ha la necessità di reclamare la propria identità, che non può essere schiacciata da nessuno, tanto meno dalla Russia, e l'affermazione e la tutela della identità ucraina è una sfida a quello che è il nostro stesso modo di vivere, la nostro sentirci europei. Il libro di Iacomini, in questo senso, aiuta a non voltarsi dall'altra parte e si offre come testimonianza a coloro che saranno gli europei di domani, ovvero i bambini europei, i bambini ucraini. Oggi ritengo fondamentale il sostegno ad un’azione diplomatica, ma la pace deve essere chiesta da chi ha occupato in modo così brutale, ingiusto e antistorico un Paese sovrano”.

 

“Ritengo ignobile – continua Giani - chi ha ancora il coraggio di giustificare, in qualche modo questa guerra. Quando qualche parlamentare nel nostro Paese usa espressioni come in fondo il gas dalla Russia costa meno e quindi riattiviamo le forniture provo un senso di profondo ribrezzo verso affermazioni che antepongono le ragioni economiche a quelle umane”.

 

“Non c'è alcun dubbio – afferma Valdo Spini - che il 24 febbraio del 2022 è cambiata la storia del mondo con l’inizio di una guerra che in Europa non conoscevamo da decenni, molto diversa dai conflitti nell'ex Jugoslavia. Un attacco di uno Stato verso un altro Stato non era più avvenuto dalla Seconda guerra mondiale e purtroppo questo disprezzo verso le regole del diritto internazionale, i diritti dei popoli, degli Stati, degli uomini, ha fatto scuola. Dopo il 24 febbraio si è sviluppata una rete di relazioni di politica estera che più che basarsi sul rispetto dei diritti si basa sulla forza militare e sulla forza economica”.

 

“Nel libro di Iacomini – continua Spini – non c’è l'eroica missione di un giornalista, ma il semplice ed efficacissimo racconto di un uomo normale in missione in un contesto tutt'altro che normale, che cerca di raccontare ciò che ha visto con i propri occhi, in un flusso di coscienza in cui emozioni paure, gioie e dolori si mescolano fra loro. Credo che questi libri siano importanti perché sono frutto di un'esperienza diretta sul campo e sono frutto di un impegno che viene offerto come servizio a tutti noi”.

 

“Iacomini – aggiunge Maria Grazia Giuffrida - ci invita a guardare la guerra attraverso le persone, le vite quotidiane interrotte, le paure, i silenzi, ma soprattutto attraverso lo sguardo dei bambini nei quali, anche nei contesti più drammatici, lo sguardo continua a vivere in una forma di profonda e ostinata resistenza. Per l'Istituto degli Innocenti, che da oltre sei secoli rappresenta un luogo di accoglienza, di tutela, di promozione dei diritti dell'infanzia, tutto questo non può rimanere un semplice racconto lontano”.

 

“Questo libro - conclude Paolo Rozera - racconta un esempio di cosa fa UNICEF e una guerra della quale crediamo di sapere tutto, ma in realtà non sappiamo nulla. Non conosciamo la vita quotidiana in Ucraina, non ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo noi di poter dormire la notte perché non ci sono allarmi che ci svegliano due o tre volte”. In Ucraina ho visto un UNICEF diversa di quella che conoscevo. L'UNICEF che conosciamo è quella dei vaccini, quella dell'istruzione, quella del salvare la vita dei bambini e lì, in Ucraina, adesso c'è invece l'UNICEF che scava sotto le macerie delle scuole”.
 

 

 
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