Caldo, i sindacati chiedono alla Regione un'ordinanza per tutelare i lavoratori edili e delle cave
La lettera a Giani dei segretari generali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Toscana
giovedì 28 maggio 2026 11:33
Tutelare i lavoratori edili e delle cave dal caldo estremo, questo l'obiettivo dell'appello che i segretari generali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Toscana fanno alla Regione, chiedendo un’ordinanza urgente in una lettera indirizzata al presidente Eugenio Giani.
Firenze è infatti da giorni investita a un'ondata di calore, con temperature che arrivano a toccare i 35 gradi, valori ben al di sopra delle medie stagionali. Per la giornata di oggi, giovedì, il livello di allerta è rosso.
"Egregio Governatore, Le scriviamo per richiamare la Sua attenzione sul tema dei rischi da esposizione ad alte temperature per i lavoratori delle costruzioni. Già in questi giorni si stanno registrando temperature elevate e condizioni climatiche pesanti per chi opera all’aperto per molte ore consecutive. Il caldo è arrivato in anticipo e le previsioni sembrano indicare un progressivo aumento delle temperature nelle prossime settimane. Questo pone la necessità di un intervento per contrastare i rischi che l’aumento della temperatura comporta, soprattutto per i lavoratori dell’edilizia e delle cave, come stress termico e colpo di calore, con un aumento degli incidenti".
"Pur consapevoli dell’impegno della Regione sul tema con le linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dagli effetti del calore e dalla radiazione solare e della necessità di avere soluzioni strutturali a livello nazionale, le specifiche ordinanze sul tema sono strumenti che devono intervenire nell’immediato e nell’emergenza evitando che i singoli Comuni adottino misure disomogenee sui vari territori. Il rischio di esposizione ad alte temperature rientra nei rischi fisici ed è obbligo del datore di lavoro portarlo in evidenza nel Documento di valutazione dei rischi, così da prevedere la protezione e la tutela del lavoratore. Ma tale obbligo non sempre viene rispettato: talvolta non vengono garantite tutele minime nei cantieri come acqua fresca e luoghi d’ombra e difficilmente si tutelano i fragili o si forniscono le protezioni necessarie. Ma, soprattutto, difficilmente si ferma il lavoro, si riorganizza l’orario e si richiede l’attivazione della cassa integrazione come previsto dalla norma".
"Garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, a partire da quelli più a rischio come cave e cantieri, resta la priorità della nostra azione sindacale e deve vedere l’impegno di tutti i protagonisti, aziende, sindacato e istituzioni. Pertanto, in linea con gli anni passati, siamo a chiederLe di emettere quanto prima l’ordinanza regionale per l’emergenza caldo per i lavoratori dei settori edile e delle cave", conclude la lettera firmato da Feneal Uil Daniele Battistini, Filca Cisl Simona Riccio, Fillea Cgil Alessia Gambassi.
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