Sangue, Prato è la provincia toscana con più donatori Avis over 45
Secondo il report di Avis Toscana, oltre il 53% dei soci donatori pratesi appartiene alle fasce d'età più mature
giovedì 04 giugno 2026 13:50
Prato è la provincia toscana con la più alta incidenza di donatori Avis over 45. È quanto emerge dall'ultimo rapporto annuale di Avis Toscana, che fotografa l'andamento del 2025 e l'età dei soci donatori nelle diverse province della regione.
Secondo i dati diffusi dall'associazione, su 5.109 soci donatori presenti nel territorio pratese, 2.752 appartengono alle fasce d'età comprese tra i 46 e i 65 anni o hanno superato i 65 anni. Complessivamente rappresentano il 53,87% dei donatori, la percentuale più alta registrata in Toscana.
Nel dettaglio, 1.391 donatori hanno un'età compresa tra 46 e 55 anni, 1.213 tra 56 e 65 anni e 148 hanno più di 65 anni.
L'associazione conta complessivamente 5.141 soci in provincia di Prato. Nell'ultimo anno sono stati 3.941 i donatori che hanno effettuato almeno una donazione nei centri trasfusionali.
Sul fronte del ricambio generazionale, nel 2025 si sono iscritti ad Avis 597 nuovi soci. Tra questi, circa il 58% sono uomini e il 42% donne, mentre gli under 25 rappresentano quasi il 18% del totale.
Per quanto riguarda la raccolta, nel corso del 2025 il territorio pratese ha registrato 7.146 donazioni complessive. Di queste, 5.980 sono state donazioni di sangue intero, 1.111 di plasma e 55 multicomponent.
“Prato ha un patrimonio umano straordinario nei suoi donatori più maturi, e dobbiamo essere loro profondamente grati”, dichiara la presidente di Avis Toscana, Claudia Firenze. “Questa ampia partecipazione è frutto del grande lavoro svolto dalle nostre sedi provinciali e zonali, e va preservata. Allo stesso tempo, dobbiamo cercare di lavorare con forza crescente sul ricambio generazionale, continuando ad andare nelle scuole, nelle università, nei luoghi di aggregazione dei giovani pratesi”.
“Dobbiamo raccontare loro che donare il sangue è un gesto semplice, sicuro e fondamentale per la comunità. Il modello di fedeltà che ci hanno regalato i donatori più esperti è il nostro punto di partenza: serve trasmetterlo con forza alle nuove generazioni”, conclude Claudia Firenze.
