Indagine Irpet tra gli studenti toscani: disponibili al volontariato, sanno poco delle mafie

'I ragazzi non sanno cosa sono i beni confiscati'

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giovedì 23 aprile 2026 11:36

Bassa partecipazione ma elevata disponibilità a fare volontariato, conoscenza diffusa di mafia e terrorismo ma spesso non approfondita, senso civico e della legalità non sempre solidi. Sono alcune delle evidenze che emergono dall’indagine tra gli studenti svolta nei mesi scorsi da Regione e Irpet nelle scuole toscane in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale.

 

L’indagine “sulla percezione della legalità e sugli atteggiamenti di cittadinanza attiva tra i giovani” è stata presentata questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati nel corso di un evento di approfondimento, alla presenza del presidente Eugenio Giani e della vicepresidente Mia Diop, che ha coinvolto docenti, rappresentanti dell’associazionismo e del Parlamento regionale degli studenti.

 

La ricerca, nata con l’obiettivo di comprendere come i giovani si rapportano ai temi della legalità, della cittadinanza attiva e della partecipazione sociale è stata sviluppata somministrando agli studenti un questionario a partecipazione volontaria, a cui hanno risposto in circa 500. Ne è venuto fuori un quadro sfaccettato, che conferma la scuola e la famiglia come istituzioni educative più incisive sul fronte dello sviluppo di atteggiamenti di civismo e acquisizione delle conoscenze.

 

“L’esperienza del sondaggio curato dall’Irpet ci aiuta a sintonizzarci meglio con i ragazzi, in cui la Toscana vuole credere”, ha dichiarato Giani, intervenendo davanti alla platesa di circa duecento studentesse e studenti di alcune scuole toscane. “Dagli esiti – ha aggiunto - emergono dati interessanti sulla sensibilità dei giovani verso l'associazionismo, il volontariato, la gratuità dell'impegno per la comunità e il rispetto della legalità da parte dei giovani. E’ una generazione che magari non fa politica direttamente, ma che vuole impegnarsi socialmente a beneficio della comunità”.

 

“E’ la prima volta che come Regione Toscana organizziamo un'analisi di questo tipo sui giovani,  e certamente la riproporremo", ha detto la vicepresidente Diop nel corso dell’evento odierno. “Sono emersi spunti interessanti, come quello che dice che i ragazzi conoscono il fenomeno mafioso ma non sanno bene cosa sono i beni confiscati”, ha proseguito Diop. “Un dato, quest’ultimo che non deve portarci a trarre conclusioni affrettate sul grado di interesse o meno sui ragazzi, ma che richiama il dovere delle istituzioni a fornire stimoli, esempi e strumenti utili”, ha spiegato Diop che ha infine ricordato i due nuovi bandi regionali aperti da oggi per progetti sulla legalità delle scuole per l'annualità 2026-2027 e per i campi antimafia nella prossima estate. “Sono bandi – ha concluso Diop – che mostrano il rinnovo dell'impegno che come Regione Toscana portiamo avanti sul tema della legalità anche nell'ottica della prevenzione”.

 

Secondo l’indagine, il 13% partecipa ad attività di volontariato, il 15% lo ha fatto in passato, il 43,5% non ha esperienze ma si dichiara interessato. Ad avere un ruolo significativo per la partecipazione attiva al volontariato è il benessere socio economico della famiglia di provenienza.
 

Il 97% ha dichiarato di sapere cosa sono le mafie, l'84,5% è consapevole della loro presenza in Toscana. Sono note le figure di Falcone e Borsellino (92,9%), meno la strage di Capaci (70,4%). Ma il 72% di studentesse e studenti ignora questioni più specifiche come l'esistenza dei beni confiscati nel territorio regionale. Sul tema mafie, l’indicatore di sintesi segnala una conoscenza profonda tra il 32% dei ragazzi, il sul 25% si registra invece livello superficiale.
 

Ragazze e ragazzi apprezzano le attività dedicate alla promozione della cultura della legalità organizzate a scuola (oltre il 95%). Il 44% di loro ha partecipato ad almeno una di esse, alcuni più di una volta. Le iniziative più diffuse sono i progetti con la classe (48,3%), seminari (20,3%), campi di volontariato (15%).

 

Il senso civico è stato “misurato” sulla base di alcuni indicatori comportamentali come la difesa di un compagno preso in giro oppure il pagamento del biglietto tpl. Ne è risultato un 40% di buon atteggiamento "civico" e un profilo basso nel 29%. Nel dettaglio: l'85,4% dei ragazzi interverrebbe subito a difendere un compagno vittima di offese e il 41,5% di loro occasionalmente non paga il ticket del trasporto pubblico. A innalzare la solidità del civismo è l’esperienza del volontariato: chi lo fa dimostra maggior livello di senso civico rispetto a chi non è interessato (51,7% vs 19,4%). 
Un ruolo fondamentale su civismo e percezione della legalità è svolto dall’indirizzo scolastico. Esiste un gap di 14 punti tra licei (52,1) e istituti professionali (38,1). Una differenza, segnala Irpet, derivante non tanto dalla virtuosità dei licei ma dalle debolezze degli istituti istituti tecnici e professionali.

 

Sul fronte dell’informazione, il 57% degli studenti dichiara di informarsi spesso o sempre su temi politico-sociali, prevalentemente sui social media (83,4%) o attraverso discussioni con amici e familiari (66,3%), ma ci si fidano maggiormente di questi ultimi rispetto alla rete.

 

 
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