Gita fuori porta: il borgo delle camelie che in primavera cambia faccia
Tra marzo e aprile il paese si riempie di camelie, tra vicoli, cortili e giardini
lunedì 06 aprile 2026 20:25
A Pieve e Sant'Andrea di Compito non si arriva per “vedere una cosa”. Non c’è il punto panoramico, la fila, la foto obbligata. Ci sono le camelie, e c’è la primavera.
Spuntano nei giardini, si affacciano sui muri, compaiono tra i vicoli. Non c’è un luogo preciso da cercare: è il paese, in questo periodo, a cambiare aspetto. Qui fanno parte del paesaggio da oltre due secoli, da quando arrivarono tra Settecento e Ottocento come piante esotiche e trovarono nelle colline lucchesi il clima giusto per restare.
Girando a piedi, tra cortili, portali e strade strette, il borgo si lascia leggere senza bisogno di spiegazioni. E poco sopra le case si intravede anche un’antica torre d’avvistamento, legata al sistema difensivo lucchese: un dettaglio che resta lì, senza farsi troppo notare, ma che aggiunge profondità al posto.
C’è anche un luogo che le raccoglie e le racconta: il Camelieto Compitese, un orto botanico con oltre mille varietà nato tra gli anni Ottanta e Novanta per recuperare una tradizione che stava andando perduta. Oggi è uno dei riferimenti europei per le camelie e dal 2016 è riconosciuto come Giardino di Eccellenza a livello internazionale.
Tra queste colline c’è anche una cosa che difficilmente ti aspetteresti: qui si coltiva la Camellia sinensis, cioè la pianta da cui nasce il tè. Tè verde, tè nero, tè bianco: derivano tutti da questa specie, che appartiene alla stessa famiglia delle camelie ornamentali che si vedono nel paese. Nel Compitese questa coltivazione è arrivata negli ultimi anni, sfruttando le stesse condizioni che da secoli permettono alle camelie di crescere bene su queste colline.
Il momento giusto è tra fine marzo e aprile. È una fioritura breve, e fuori stagione il posto resta piacevole, ma non è la stessa cosa.
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Immagini da CamelieLucchesia
