'Donna in Cammino', a Bagno a Ripoli l’esposizione di Alberto Inglesi contro la violenza di genere
Le sculture, una figura femminile e tre Arcangeli, sono state svelate in piazza della Vittoria
sabato 07 marzo 2026 18:59
Vuole essere un grido contro la violenza e un inno alla rinascita “Donne in Cammino”, l’esposizione dell’artista toscano Alberto Inglesi inaugurata stamani in piazza della Vittoria a Bagno a Ripoli. Un progetto voluto e sostenuto dal Comune in occasione della Giornata internazionale della Donna celebrata l’8 marzo, visibile al pubblico per un mese, fino al prossimo 7 aprile.
Le opere di Inglesi sono state svelate alla presenza dell’artista, dell’assessora alla Cultura della Regione Toscana Cristina Manetti, del sindaco Francesco Pignotti e dell’assessora comunale alla Cultura Paola Nocentini. A seguire, reading sulle donne a cura dell'attrice Caterina Fornaciai.
La maestosa “Talassa” è la scultura che catalizza l’attenzione dello spettatore. La divinità primordiale del mare si spoglia della sua veste mitologica per farsi testimonianza e denuncia. Un manifesto collettivo per non restare indifferenti, per agire contro ogni forma di violenza di genere. La base su cui è collocata la figura di donna richiama il peso sociale, il senso di “proprietà” che l'uomo ha preteso di esercitare, cercando di immobilizzare la libertà femminile. Ma Talassa non giace passiva, sorge ed emerge, emblema di chi sopravvive al femminicidio dell'anima, di chi trova la forza di sollevarsi sopra l'abuso per reclamare il proprio spazio. In alluminio e bronzo, la materia è il segno delle cicatrici che diventano armatura. Il volto fiero, rivolto verso un orizzonte che l'uomo non può controllare, è l'affermazione di un'identità indomabile. È il rifiuto del silenzio imposto, un grido muto di resistenza.
I tre Arcangeli, stretti attorno a Talassa, ne sono testimoni e difensori, guardiani del percorso di rinascita dalla dignità calpestata. Michele è la spada alzata contro ogni forma di sopraffazione e violenza domestica. Gabriele è la voce che rompe il muro del silenzio. Se Talassa è il corpo che resiste, Gabriele è la parola che denuncia. Raffaele è il balsamo per le ferite invisibili. Compagno di chi deve ricostruirsi dopo il trauma, trasformando la sofferenza in nuova consapevolezza.
“È una mostra – spiega l’autore, Alberto Inglesi - di Carne e Spirito. Un tributo a chi ha lottato, a chi è caduta e a chi, come Talassa, continua a sorgere dalle acque torbide della prevaricazione. Un invito a guardare oltre la forma, per scorgere nel bronzo il riflesso di una resistenza che non accetta più di essere sottomessa”.
“L’arte ha la capacità di parlare a tutti e di farci riflettere in modo profondo su ciò che accade nella società. Con ‘Donne in Cammino’ Alberto Inglesi ci consegna immagini potenti di resistenza, dignità e rinascita, che alla vigilia dell’8 marzo assumono un significato ancora più forte. Portare queste opere in uno spazio pubblico significa trasformare una piazza in un luogo di consapevolezza e di impegno civile. Come Regione Toscana crediamo molto nella forza della cultura come strumento per contrastare la violenza di genere, promuovere il rispetto e costruire una comunità più giusta e più libera per tutte e per tutti”, afferma l’assessora alla Cultura della Regione Toscana Cristina Manetti.
“Con ‘Donne in Cammino’ – commenta l’assessora alla Cultura Paola Nocentini -, piazza della Vittoria, cuore del centro urbano, racconta un percorso di conquiste, diritti e libertà. Un cammino interiore e collettivo fatto di resilienza, trasformazione, consapevolezza.
“Le sculture del Maestro – afferma il sindaco Francesco Pignotti - non sono solo bronzo e metallo. Sono un monito e un gesto pubblico di responsabilità. Attraverso l’arte vogliamo riaffermare il nostro impegno quotidiano, personale e collettivo, contro la violenza sulle donne e a favore di una comunità fondata sul rispetto, sulla parità e sulla dignità della persona. Il cammino delle donne è il cammino di tutta la società. E in questo, l’arte e la cultura svolgono un ruolo decisivo come presidio civile e strumento di crescita”.
