Qualità dell’aria, Firenze migliora ma resta sotto osservazione

Il report di Legambiente Toscana: calano PM10 e PM2.5, ma con i limiti europei del 2030 diverse centraline cittadine sarebbero ancora fuori parametro

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domenica 22 febbraio 2026 11:19

Il report “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente Toscana: miglioramenti in città, ma con i limiti UE 2030 diverse centraline sarebbero fuori norma

 

La qualità dell’aria in Toscana migliora, ma non abbastanza per dormire sonni tranquilli. È quanto emerge dal nuovo rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente Toscana, che analizza i dati 2025 delle centraline Arpat. Il trend generale è in calo per i principali inquinanti, ma con i nuovi limiti europei in vigore dal 2030 diverse postazioni risulterebbero ancora fuori norma. E Firenze è tra le città osservate speciali.

 

Per quanto riguarda il PM10, tra le 55 città capoluogo italiane con la concentrazione media annua più alta figurano anche Firenze e Lucca, entrambe con 22 μg/m³. Un dato in miglioramento rispetto al passato, ma ancora significativo.

 

Nell’area metropolitana fiorentina si registrano però segnali incoraggianti: la centralina di Ponte alle Mosse ha ridotto di oltre il 70% la media mobile dei superamenti annuali, passando da 60 nel triennio 2011-2013 a 20 nel periodo 2023-2025. Andamento simile in viale Gramsci, dove gli sforamenti sono scesi da 50 a 20 nello stesso arco temporale.

 

Sul fronte del PM2.5, Firenze con 14 μg/m³ rientra tra le 68 città capoluogo italiane con la concentrazione media più alta. Per rispettare i limiti europei del 2030 sarà necessario un taglio del 26%. Il dato mostra comunque un miglioramento rispetto al passato: nella centralina di viale Gramsci si è passati da una media annua di 21 μg/m³ nel 2011 a 11 μg/m³ nel 2025.

 

Anche per il biossido di azoto (NO₂) Firenze è tra le città con i valori più elevati: 21 μg/m³, con una riduzione necessaria del 5% per rientrare nei parametri UE 2030. Il quadro generale toscano mostra un calo diffuso, ma i valori restano spesso lontani dalla soglia raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, fissata a 10 μg/m³.

 

Sul tema interviene Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana: “Non possiamo che esser positivamente sorpresi dal trend in miglioramento della matrice aria nella nostra regione – dichiara – anche se non è proprio il caso di esultare e abbassare la guardia. Vuoi perché c’è ancora molto da fare sul versante della mobilità sostenibile e della elettrificazione della climatizzazione domestica, vuoi perché i target imposti dalla Direttiva UE 2881 del 2024 sono lungi dall’esser raggiunti”.

 

Guardando al 2030, l’applicazione dei nuovi limiti europei fotografa una situazione ancora critica. Per il PM10, tra le centraline che oggi risulterebbero fuori norma compaiono Firenze Lavagnini e Firenze Ponte alle Mosse. Per l’NO₂ sarebbero fuori parametro ancora Lavagnini e Ponte alle Mosse. Sul PM2.5, invece, tra le 16 centraline che lo rilevano, 12 non rispetterebbero i limiti futuri: tra queste Firenze Bassi e Firenze Lavagnini.

 

 

 

 

 
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