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Discarica torrente Rovigo, prelievi di Arpat sulle acque: nessun allarme, stato ecologico 'Buono'

Lo studio della comunità di macroinvertebrati benthonici non evidenzia motivi di allarme rispetto ad eventuali impatti dovuti alla presenza di rifiuti in alveo

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venerdì 25 aprile 2025 10:26

Nuovi prelievi di Arpat per valutare la qualità delle acque del Rovigo dopo la discarica riemersa. Il 7 aprile, a circa 20 giorni di distanza dalle forti piogge che hanno causato l’evento franoso nel Comune di Palazzuolo sul Senio (Firenze), con conseguente dispersione di rifiuti, Arpat ha eseguito nuovi prelievi nel torrente Rovigo, a monte e valle della frana, per la ricerca di eventuali impatti sulla qualità delle acque attraverso l’analisi di indicatori biologici.

 

Sia il punto a monte della frana, nei pressi del ponte sul torrente Rovigo sulla S.P. 477, sia quello a valle, in prossimità della località “Molino dei Diacci”, distano circa 600 m dal punto in cui i rifiuti si sono riversati nell’alveo del torrente. Il fondo dell’alveo in tutte e due le stazioni era costituito prevalentemente da ciottoli e massi mobili. Nel punto a valle della frana erano visibili in alveo frammenti di vetro e ceramica, brandelli di stoffe e di plastica e materiale di varia tipologia risultante da una raccolta indifferenziata dei rifiuti.

 

Per valutare gli eventuali impatti sulla qualità delle acque e dell’ecosistema fluviale dovuti alla presenza dei rifiuti, spiega Arpat, sono stati campionati macroinvertebrati acquatici: la valutazione della qualità biologica di un corso d’acqua attraverso l’analisi delle modificazioni nella composizione della comunità di macroinvertebrati che vivono sulla superficie dei substrati di cui è costituito il letto fluviale può infatti essere utile in quanto fattori di inquinamento di vario tipo (in questo caso i rifiuti indifferenziati), possono indurre la scomparsa o la riduzione delle specie più sensibili anche a seguito delle importanti alterazioni dei microhabitat presenti. Il confronto dei dati ottenuti a monte e a valle della frana può dare indicazione di un eventuale peggioramento della qualità dell’ambiente acquatico, causato appunto dalla presenza dei rifiuti in alveo.

 

La composizione ed abbondanza della comunità macrobenthonica rilevata in entrambe le stazioni non si discosta sensibilmente rispetto alla comunità di riferimento attesa; pertanto, in entrambi i casi, si registra una Classe 2 della qualità indice STAR_ICMi che determina, per questo elemento della qualità biologica del fiume, uno stato ecologico “Buono”.

 

Allo stato attuale, anche dal punto di vista ecologico, Arpat specifica che non emergono motivi di allarme rispetto ad eventuali impatti dovuti alla presenza di rifiuti in alveo, ad ulteriore conferma di quanto emerso dalle analisi chimiche ed ecotossicologiche delle acque del torrente Rovigo.

 

In relazione all’andamento temporale dei lavori di rimozione di rifiuti in alveo, Arpat ripeterà il monitoraggio nel primo periodo estivo, per cogliere eventuali differenze nelle comunità macrobenthoniche, legate alla stagionalità e/o alla permanenza dei rifiuti in alveo.

 

 

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