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Rigenerazione, ambiente, sostenibilità e sviluppo: le priorità del nuovo Piano operativo di Sesto

Gli ambiti di rigenerazione: ex Donati, Polo, Zambra e Parco della Piana

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venerdì 27 gennaio 2023 16:59

Il Consiglio comunale di Sesto Fiorentino ha approvato nella seduta di ieri, giovedì 26 gennaio, l’atto di adozione del nuovo Piano Operativo Comunale, lo strumento di pianificazione che sostituisce il Regolamento Urbanistico e con il quale vengono definite le priorità e gli ambiti di trasformazione per lo sviluppo della città nei prossimi anni. Il nuovo Poc sestese è incardinato sui principi di rigenerazione, ambiente, sostenibilità e sviluppo

 

Il sistema delle qualità, ovvero l’insieme dei servizi e delle eccellenze presenti e da realizzare sul territorio, costituisce l’elemento ordinatore delle scelte fondamentali del piano: “città dei 15 minuti”, ovvero una città in cui tutti i servizi siano raggiungibili a piedi nell’arco dei 15 minuti, valorizzazione della risorsa verde, attenzione alle prestazioni ambientali.

 

Dal punto di vista delle connessioni, il Piano prevede vasti interventi di forestazione urbana nella Piana unitamente alla realizzazione di corridoi verdi nord-sud, ricucendo l’esistente e realizzando ex novo i segmenti mancanti, insieme allo sviluppo della rete ciclopedonale integrata col sistema del trasporto pubblico locale.

 

Per l’area della Piana non sono previste edificazioni o interventi diversi dal completamento del parco agricolo, confermandone la natura di “vuoto” urbanistico necessario a compensare i molti “pieni” che lo circondano. Per la parte collinare è confermata la sostanziale “intoccabilità”, proponendo interventi in grado di migliorarne la fruizione e la conservazione attraverso il recupero della sentieristica, delle strade extraurbane e l’incentivazione dell’attività agro-forestali.

 

Per quanto riguarda le trasformazioni, il Poc ribadisce il principio della rigenerazione, puntando al recupero di aree già edificate o all’edificazione di aree già pianificate. Complessivamente, la previsione massima di nuove edificazioni e di trasformazioni corrisponde a circa 360mila metri quadrati, pari a meno della metà (49%) del dimensionamento massimo ammesso dal Piano Strutturale. Per quanto riguarda la nuova residenza, il numero di nuovi alloggi è stimato tra gli 880 e 1070, di cui un terzo dovranno essere a carattere sociale.

 

Gli interventi di rigenerazione più importanti sono previsti nell’area dell’ex Caserma Donati, dove sarà realizzato un quartiere ad alta sostenibilità che connetta il centro con Quinto Basso; nel Polo scientifico, per il quale viene proposta la realizzazione di una nuova piazza urbana unitamente al miglioramento delle connessioni; lungo l’asse urbano della Zambra, dove saranno portate nuove funzioni sociali e migliorata la vivibilità e i collegamenti verso il Polo e la Piana con l’interramento di parte di via Pasolini; e per il Parco agricolo della Piana, dove si punterà al potenziamento delle connessioni pedonali e ciclabili, all’incentivazione del trasferimento delle attività produttive incongrue e all’insediamento delle attività agricole.

 

“Con l’adozione del Piano Operativo ci apprestiamo a tracciare il progetto della città di domani - afferma il sindaco Lorenzo Falchi - Si tratta di uno strumento di pianificazione fondamentale e di grandissimo respiro che definisce le priorità della nostra idea di Sesto: una città sostenibile, capace di coniugare qualità della vita e opportunità di crescita e di sviluppo. Con questo POC si ribadisce la volontà di puntare su rigenerazione, recupero e trasformazione dell’esistente, senza stravolgere l’assetto generale del nostro territorio e la centralità del sistema dei parchi, quello della collina, da tutelare e valorizzare, e quello della Piana”.

 

“Questo piano è un piano innovativo che vuole contribuire al miglioramento ambientale del pianeta - ricorda l’assessore all’Urbanistica Damiano Sforzi - Con uno slogan potremmo titolarlo ‘Poc for future’ perché tiene insieme rigenerazione, ambiente, sostenibilità e sviluppo. Alla sua base c’è la consapevolezza che il territorio è un bene che non riceviamo dai nostri avi, ma che prendiamo in prestito da chi verrà dopo di noi. È il principio che ha guidato le scelte fondamentali di trasformazione della nostra città fino ad oggi e che, attraverso questo strumento di pianificazione, vogliamo le guidi anche domani. Ringrazio per il lavoro svolto fino ad oggi e per quello che ci aspetta nei prossimi mesi in vista dell’approvazione finale i tecnici, i consiglieri e tutti i cittadini che hanno contribuito a questa bella discussione sul futuro della nostra città”.
 

 

 
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