Nasce 'Ti do aiuto', la prima associazione a supporto di chi è stato in terapia intensiva

Nata per volontà di chi ci è già passato

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giovedì 02 giugno 2022 16:18

Si chiama “Io ti do aiuto” ed è la prima associazione a supporto di chi ha vissuto l’esperienza della terapia intensiva.

 

Nata per volontà di chi ci è già passato, l’associazione “Io ti do aiuto” è presieduta da Luigi Paccosi, presidente di Cesvot e riunisce al momento 40 soci.

 

“Costituire questa associazione così bella, che riunisce pazienti, familiari e eccellenze nel campo sanitario, mettendo in rete chi ha vissuto direttamente o indirettamente l’esperienza della terapia intensiva e di conseguenza un percorso di riabilitazione così delicato, e’ un’azione che va a colmare un vuoto e quindi quantomai importante - ha detto il presidente Eugenio Giani – La parola terapia intensiva mi è diventata vicina da quando sono presidente perché è passata da una dimensione di nicchia a una dimensione di massa ed io, che ci sono a tu per tu ogni giorno con i bollettini Covid che mi aggiornano quotidianamente, ho preso coscienza di quanto la terapia intensiva sia una dimensione a cui si può arrivare tutti. Questa è una delle consapevolezze che ci ha lasciato il Covid e perciò il post terapia intensiva, ma naturalmente di ogni patologia, va seguito con cure a 360 gradi. Aggiungo che la condivisione di questa esperienza si è inserita in un sistema sanitario e sociale come quello toscano che non lascia indietro nessuno e il veder nascere un’associzione in questo tessuto straordinario è una bellissima notizia. Augurandole buon lavoro dico, fin da adesso, che la Regione c’è e che sarà al suo fianco”.

 

“E’ importante - ha detto la vicepresidente Stefania Saccardi - che ci siano associazioni che si propongono come finalità quella di collaborare e stimolare le istituzioni e il sistema sanitario nel suo complesso, in relazione a patologie particolari come quelle di persone che hanno passato a volte anche lunghi periodi nelle rianimazioni. Le rianimazioni non sono reparti come gli altri, sono reparti con una intensità di cura altissima e dai quali si esce, quando si esce, non solo con segni fisici ma anche con profondi segni psicologici. Credo sia importante avere un’associazione composta da professionisti, pazienti, familiari, che si occupa di chi in qualche modo è segnato da simili cicatrici e che garantisce un supporto e un’attenzione che coinvolgono anche il nucleo familiare. Aver presentato questa nuova realtà in Regione è il segnale dell’approccio di “Ti do aiuto”, che non è antagonista rispetto alle istituzioni ma è collaborativo e sicuramente sarà di stimolo e di supporto a tutti noi”.

 

“Un ricovero prolungato in terapia intensiva è molto impattante sulla vita del paziente e della sua famiglia e la sua ripresa richiede moltissimi sforzi – ha detto l’assessore alla sanità Simone Bezzini - La persona, nella maggior parte dei casi, lascerà la terapia intensiva, biologicamente guarita, o quasi, ma spesso poi iniziano a emergere altre problematiche: disturbi psicologici, cognitivi, fisici che si raggruppano, appunto, sotto il nome di sindrome da post terapia intensiva. Per queste ed altre importanti ragioni tutte le iniziative come “Io ti do aiuto”, più in generale, di promozione della salute e di supporto al cittadino, sono accolte positivamente da questo assessorato, in quanto costituiscono un arricchimento per la società e un valore aggiunto per il sostegno ai pazienti e ai caregiver. Grazie per entrare a fare parte della grande rete della solidarietà che distingue la nostra regione e il servizio sanitario della Toscana, auspicando che possa nascere una proficua e lunga collaborazione nell’interesse di tutta la comunità”.

 

“Oggi assistiamo a un segnale importante in un settore così delicato – ha detto l’assessora al Welfare del Comune di Firenze Sara Funaro - La terapia intensiva ha attirato l’attenzione e l’impegno delle istituzioni in questi ultimi periodi e sono pertanto felice di questa nascita, non solo per il supporto che sono sicura darà ai cittadini e ai familiari, ma anche perché servirà da pungolo e da stimolo a noi rappresentanti delle istituzioni per indirizzare la cura in un modo sempre più pragmatico e efficace così da migliorare il nostro sistema che sappiamo essere già di buon livello, ma che dobbiamo far puntare sempre più in alto. Pertanto con le fragilità che emergono è importante confrontarsi per ritarare i servizi e le risposte che siamo in grado di dare. La salute di una persona, come spesso ci siamo detti, riguarda tanti aspetti non solo il supporto sanitario, ma anche il supporto emotivo, psicologico, sociale. Una visione che l’associazione “Ti do aiuto” ha ben presente e che condividiamo in pieno dicendo fin da ora che ci impegneremo a lavorare insieme”

 

“Sono onorato – ha detto il presidente Luigi Paccosi - di essere presidente di questa bellissima associazione che contribuirà al benessere delle persone più fragili nella nostra regione. L'associazione è composta da medici, pazienti e familari di tutta la regione, questo contribuirà a diffondere le buone pratiche per la cura dei pazienti anche attraverso il dialogo fra i medici dei vari ospedali”.

 

"’Rivolgo i migliori auguri alla nuova associazione – dichiara il presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori – che aggiunge una nuova stella nel firmamento già assai luminoso che caratterizza il terzo settore nel nostro territorio. La sua nascita testimonia quanto la pandemia non abbia attenuato la generosità di fiorentini e dei toscani verso il prossimo, i sofferenti e i malati a cui si rivolge in maniera particolare 'Ti do aiuto'. Ne siamo così consapevoli che, anche quest’anno, Fondazione CR Firenze intende confermare e, se possibile, rafforzare il proprio impegno verso il mondo del volontariato e le categorie socialmente svantaggiate’’.

 

Tra gli obiettivi dell’associazione: collaborare con le Istituzioni e la società civile per svolgere un’azione costante e duratura per umanizzare le cure in terapia intensiva e l’accompagnamento e il supporto delle persone guarite da una grave malattia acuta. Inoltre, promuovere l'informazione sulle cure dopo un ricovero in terapia intensiva; supportare e farsi carico di interventi rivolti ai familiari (caregivers) che si occupano dei pazienti dimessi da una terapia intensiva.

 

Ancora, contribuire concretamente ad una organizzazione su larga scala dell'offerta socio-sanitaria; impegnarsi, attraverso la collaborazione tra cittadini, Enti pubblici e privati, Associazioni ed Enti del Terzo Settore in genere, nella costruzione di una rete di Centri di assistenza (Recovery Center) disegnati espressamente per le persone che sono state ricoverate per un periodo significativo in una terapia intensiva per insufficienza respiratoria, trauma, infezioni gravi, gravi disfunzioni d’organo e altre condizioni con lo scopo di prevenire ulteriori complicanze, accelerare il processo di recupero e supportare la persona nel reinserimento sociale.

 

 

 

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