Iacopo Melio dimesso dall'ospedale: 'Sono ancora positivo e i sintomi continuano forti'

'Vaccinatevi, perché è fondamentale, perché è sicuro'

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martedì 12 gennaio 2021 11:56

Iacopo Melio è tornato a casa dall'ospedale. Il fondatore della onlus #Vorreiprendereiltreno e consigliere regionale della Toscana, che il 18 dicembre aveva comunicato sui social la sua positività al Covid, e in seguito il suo ricovero all'opedale di Empoli, ha oggi spiegato sui social di essere a casa da una settimana, ma ancora positivo.

 

Un lungo post su Facebook, dove Melio informa sulle sue condizioni, ringrazia chi gli è stato vicino ma si sfoga anche contro le incessanti richieste di notizie sulle sue condizioni. 

 

"Sono tornato dall’ospedale una settimana fa perché i parametri erano stabili, perciò posso continuare la terapia a casa, dove almeno psicologicamente va un po’ meglio. Sono ancora positivo e i sintomi continuano forti, soprattutto l’affanno, la mancanza d’aria e la conseguente stanchezza. Insomma, ci vorrà molto tempo, come per tutti, quando va bene e c’è da star “contenti”. In medicina nessuno dà garanzie, non le hanno date nemmeno a me anche se è passato un mese dal primo sintomo e tre settimane da quando hanno iniziato a controllarmi. Bisogna aspettare, non ci sono altre risposte possibili ad oggi, se non quella di avere pazienza unita alla speranza di aver fatto il giro di boa".


"Verrà il momento e il modo per parlare di tante cose e per ringraziare tantissime persone, ma nel frattempo abbraccio di cuore chi continua a pensarmi, a pregare, a inviarmi energia positiva e a preoccuparsi con affetto, soprattutto chi lo fa in modo discreto e rispettoso, senza chiedermi in continuazione come sto o dirmi cosa dovrei scrivere pubblicamente. Non tutti, purtroppo, lo hanno fatto, perché pensare che quando uno sta male abbia voglia di tenere il telefono in mano e rispondere alle chiamate, o che quando uno rischia di morire pensi a pubblicare bollettini medici per aggiornare gli altri, ci fa capire non solo quanto i social abbiano sfasato la realtà, ma anche di quanto non si abbia chiara l’importanza e la gravità di questa malattia: il Coronavirus non è un’influenza, non è un gioco, non è un’esperienza da collezionare per poterla raccontare, è un incubo fisico e mentale".

 

"Ci ho pensato molto prima di scrivere questo post, che poi è anche lo sfogo di una persona che sta male e ha sentito star peggio, perciò spero verrà compreso. Sarei potuto risultare antipatico o addirittura ingrato verso il mare di preoccupazione che c’è nei miei confronti, e mi dispiacerebbe molto se passasse questo messaggio (e di sicuro una persona su 700.000 lo penserà, e per questo chiedo già scusa perché non è così)".

 

Melio fa riferimento anche a pressioni da parte della stampa. "Qualche giornalista, che magari ha già pronto un mio “coccodrillo” da giorni, che non ha ricevuto una mia risposta alle sue chiamate mentre ero in un letto a tremare di paura, ora potrà sfogarsi con un aggiornamento strumentale e distorto, ma non mi importa come non mi sono mai importate le maschere, che non indosso nemmeno durante il dolore e lo avete visto quando ho sentito di dovermi esporre spontaneamente il giorno di Natale. Mi importa di me e della mia salute psicofisica, di quella dei miei cari che stanno condividendo gli stessi problemi, e mi importa di chi mi vuol bene davvero e segue da anni, perché siamo dalla stessa parte e guardiamo nella stessa direzione, anche adesso. Mi importa di chi comprende le parole quanto i silenzi, che in fin dei conti anche le pause fanno bene e sono naturali, ci resettano togliendo il superfluo, e mai come in questi casi ci sarà bisogno di ripartire da zero, quando sarà il momento, rivedendo le priorità della vita e rivendicando certi spazi. Ok, “polemica” finita. Che sia il primo piccolo segno che inizio a star meglio. Battute a parte, vi mando un grande abbraccio. Ma proprio grande. E sappiate che quando riesco vi leggo tutti tutti, anche se non rispondo o metto solo un cuore, e che mi commuovete dalla bellezza. E sì, sono proprio fortunato".

 

Iacopo Melio lancia infine un appello per il vaccino. "Io non ho fatto in tempo, perché la legge di Murphy è ormai il mio Karma, e chissà se e quando potrò arrivarci “pulito”... ma voi che potete: vaccinatevi, perché è fondamentale, perché è sicuro, perché negli ospedali c’è l’inferno, perché solo questo ci potrà salvare, perché sì. Fatelo anche per me".

 

 

 

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