Ucraina, in partenza dalla Toscana una carovana per la solidarietà. Porterà otto tonnellate di aiuti umanitari

L'assessora Monni: 'Riaccendiamo i riflettori sul conflitto'

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lunedì 13 luglio 2026 16:54

È pronta a partire una spedizione che dalla Toscana attraverserà l’Europa centrale per arrivare in Ucraina, a Leopoli e Chernivtsi: una carovana istituzionale – la prima di natura istituzionale – che porterà aiuti umanitari nel paese ancora attraversato dal conflitto bellico.

 

Un’iniziativa che vede, ancora una volta, in campo la Regione Toscana, assieme ad associazioni e medici. Nel 2022 le associazioni toscane si erano fermate al confine, in Polonia.

 

“Vogliamo riaccendere i riflettori, che si sono spenti, sul conflitto – commenta l’assessora al diritto alla salute della Toscana, Monia Monni –. Ho partecipato recentemente a due missioni medico umanitarie verso la Striscia di Gaza e con il mondo delle associazioni, con cui collaboriamo da sempre, ci siamo detti che dovevamo tornare in Ucraina, dove c’è un conflitto che dura oramai da quattro anni e quattro mesi. Insieme a noi, oltre alle associazioni Croce Rossa, Anpas e Misericordia, ci sarà anche la Charity Foundation Ets, che è un'associazione fiorentina di cui fanno parte diversi medici del sistema sanitario: con noi partiranno Andrea Cocci e Francesco Sessa di Careggi e ci sarà l’ospedale pediatrico Meyer rappresentato da Simone Pancani”.

 

La missione è organizzata dall'assessorato alla sanità e dalla Protezione civile ed ha due finalità: verificare le condizioni per un accordo sanitario con l'ospedale pediatrico di Leopoli e portare aiuti ai campi profughi di chi è fuggito dalle aree più colpite dalla guerra provocata dall'invasione della Russia.

 

Il convoglio, composto da dodici mezzi messi a disposizione da Anpas, Misericordie e Croce Rossa – tre furgoni da carico ed un pulmino a testa - partirà via terra il 14 luglio e farà ritorno in Toscana il 22 luglio. Una squadra di ventisette volontari, che sale a quaranta persone con dipendenti della Protezione Civile regionale e i medici del Meyer e di Careggi.  Alcune persone, compresa l’assessora alla sanità Monia Monia, arriveranno in aereo il 16 luglio e si ricongiungeranno al resto del gruppo a Cracovia in Polonia, prima di varcare il confine ucraino. La zona di Leopoli è la più ad ovest del paese e la più lontana dal fronte, scelta per motivi di sicurezza ma anche perché con quei territori ci sono da tempo rapporti consolidati.

 

“Siamo in contatto con l'Oblast di Leopoli  – spiega ancora l’assessora Monni – che è il corrispettivo della Regione in Ucraina e con il sindaco di Chernivtsi. Quello toscano sarà un convoglio molto lungo e ringrazio tutte le associazioni e i medici che ne faranno parte, Unicoop e i loro soci e clienti per l’aiuto importante nella raccolta e gli ospedali che hanno messo a disposizione presidi sanitari ed apparecchiature”.

 

La Toscana porterà strumenti medicali, carrozzine e stampelle (richiesti dall’ospedale di Leopoli e forniti dal sistema sanitario regionale, in particolare dall’Asl Toscana Centro e dall’Asl Toscana Sud Est) ed otto tonnellate di generi alimentari e di prima necessità: quattro sono stati raccolti e donati dai  soci e clienti dei supermercati Unicoop Firenze di Sesto Fiorentino e Calenzano lo scorso 20 giugno, altrettanti li ha aggiunti la cooperativa. Si tratta di otto tonnellate di pasta, riso, pomodori pelati, fagioli in scatola, latte a lunga conservazione, biscotti per adulti e bambini e pannolini di tutte le taglie: tutti prodotti che possono fare la differenza per chi si trova in situazioni di grave emergenza, scelti direttamente dalla Protezione civile. A Leopoli e a Chernivtsi saranno consegnati ai centri di accoglienza.

 

“Unicoop Firenze non è nuova ad iniziative di solidarietà di questo tipo – evidenzia per la cooperativa Claudio Vanni –. Lo facciamo sempre perché crediamo che il tema della partecipazione delle persone, per l’Ucraina o come in precedenza fatto per Gaza, sia importante: in questo modo la gente, con un piccolo gesto, si rende partecipe di un'attività di solidarietà verso popolazioni che in questo momento sono in difficoltà”.

 

“Siamo un partito di cui fanno parte forti sensibilità pacifiste  – risponde Monni, a margine della conferenza stampa, ad alcune domande dei giornalisti sulla crescente diffidenza, anche interna al Pd, rispetto all’autodifesa ucraina e sul giustificazionismo nei confronti della missione militare di Putin –. È difficile per chi è pacifista come me ammettere che c'è anche un diritto alla difesa, perché non sempre una guerra vede pari condizioni in campo: vale per l'Ucraina e vale per la Palestina. Credo che sia necessario stare vicino a chi è aggredito e vede perdere la propria libertà e i propri diritti,  ma non è un percorso facile: né politicamente, né umanamente, né eticamente. Nemmeno per me”.

 

 

 
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