Premio Fiesole ai Maestri del Cinema, l'edizione 2026 va a Olivier Assayas
Il regista e sceneggiatore francese premiato al Teatro Romano di Fiesole
lunedì 13 luglio 2026 18:07
"Una delle figure più poliedriche, acute e audaci del panorama cinematografico contemporaneo". È questa la motivazione con cui è stato conferito il Premio Fiesole ai Maestri del Cinema 2026 è al regista e sceneggiatore francese Olivier Assayas nel corso della cerimonia che si è svolta presso il Teatro Romano di Fiesole.
"Regista, sceneggiatore e fine saggista, Assayas ha saputo raccogliere la lezione della Nouvelle Vague per traghettarla nelle complessità del XXI secolo, ridefinendo costantemente i confini del racconto visivo", si legge nelle motivazioni del riconoscimento, lette dal direttore artistico Marco Luceri, che hanno celebrato la capacità dell'autore di attraversare con straordinaria libertà il dramma intimo, il thriller geopolitico, la serialità e il metacinema, raccontando le tensioni e le trasformazioni del presente attraverso uno sguardo sempre in movimento.
Olivier Assayas ha accolto il premio con grande emozione, sottolineando il legame profondo tra la sua formazione artistica e il cinema italiano. Il regista francese si è definito "figlio della Nouvelle Vague e anche figlio del grande cinema italiano", ricordando l’influenza di maestri come Pasolini, Visconti, Antonioni e Rossellini nella costruzione del suo sguardo cinematografico. "Non sarei il regista che sono se non avessi ammirato prima il cinema italiano", ha dichiarato Assayas, raccontando come la tradizione artistica italiana abbia avuto un ruolo fondamentale nella sua sensibilità creativa: "Ho l’impressione che il cinema italiano tocchi delle cose a cui il cinema francese arriva pochissimo: dimensioni legate alla storia dell’arte, alla spiritualità, a una profondità in cui mi riconosco".
Nel suo intervento il regista ha poi richiamato l’attenzione sulle difficoltà che oggi attraversa il cinema: "È importante proteggere quello che si fa di meglio nell’arte cinematografica, ciò che ha a che vedere con una forma di spiritualità e con la libertà di espressione". Per Assayas, il futuro del cinema passa anche dal sostegno delle istituzioni: "Il cinema è un’arte commerciale, si fa con i soldi e deve raggiungere il grande pubblico, ma è ancora più prezioso quando riesce a parlare a chi ha un desiderio di amore, di fede e di spiritualità". Infine, il regista ha ringraziato gli organizzatori e chi lo ha scelto per il riconoscimento: "Grazie dal fondo del cuore a quelli che mi hanno scelto per questo premio. Rimarrà sempre nella mia memoria come un momento bellissimo".
Autore di opere diventate punti di riferimento del cinema contemporaneo come Irma Vep, Sils Maria e Personal Shopper, Assayas ha ripercorso le tappe principali della propria formazione artistica e del proprio percorso creativo, a partire da un'origine forse inattesa: prima ancora del cinema, infatti, il suo primo linguaggio è stato quello della pittura e delle arti visive. Un legame profondo, quello con l'arte rinascimentale italiana, nato durante i soggiorni giovanili in Toscana e destinato a influenzare in maniera permanente il suo sguardo cinematografico.
“È stata una serata ricca di emozioni – ha detto Cristina Scaletti, sindaca di Fiesole – di grande gratitudine per un maestro come Olivier Assayas. Ringrazio tutti di cuore: il Sindacato dei Critici Cinematografici Italiani-Gruppo Toscano, Marco Luceri, Luigi Nepi, il sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana Bernard Dika, il Console generale francese Guillaume Rousson, Francesco Marrinotti e Olivier Delbosc. Olivier Assayas ci ha permesso di condividere la sua cifra immensa, artistica e umana, fornendo uno spunto necessario per crescere come comunità e restituendo attraverso il cinema una visione politica orientata all’interpretazione del mondo e alla centralità della persona”.
Il Premio ai Maestri del Cinema ogni anno porta a Fiesole alcuni fra i maggiori protagonisti del cinema internazionale. Nato nel 1966 per volontà del Comune di Fiesole con lo scopo di consegnare un riconoscimento a quei registi che, con le loro opere, rappresentavano il cinema italiano nel mondo, fin dal 1972 il Premio ha allargato il proprio orizzonte, proiettandosi sulla ribalta internazionale. Il 2000 segna l’avvio della collaborazione con il Gruppo Toscano del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani che ne ha assunto la cura scientifica.
