Firenze, incontro tra sindaco e categorie economiche: proposta di un fondo di supporto alle piccole e medie imprese

Una delle proposte emerse nel corso dell’incontro via web

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martedì 22 dicembre 2020 19:50

Un fondo di supporto alle piccole e medie imprese che possa ‘smobilitare’ il risparmio privato attraverso un meccanismo di incentivi fiscali.

 

Questa, riferisce il Comune di Firenze, è una delle proposte emerse nel corso dell’incontro via web che si è tenuto tra il sindaco Dario Nardella e le categorie economiche, nel corso del quale i vari soggetti si sono confrontati e hanno presentato proposte per rallentare il collasso delle attività produttive a causa delle restrizioni poste dalla lotta alla pandemia.  

 

"Mi farò portavoce con il governo delle idee e delle proposte di questo gruppo di lavoro - le parole del sindaco Nardella - per far fronte alla crisi economica causata dal Covid e aiutare così le piccole e medie imprese, che soffrono pesantemente la crisi. Una volta definiti tutti i dettagli tecnici relativi alla proposta del fondo di supporto alle piccole e medie imprese presenteremo la proposta al governo e mi auguro che il Parlamento possa approvare questa misura di sostegno economico e farla diventare una misura nazionale affinché possa essere adottata da tutte le Città metropolitane del Paese. Questo tavolo con le categorie economiche cittadine resterà aperto e si riunirà periodicamente per condividere con le categorie economiche le possibili soluzioni alla crisi. L’amministrazione comunale è al lavoro anche sul fronte degli affitti commerciali per i quali stiamo cercando di mettere a punto una nuova proposta che sia adeguata all’attuale fase di emergenza dovuta alla seconda ondata della pandemia".

 

L’idea dell'istituzione del fondo per salvare il medio e piccolo tessuto produttivo locale è stata messa a punto dai consiglieri speciali del sindaco Lucia Aleotti e Alessandro Petretto. Il fondo sarebbe il  frutto di una sinergia tra Stato, Città metropolitane e Camere di Commercio. La misura dovrebbe consistere in un credito d'imposta, riconosciuto a persone fisiche e giuridiche che sostengono indirettamente le piccole e medie imprese del proprio territorio. Le persone fisiche e giuridiche dovranno versare un contributo in un conto corrente apposito, il cui titolare è la Città metropolitana, finalizzato alla raccolta di fondi per far fronte all'emergenza epidemiologica. Si tratta di un conto corrente di solidarietà senza costi, per aprire il quale occorre solo una preventiva deliberazione dell'organo esecutivo da trasmettere al tesoriere. La Città metropolitana diventa così un semplice soggetto erogatore.

 

Nella proposta elaborata dai consiglieri speciali Aleotti e Petretto un comitato di enti istituzionali formato da Città metropolitana, Camera di commercio, rappresentanti delle categorie, Ministero dell'Economia, e prefettura provvederà poi a individuare le imprese a cui erogare il contributo, che si configurerebbe come un sussidio a fondo perduto a imprese che hanno subito il tracollo dell’attività produttiva e perdite finanziarie.

 

Ecco le informazioni rese note dal Comune.

 

Il fondo di supporto alle piccole e medie imprese sarebbe il  frutto di una sinergia tra Stato, Città metropolitane e Camere di Commercio. La sua caratteristica è quella di essere simile al cosiddetto ‘bonus facciate’: ovvero un bonus fiscale a fronte di un comportamento dei privati atto a muovere l’economia. La misura proposta dovrebbe consistere in un credito  d'imposta riconosciuto a persone fisiche e giuridiche che sostengono indirettamente le piccole e medie imprese del proprio territorio, per il  tramite di istituzioni accreditate vicine alla realtà locale e sensibili nei confronti della sorte delle imprese falcidiate dall’emergenza. 

 

Le persone fisiche e giuridiche versano un contributo in un conto corrente (individuato allo scopo) il cui titolare è la Città metropolitana, un  conto corrente dunque dedicato ai sensi degli articoli 66 e 99 del Dl ‘Cura  Italia’ Dl n.18/2020, finalizzato alla raccolta di fondi per far fronte   all'emergenza epidemiologica.

 

Si tratta di un conto  corrente di solidarietà senza costi per  aprire il quale  occorre solo una preventiva deliberazione dell'organo esecutivo da trasmettere al tesoriere. La Città metropolitana diviene semplice soggetto erogatore, mentre un comitato di enti  istituzionali (Città  metropolitana, Camera di commercio, rappresentanti delle categorie, Ministero dell'Economia, e  Prefettura) provvederà a individuare le imprese a cui erogare il  contributo.  Che si configurerebbe  come un sussidio a fondo perduto a imprese che hanno subito il tracollo dell’attività produttiva e perdite finanziarie. Il credito d'imposta, pari al 110% dell’erogazione fatta dal contribuente matura per questo in 5 quote  annuali  di  pari importo (come per l’agevolazione sulle ristrutturazioni  delle  case  recentemente  introdotta). Il credito di imposta potrebbe essere ceduto (anche a  soggetti non finanziari) per acquisire l’immediata liquidità.  

 

 

La  proposta,  da formulare attraverso legge dello Stato, comporta una  perdita di  gettito fiscale annuo corrispondente  al credito di imposta, la cui copertura è da ricercare, almeno in parte, nel corrispondente maggiore gettito dovuto all’attivazione economica del territorio, grazie al mantenimento in vita di imprese altrimenti destinate a produrre perdite e cessare. Al riguardo, secondo stime sugli effetti economici attesi dal Covid-19 sulle piccole e medie imprese ("Rapporto  Cerved  2020  PMI"),  la  perdita nel 2020 di utile lordo per il settore dovrebbe essere non meno  di 17-18miliardi di  euro.  A questa cifra si può stimare corrisponda una perdita di gettito fiscale di circa 5 miliardi, dato non solo dalla fiscalità dell'impresa, ma anche dai salari dei dipendenti che perderanno il lavoro. Il valore dell’intervento dovrebbe essere parametrato sulla perdita  di  utile  del  2020  che  si riesce a ristorare  anno  dopo  anno  nelle  aree metropolitane,  a  cui  poi corrisponde un incremento di gettito fiscale una volta le imprese sostenute tornino in utile.  

 

Operativamente,  in ciascuna area  metropolitana, si  apre un  conto corrente  vincolato presso  un  Istituto  di  credito del  territorio, intestato  alla  Città  metropolitana in  virtù della stessa norma di  legge che istituisce il credito d’imposta. A questo affluiscono i versamenti dei cittadini che  intendono sostenere l’economia del territorio e da questo vengono direttamente veicolate le erogazioni alle aziende. A  tal  fine  viene  istituito  un Comitato  di  gestione  locale,  incaricato  di  provvedere  all'assegnazione  dei fondi, raccolti localmente, alle imprese dell’area metropolitana, selezionate con una procedura il più possibile semplificata. Al comitato dovrebbero prendere   parte  rappresentanti della Città metropolitana, della Camera di Commercio e dello Stato, come la  Prefettura e il Ministero dell'Economia e delle Finanze. 

 

La  legge istitutiva il credito d’imposta stabilisce i criteri generali della selezione, che poi vengono precisati e applicati in sede locale. In particolare, a livello  nazionale potrebbero essere definiti, tra  gli  altri  elementi, la tipologia di imprese ammissibili, la  tipologia di  contributi  erogabili, i limiti  minimi e massimi di tali contributi in relazione al fatturato; si dovrebbero poi lasciare alle Città metropolitane, attraverso il Comitato, degli spazi di  manovra per individuare con precisione i beneficiari e graduare le percentuali di aiuto nell’ambito dei limiti massimi previsti a livello nazionale. 

 

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