Lo strano weekend del calcio toscano: sì a genitori e tifosi, poi il dietrofront

'Impianti aperti ai sostenitori', anzi no. Tanti disagi per società e parenti

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domenica 11 ottobre 2020 13:04

E' stato un sabato 'di passione' per il calcio giovanile e dilettantistico toscano. 'Impianti aperti a tifosi e genitori', anzi no. Apertura e dietrofront nel giro di poche ore. Con annessi disagi per le centinaia di società fiorentine e toscane e per le migliaia di genitori, parenti e appassionati.

 

Lo scorso weekend, secondo direttive regionali, gli impianti sportivi dilettantistici erano stati aperti ai tifosi secondo rigide regole: capienza massima 1000 persone all'aperto, apertura del 25% dell'impianto, mascherine obbligatorie, distanziamento, divieto di assembramento e obbligo di acquistare i biglietti in forma nominale e anticipata. Per questo fine settimana, segnato dalla ripartenza di quasi tutti i campionati giovanili, l'incertezza è regnata fino a poche ore (in qualche caso pochi minuti) prima del fischio d'inizio.

 

Con un comunicato nella serata di venerdì 9 ottobre, la Lega Dilettanti Toscana aveva ufficializzato la possibile apertura degli impianti fermo restando il rispetto di tutte le disposizioni: "Riteniamo utile e doveroso informare tutte le nostre società di quanto avvenuto in questi ultimi due giorni relativamente all’emanazione di nuove normative in materia di presenza del pubblico agli eventi sportivi e, in particolare, del Decreto Legge del 7 ottobre 2020 emanato nella tarda serata di mercoledì u.s., che hanno creato una legittima apprensione e riflessione da parte di tanti dirigenti, atleti e semplici appassionati. Tale decreto all’art. 1 punto 2/a, modificando una precedente normativa, dispone che le Regioni non possono con propria ordinanza derogare o allentare le misure anti covid, ma emettere solo ordinanze più restrittive rispetto a quelle disposte dal governo. La Regione Toscana con ordinanza n. 87 del 6 ottobre2020, avente per oggetto “Linee guida per consentire la partecipazione del pubblico agli eventi e competizioni sportive” aveva autorizzato l’ingresso del pubblico in occasione della gara della nazionale italiana del giorno successivo. Non solo, l’autorizzazione era estesa anche alle competizioni sportive di interesse regionale organizzate dai Comitati Regionali, e quindi anche per le nostre gare. Validità fino alla fine dello stato di emergenza sanitaria (15 ottobre 2020). Il problema a questo punto era verificare con esattezza se il D.L. del 7 ottobre andava a disapplicare l’ordinanza citata oppure se l’atto regionale rimaneva valido fino alla data di scadenza. E’ ovvio che dall’esito delle verifica dipendeva il merito della decisione e la conseguente decisione operativa. Solo nella giornata di oggi abbiamo avuto la possibilità di verificare con gli uffici preposti che il Decreto Legge non va ad inficiare l’ordinanza regionale che quindi rimane in vigore fino a revoca, permettendo l’accesso del pubblico agli impianti sportivi, con tutte le prescrizioni previste".

 

Data la comunicazione ufficiale, tante società si sono adoperate per allestire tutta l'organizzazione in previsione dell'apertura degli impianti. Nel primo pomeriggio di ieri, sabato 10 ottobre, il dietrofront della Lega Dilettanti Toscana: "Le autorità di Pubblica Sicurezza ci comunicano adesso di aver interpellato gli uffici competenti della Regione Toscana i quali interpretano la validità della ordinanza n. 87 del 6 ottobre 2020 limitatamente alla sola giornata del 7 ottobre u.s. anziché fino al termine dello stato di emergenza (15 ottobre 2020) come indicato nella stessa ordinanza nelle “Disposizioni Finali”. Al fine, pertanto, di rispettare appieno la normativa vigente ed evitare eventuali sanzioni penali e amministrative a carico delle società e dei loro presidenti, ci vediamo costretti, nostro malgrado, a disporre la disputa delle sole gare di campionato a porte chiuse. Siamo consapevoli del disagio, e ci scusiamo, che tale decisione comporta per le società, indipendente dalla nostra volontà che fino all’ultimo è stata quella di adoperarsi, come abbiamo fatto in questi ultimi mesi, per consentire alle nostre società di riprendere la propria attività nel modo migliore".

 

Qualche società, visto il dietrofront, ha pure pensato di non far scendere in campo le proprie squadre. "Chiediamo a tutti per questo fine settimana di onorare gli impegni assunti nei confronti dei propri tesserati e di tutto il movimento, disputando le gare in programma, anche come importante segnale di ripartenza e di responsabilità che va al di la dello stesso significato sportivo", ha aggiunto così la Lega toscana nella nota ufficiale. "Nei primi giorni della prossima settimana verrà pubblicato dal Governo il nuovo DPCM contenente le indicazioni per lo svolgimento dell’ attività sportiva. Al quel punto verificheremo se ci saranno le condizioni necessarie e indispensabili per il normale svolgimento dell’attività dilettante e giovanile, contrariamente valuteremo tutte le possibili opzioni. Si ricorda che i tornei organizzati dalle società, le gare di Coppa e le amichevoli potranno, come sempre, essere disputate con la presenza del pubblico". Un ulteriore paradosso, quest'ultimo.

 

Di fatto, come accaduto in Serie A con la vicenda di Juve-Napoli, e la querelle tra ASL e Lega Serie A, anche nei dilettanti sono state ore di accelerate e dietrofront. Del resto, complicato trovare una via unica e definitiva in una situazione sempre più complicata vista la crescita della curva epidemiologica del Covid. Ma in molti hanno manifestato il proprio disappunto sulla gestione della riapertura ai tifosi (che poi, nel calcio giovanile, sono genitori e parenti): le società, che dopo mesi difficili a livello economico si erano adoperate in fretta e furia per riaprire gli accessi ai sostenitori, ma anche – e soprattutto – i genitori, che dopo aver accompagnato i figli anche in impianti distanti anche 30/40 chilometri o più sono stati 'costretti' a rimanere fuori dai campi per ore. Con la conseguenza che, fuori da molti impianti, si è in realtà assistito a corposi assembramenti e a veri e propri 'assiepamenti' per cercare di scorgere qualche frammento di partita.

 

 

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