Lavoratori extracomunitari sfruttati per distribuire volantini, misure cautelari per 11 persone

Sequestro di numerosi beni mobili e immobili per 500 mila euro. Lavoravano 12-13 ore al giorno per 30 euro, in parte trattenuti

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giovedì 16 luglio 2020 09:23

I carabinieri del Comando Tutela del Lavoro e Comandi Provinciali di Firenze, Prato Pistoia stanno eseguendo questa mattina, giovedì 16 luglio 2020, undici misure cautelari personali emesse dal GIP del Tribunale di Firenze, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di altrettante persone.

 

Le misure cautelari (sei in carcere, una agli arresti domiciliari, quattro obblighi di dimora) sono a carico di persone ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 630bis, c.1,2,3,4 C.P.).

 

I Carabinieri stanno procedendo al sequestro di numerosi beni mobili e immobili appartenenti a persone fisiche e giuridiche coinvolte nell'inchiesta.

 

Aggiornamento: Contestualmente alle misure cautelari, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo dei beni mobili e immobili appartenenti a tre società indagate, dedite alla pubblicità commerciale di beni e servizi, con sedi a Prato e Massa Carrara, tra cui 7 autofurgoni utilizzati per la commissione dei reati ascritti, numerosi conti correnti bancari intestati a persone fisiche e giuridiche coinvolte nell'indagine, sui quali sono depositati o sono transitati gli importi patrimoniali provento dei reati contestati, diverse carte di credito e prepagate in uso agli indagati per un valore complessivo, allo stato, di circa 500 mila euro, continuano i Carabinieri.

 

Le indagini svolte dai Carabinieri sulla base di una segnalazione della Prefettura, che aveva rilevato anomalie in una richiesta di protezione internazionale da parte di un cittadino straniero ospitato presso il Centro Accoglienza Speciale di Scandicci, hanno documentato lo sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno, di circa 80 lavoratori extracomunitari, prevalentemente africani, da parte dei gestori delle suddette società, continua l'Arma.

 

In particolare, i lavoratori, in assenza delle minime condizioni di tutela della salute, igiene e sicurezza, sarebbero stati costretti a distribuire volantini pubblicitari di note catene commerciali nazionali e internazionali per 12-13 ore di lavoro giornaliere in quasi tutte le province della Toscana, con una retribuzione che non superava i 30 euro, parte dei quali veniva trattenuta dai 'caporali' delle società indagate che controllavano i lavoratori anche con dispositivi elettronici di tracciamento e 'positioning'. Così concludono i Carabinieri.

 

(Immagine di repertorio)

 

 

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