La pandemia negli occhi degli infermieri, la mostra di Massimo Sestini a Santa Maria Nuova

'Indispensabili infermieri': cinque giorni e cinque notti nei reparti Covid

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mercoledì 24 giugno 2020 15:21

La pandemia vista attraverso gli occhi degli infermieri del più antico ospedale del mondo: Santa Maria Nuova a Firenze. E' quello che ha fatto l’obiettivo di Massimo Sestini, il celebre fotoreporter vincitore del World Press Photo nel 2015, dando vita alla mostra “Indispensabili infermieri”, allestita fino a fine dicembre nel corridoio che si affaccia sul Chiostro della Magnolia, e visitabile, nel rispetto delle norme vigenti, unicamente dai sanitari, dai pazienti e dagli utenti dell'ospedale fondato da Folco Portinari, il banchiere padre di Beatrice, la ‘musa’ di Dante Alighieri.

 

 Un reportage in 34 stampe di grandi dimensioni che racconta la tragedia della pandemia con il ritmo della cronaca e con la volontà di restituire una dimensione dell'emergenza Coronavirus intima e al tempo stesso corale, in cui il punto focale non è chi soffre ma chi aiuta.

 

La mostra è visibile a tutti, in edizione multimediale, nella Sala D'Arme di Palazzo Vecchio realizzata realizzata in coproduzione con il Comune di Firenze e in collaborazione con MUS.e. Tutte le immagini scorrono sulle pareti della sala in uno scenario fortemente immersivo. L'esposizione, ad ingresso gratuito, è aperta al pubblico fino al 5 luglio, dal lunedì alla domenica (giovedì escluso), con orario 15-20.

 

La mostra è nata dalla volontà della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus di documentare il prezioso lavoro del personale infermieristico proprio in occasione dei 732 anni di vita della struttura che è la più antica al mondo ancora in attività.
 

Per realizzare la mostra, Massimo Sestini ha trascorso cinque giorni e cinque notti nei reparti Covid di Santa Maria Nuova.

 

«I pazienti li chiamano angeli - racconta il fotografo - ma stando assieme a loro mi sono reso conto che gli infermieri sono eroi, al pari dei medici. Rischiano e sono sempre in prima linea, nelle sale chirurgiche come in corsia a preparare un letto. Sono preparatissimi, dediti e innamorati della loro professione. Per me è stato un grande onore raccontarli, sullo sfondo di un dramma globale come quello del Coronavirus».

 

«Gli infermieri sono stati magnifici nella gestione dell'emergenza Covid» commenta Giancarlo Landini, presidente della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus. «Hanno lavorato fianco a fianco, insieme ai medici di diverse specialità, gestendo un aumento impressionante di polmoniti e insufficienze respiratorie. Posso dire che hanno scritto un'altra memorabile pagina dell'assistenza infermieristica, a 200 anni esatti dalla nascita di Florence Nightingale. Il nostro ospedale, in questi mesi, si è trasformato in una grande terapia subintensiva. Tutti hanno fatto enormi sacrifici. E oggi posso affermare che Santa Maria Nuova ha reagito bene, grazie anche alla presenza della Fondazione e ai numerosi aiuti che sono arrivati dalle istituzioni e dalla città».

 

«Riapriamo la Sala d’Arme» sottolinea l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi «con una mostra dall’alto valore sociale e simbolico. Le immagini che Massimo Sestini ha saputo cogliere nei volti, nei gesti, nei reparti che fino a poche settimane fa erano al centro di una terribile spirale di malattia e morte sanno farci rivivere il dolore appena trascorso e riflettere su una pandemia che non è ancora debellata, e ci rendono la potenza del lavoro indefesso e insostituibile di tanti operatori sanitari. Questa iniziativa è un omaggio doveroso per non dimenticare e l’abbraccio ideale della città tutta verso chi ha dato e continua a dare anima, cuore e professionalità per salvare tante vite umane». 

 

 

 

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