Coronavirus, varato il decreto #CuraItalia. Manovra da 25 miliardi: 3,5 a sanità, 10 al lavoro

Una 'manovra economica poderosa' in sostegno a famiglie, lavoratori e imprese

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lunedì 16 marzo 2020 15:31

Arriva il pacchetto di misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per contrastare gli effetti sull'economia dell'emerga coronavirus. Il consiglio dei ministri ha varato il decreto marzo: misure per circa 25 miliardi e finanziamenti mobilitati per 350 miliardi.


Una "manovra economica poderosa", così l'ha definita il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha presentato il decreto insieme al ministro dell'Economia Roberto Gualtieri e alla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo.


"Non pensiamo di poter combattere un'alluvione con stracci e secchi, stiamo cercando di costruire una vera e propria diga per proteggere imprese, famiglie e lavoratori, su questa strada vogliamo che l'Europa ci segua", continua Conte. 


"Oggi il governo risponde presente e risponderà presente anche domani. Prenderemo nuove misure, anche per ricostruire il tessuto economico, con un piano di ingenti investimenti con rapidità, semplificazione, innovazione e alleggerimento delle tasse". 


Un messaggio di orgoglio in chiusura dal Premier. "Sono orgoglioso di essere partecipe di questa grande comunità che ho l'onore di guidare in questo frangente così particolare. Tanti italiani sono in trincea, negli ospedali e nei suprmercati, tanti sono a casa ma non sono inerti, cantano dai balconi l'inno, li sostengono. Dobbiamo essere orgogliosi di essere italiani, insieme ce la faremo". 


Conte ha poi lasciato la parola al ministro Gualtieri, che ha illustrato alcune delle misure previste dal decreto. 


"Ci muoviamo su cinque assi, il primo è un finanziamento aggiuntivo significativo per il sistema sanitario nazionale, la protezione civile e i soggetti pubblici impegnati nell'emergenza, con risorse per 3 miliardi e mezzo". 


C'è poi il capitolo a sostegno dei lavoratori. "Un capitolo corposo che vale 10 miliardi di sostegno a occupazione e lavoratori per difesa di lavoro e reddito, affinchè nessuno perda il posto a causa del coronavirus. Verranno estesi gli ammortizzatori sociali a tutte le categorie, copriamo i lavoratori autonomi, stagionali e di altre forme con un assegno da 600 euro per il mese di marzo, estendiamo il congedo parentale, emettiamo un voucher baby sitter per i genitori, abbiamo un sostegno aggiuntivo al reddito per i lavoratori che andranno a lavorare nei posti di lavoro con riduzione aggiuntiva del cuneo fiscale quindi con aumento in busta paga". 


Altro capitolo riguarda "l'iniezione di liquidità nel sistema del credito con la sospensione di rate per prestiti e mutui". 


Si è parlato poi della sospensione per gli obbilighi di versamento di tributi e contributi, "il termine odierno è differito, sospensione della prossima rata fino al fatturato di 2 milioni di euro per iva e altri oneri, e anche oltre al limite dei 2 milioni per le filiere più colpite". 


E' solo l'inizio, precisa Gualtieri. "Si tratta del primo intervento per marzo, torneremo anche per la scadenza di aprile nel dereto aprile a cui già stiamo lavorando". 


Il quinto asse riguarda le norme per un ampio sostegno aggiuntivo per i settori economici. 

 

La ministra Catalfo è andata nello specifico sul pacchetto di misure dedicato al lavoro

 

"Dieci miliardi in sostegno a lavoratori e famiglie. Importante la misura del congedo parentale speciale di cui le famiglie potranno usufruire per 15 giorni, che potrà prevedere in alternativa un bonus baby sitter di 600 euro, e un bonus baby sitter speciale per il personale sanitario. Allarghiamo la possibilità di usufruire dei permessi della legge 104 che a marzo e aprile non saranno di 3 ma di 12 giorni con stanziameto di 500 milioni. Per autonomi e liberi professionisti per il decreto marzo sono stati stanziati circa 3 miliardi di euro a tutela di periodo inattività. Oltre a questo come già detto sospendiamo i contributi previdenziali. Ci sarà un ulteriore intervento sui licenziamenti che verranno fermati per le procedure effettuate dal 23 febbraio in poi. Lo stesso per i lavoratori che sono in quarantena del settore privato, il periodo di quarantena verrà considerato come malattia".

 

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