Americani a Firenze: ne parla Georgette, blogger texana

Cronaca
23/01/2016

Integrazione, differenze, lingua e cultura

La tragica morte di Ashley Olsen ha acceso i riflettori sulla comunità americana a Firenze, una comunità molto numerosa. Abbiamo chiesto a Georgette Jupe, blogger texana di Girl in Florence i problemi che lei stessa ha vissuto per integrarsi nel capoluogo toscano e il punto di vista degli americani sulla nostra città.

 

1) Iniziamo dal principio. Hai deciso di vivere a Firenze e ti sei trasferita. Quale è stata la prima immediata difficoltà che hai avuto nella vita di tutti i giorni?

 

Ho deciso di vivere a Firenze dopo avere studiato qui per un anno nel 2005. Mi e' piaciuto tanto lo stile di vita europeo, e volevo vedere se potevo vivere in questo posto splendido. Per me, dopo aver imparato l'italiano la cosa piu difficile è stata soprattutto di ottenere il permesso di soggiorno lavorativo e anche un lavoro che fosse stabile. 

 

2) Quale sono state le differenze più grandi che hai trovato con il Texas?

 

Per prima cosa, che si possa andare dapertutto a piedi o con i mezzi pubblici, una realtà che non esiste in Texas, dove si gira sempre in macchina. Poi la mentalità delle gente, che è molto diversa: in Texas la cosa più è importante trovare un buon lavoro, andare via di casa, anche se significa che devi cambiare città. Anche perché la gente si sposa prima  degli Italiani. A Firenze, le persone che ho conosciuto non sapevano spesso cosa volevano fare e quasi tutti avevano un lavoro con contratto precario. Nessuno parlava di costruire una famiglia o di sposarsi. Però, la bistecca in tutti e due i posti, era molto importante per tutti ;-). 

Mentre ci sono molte cose sul texas che mi fanno incazzare, cerchiamo di non parlare di politica... Mi manca a volte l'affascinante ingenuità delle persone, che sognano che la cosa più importante sia quella di lavorare sodo, con un ottimismo sempre vincente.

A Firenze sto vedendo dei cambiamenti: prima c'era molto di più  una visione pessimistica sulle possibilità personali di una persona.

 

3) Parliamo adesso delle persone. Come ti hanno accolto? Hai incontrato difficoltà?

 

Ho avuto la fortuna di aver incontrato molte persone del luogo sia quando ho studiato all'estero, sia quando sono tornata nel 2007. Il mio ex fidanzato era italiano quindi facevo da subito parte del gruppo, ma è stato sicuramente difficile essere completamente accettata. Sono finita con un gruppo di amici provenienti da tutta Europa: francesi, tedeschi, olandesi,... una specie di connessione "immigrante",suppongo.

A quel tempo, vivevo in campagna, lontana dal centro città. Questo era ottimo per il mio italiano, ma ho sicuramente sentito questa sorta di sguardo tipo 'oh icché ci fa questa ragazza americana alta?' Mi rendeva molto timida all'inizio, anche mentre aspettavo alla fermata dell'autobus da sola.

Se devo essere completamente sincera, è stato difficile fare vera amicizia con le ragazze italiane. Penso che abbia a che fare con il fatto che tantissime persone vanno e vengono a Firenze, e forse è più facile non rischiare di fare amicizia con qualcuno che potrebbe andar via. 

Potrebbe anche essere che non ho provato abbastanza! Però dopo, con i gruppi come Yelp e la comunità dei blogger, è stato molto più facile incontrare gente e farmi dei nuovi amici Italiani che sono molto più aperti al tipo di amicizia che cercavo. 

 


4) PArliamo di pregiudizi. Purtroppo molti si immaginano gli americani come persone che non sanno mangiare e che vengono in Italia per divertirsi e spesso sballarsi con l'alcol. Come ti senti a riguardo?

 

Eh si, ci sono tanti stereotipi ! Mi fa molto ridere! Apparentemente dovrei mangiare al McDonalds ogni giorno e di notte ubriacarmi in via dei Benci. E' fastidioso ed odio quando le persone pensano che i texani siano è razzisti o ignoranti, ma se c'è una cosa che vivere all'estero e visitare il mondo mi ha insegnato, è quella che le persone sono molto simili tra di loro ! Gli americani sono stati a Firenze per decenni, se non di più.

Dobbiamo anche ricordarci che gli americani partecipano a tante attivita caritative in Italia. A cominciare dai 'mud angels' nel 1966' che aiutavano a restaurare le opere d'arte, anche quelle fatte da artisti donne meno conosciute (grazie a persone come 'Indiana Jane' di Advancing Women Artists Foundation. Questo deve essere riconosciuto e celebrato.

Forse parliamo un po 'troppo forte, ma siamo follemente felici di essere qui e dovremmo essere grati. Accetto che l'idea la gente avrà già un'idea su di me quando ci incontriamo, dopotutto non ho un lavoro convenzionale e sono più alta e grande della ragazza media italiana. Va bene lo stesso, mi sento a mio agio in Italia ed a Firenze.

La gente è sempre stata gentile con me, mi ha offerto nuove opportunità che forse non avrei avuto negli Stati Uniti. E quando si tratta di stereotipi, cerco di non essere sulla difensiva e cercare di avere una vera discussione. Mi sono resa conto che è molto più efficace . Alla fine, se loro dovessero andare in America, probabilmente dovrebbero subire altri tipi di stereotipi...ad esempio:"ma voi vivete sempre con i genitori, vero? "

 

5) Quali sono i pregiudizi che un americano ha su un italiano o un fiorentino? Come ci immaginano oltre oceano?

 

La cosa più comune che sento dire è che i fiorentini sono di carattere "freddo". Un pò snob e "puzza sotto il naso". Ho anche la sensazione che molti italiani provenienti da altre zone condividano pure questo stesso stereotipo sui fiorentini.. La cultura del cibo è anche uno stereotipo positivo che credo sia vero. Basta salire su qualsiasi autobus per sentire qualcuno parlare di quello che hanno mangiato per pranzo.  :)

 

6) Se dovessi dare un giudizio sul grado di integrazione della comunità americana a Firenze, quale sarebbe?

 

Vorrei dare loro il 78 su 100. Non conosco tutti gli americani a Firenze, ci sono un sacco di sfaccettature, da giovani studenti che studiano per un semestre a coloro che sono stati qui per oltre 20 anni e sono sposati con uno/a italiano/a. Il problema è che gli italiani parlano tutti più o meno inglese, il che può essere un deterrente per coloro che cercano di imparare la lingua ed integrarsi. E le persone  ci chiameranno sempre  'americano' o 'americana', anche se siamo in Italia da più di 10 anni.

Anche se parlo correntemente l'italiano, a volte la gente vuole assolutamente rispondere o parlare in inglese. Se non si impara la lingua, non si può mai veramente integrare. Quando non parlavo ancora italiano, pensavo che gli italiani fossero sempre arrabbiati per qualcosa perché "parlano con le mani", ma non appena ho imparato l'italiano mi sono resa conto che questo era il loro comportamento normale.

Penso che le persone debbano ricordarsi che non è sempre una scelta di andare a vivere in un altro paese. A volte la gente viene perché si è sposata con qualcuno che ha un contratto di lavoro per due anni o per affari. Ciò può fare un certo effetto alla persona che cerca di integrarsi. Penso che gli americani tendano a vivere in 'una bolla', ma la maggior parte delle persone che conosco si sono stancate di questo di modo di vita isolato e vogliono essere coinvolti nella cultura locale. Firenze è una città nella quale così tanti americani sognano di vivere. Ricevo molte email su GirlinFlorence da persone piene di speranza, gente che sogna di trasferirsi in Italia. Non penso che cambierà mai! 

 

7) La città ha pianto sinceramente "Ashley Olsen", eppure non sono mancate anche critiche feroci verso lo stile di vita della vittima. Cosa pensi a riguardo? 

 

E' molto triste che i giornali rivelino il loro vero carattere  pubblicando storie prese dai social media, che non hanno nemmeno preso il tempo di verificare. Vi veniva da vomitare leggendo tutte queste cose. Per essere onesta, non credo che nessuno si possa permettere di giudicare qualcuno o qualcosa.

Uno non ha mai vissuto con Ashley, non sa che cosa abbia fatto ogni giorno, ma ne parla come se fosse stato con lei di continuo? Non importa quale stile di vita fosse il suo, lei è sempre una persona, che merita l'amore e la comprensione, così come tutti noi.

Sono molto confusa da questa dura mancanza di compassione per qualcuno di morto come discusso da altri blogger. Questa persona potrebbe essere tua sorella, tua madre, tuo cugino. 

 

 

 

Agnese Paternoster
 

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