Firenze, al Teatro del Maggio 'Il Mirabile Elisir': 120 bambini e ragazzi protagonisti sul palcoscenico
Lo spettacolo rappresenta il momento conclusivo del percorso formativo All’Opera… In campo!
martedì 03 novembre 2026 19:29
Dal 5 all’8 novembre, nella Sala Mehta del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, andrà in scena Il mirabile elisir, con due recite riservate alle scuole (5 e 6 novembre ore 10.30) e due recite aperte al pubblico (domenica 8 novembre ore 11.00 e ore 15.30).
Lo spettacolo rappresenta il momento conclusivo del percorso formativo All’Opera… In campo!, il progetto di Fondazione CR Firenze, curato e realizzato da Venti Lucenti in collaborazione con la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e con l’Assessorato all’Educazione, alla Formazione Professionale, alla Cultura della Memoria e della Legalità e alle Pari Opportunità del Comune di Firenze (Le Chiavi della Città).
Ideato nel 2012, il progetto propone un’esperienza di formazione teatrale e musicale che, attraverso la formula del campo estivo, accompagna ogni anno circa 120 bambini e ragazzi nella preparazione e nella messa in scena di una riduzione d’opera originale. Il percorso si sviluppa tra un’intensa fase estiva, dedicata alla formazione scenica, teatrale e corale, con formatori ed educatori professionisti, e una fase autunnale di prove in teatro e allestimento di una riduzione di opera lirica facente parte della stagione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.
I bambini e ragazzi coinvolti nel progetto, condividono il palcoscenico con attori, cantanti professionisti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, accompagnati dall’Orchestradell’Accademia del Maggio Musicale, diventando protagonisti di un’esperienza che unisce educazione, partecipazione e avvicinamento all’opera lirica. Dal 2012, il progetto ha portato in scena oltre 1.100 bambini e ragazzi e raggiunto più di 47.000 spettatori, di cui 29.000 studenti.
Nell’ottica dell’ampiamento della partecipazione e del coinvolgimento, quest’anno per Il mirabile elisir sarà possibile la “visione partecipata” per tutte le recite. Il pubblico, infatti, potrà eseguire dei movimenti coreografici e cantare un brano dell’opera direttamente dalla platea in due momenti dello spettacolo. Per la “preparazione” a questi momenti è possibile visionare due video tutorial alla pagina dello spettacolo sul sito di Venti Lucenti o su YouTube.
Il mirabile elisir ha la regia, la scrittura scenica e costumi di Manu Lalli; l’elaborazione musicale da L’elisir d’amore di Donizetti e i brani originali sono di Luca Giovanni Logi. La direzione dell’Orchestra dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino è affidata a Giuseppe La Malfa. Le scene sono di Daniele Leone realizzate dal Laboratorio scenico del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il disegno luci è di Giuseppe Filipponio e l’assistente alla regia è Chiara Casalbuoni.
In palcoscenico, in veste di attori e di coro di voci bianche, i 120 bambini e ragazzi dagli 8 ai 14 anni del campo estivo All’Opera… in campo!, preparati per il coro dalla maestra Anastasiya Byshlyaha. Nel cast gli attori Stefano Mascalchi, Francesco Grifoni, Leonardo Pesucci,Viola Picchi Marchi, Elèna Di Pasquale, Marta Fornari, i solisti Chiara Salerno (Adina), Alexandru Tiba (Nemorino), Juan Carlos Villalobos (Dulcamara), e gli animatori della compagnia Venti Lucenti (Arianna Poggi, Lorenzo Bartolini, Jacopo Salvetti).
Nello spettacolo anche la partecipazione in scena di alcuni studenti del Liceo Classico Galileo-Michelangiolo e dell’IIS Alberti-Dante di Firenze, che hanno scelto questo progetto per svolgere il percorso di Formazione Scuola-Lavoro (FSL), e degli studenti del Master di I livello in Creazione e sviluppo di nuovo pubblico per la musica dal vivo dell'Università degli Studi di Firenze, che hanno svolto un laboratorio all’interno della loro percorso didattico.
Attrezzeria e accessori sono realizzati da Marco Burberi, gli abiti di scena Paola Pietri e Maria Vittoria Marchese in collaborazione con la Sartoria del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.
«Il valore del progetto “All’Opera in campo!” sta nella capacità di avvicinare bambine e bambini alla bellezza del teatro e dell’opera lirica, suscitando entusiasmo e una partecipazione autentica – afferma Maria Oliva Scaramuzzi, Vice Presidente di Fondazione CR Firenze –. È questa la forza di un’iniziativa che abbiamo l’onore di promuovere insieme a Venti Lucenti: un’esperienza che accende la curiosità dei più giovani e, attraverso di loro, raggiunge le famiglie, gli amici e un pubblico sempre più ampio. Vedere ogni volta il teatro riempirsi di ragazze e ragazzi è un’emozione speciale e la testimonianza di quanto la cultura possa unire le persone e le generazioni».
«Educare significa anche offrire a bambine e bambini occasioni per mettersi alla prova, esprimere la propria creatività e acquisire fiducia nelle proprie capacità - spiega l'Assessora all'Educazione del Comune di Firenze Benedetta Albanese -. È questo il valore di “All’Opera… In campo!”, un progetto che ogni anno permette a 120 giovani di avvicinarsi alla musica e al teatro non soltanto come spettatori, ma diventando protagonisti di un’esperienza artistica e formativa. Un percorso che insegna a lavorare insieme, a confrontarsi e a riconoscere il valore del contributo di ciascuno. È questa la visione che vogliamo promuovere: moltiplicare le opportunità e valorizzare le capacità di ciascuno, perché ogni talento possa trovare lo spazio per esprimersi. E poi condividere con tante classi delle nostre scuole un’opera bella, capace di coinvolgere tutti».
Dichiara Manu Lalli, regista e direttrice artistica di Venti Lucenti: «In questa opera abbiamo voluto mettere al centro la fragilità di Nemorino, il suo sentirsi inadeguato e il bisogno di trovare qualcuno o qualcosa che lo aiuti a superare le proprie insicurezze. È proprio questa fragilità, così profondamente umana, a renderlo vulnerabile alle promesse di Dulcamara, un imbonitore che vende rimedi miracolosi per ogni male. Ma quanti Dulcamara incontriamo ancora oggi? Viviamo circondati da chi promette soluzioni facili a problemi complessi, facendo leva sulle nostre paure e sulle nostre fragilità. Il rischio di cadere nell'inganno riguarda tutti, giovani e adulti. Per questo, il percorso di Nemorino diventa anche il nostro, ossia imparare a riconoscere le illusioni, acquisire consapevolezza di sé e scoprire che non abbiamo bisogno di pozioni stupefacenti per trovare la forza di essere noi stessi».
