Cna Toscana-Carburanti: la Toscana seconda in Italia per i rincari della benzina

Dal 27 febbraio aumento di 28 centesimi al litro, dato superiore alla media nazionale

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sabato 18 luglio 2026 15:57

La Toscana è tra le regioni italiane con i maggiori aumenti del prezzo della benzina negli ultimi mesi. E' quanto emerge dall'elaborazione di CNA nazionale sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornata al 17 luglio, secondo la quale il prezzo della benzina in Toscana è aumentato di 28 centesimi al litro rispetto al 27 febbraio scorso.

 

Un risultato che posiziona la regione al secondo posto nazionale per entità del rincaro, alle spalle soltanto del Friuli-Venezia Giulia (+29,2 centesimi) alla pari con il Piemonte. Seguono Lazio e Molise con un incremento di 27,8 centesimi.

 

Il dato toscano risulta superiore alla media nazionale, che nello stesso periodo registra un aumento della benzina di 24,3 centesimi al litro (+14,6%).

 

Diversa la situazione per il gasolio, dove i maggiori rincari interessano Sicilia (+39,8 centesimi), Campania (+38,6), Friuli-Venezia Giulia (+37,6) e Veneto (+37,3 centesimi). La Toscana non rientra invece tra le regioni con gli incrementi più elevati del diesel.

 

L'analisi evidenzia inoltre come la classifica dei rincari non coincida con quella dei prezzi più elevati. Le regioni che hanno registrato gli aumenti più consistenti non sono necessariamente quelle dove oggi il carburante costa di più. A livello nazionale il prezzo medio della benzina è pari a 1,911 euro al litro, mentre il gasolio ha raggiunto 2,040 euro al litro sulla rete self service.

 

Per CNA Toscana il dato rappresenta elemento di preoccupazione aggiuntivo, l'aumento del costo dei carburanti incide infatti direttamente sulle imprese dell'autotrasporto, ma anche su quelle dell'installazione e manutenzione, dell'assistenza tecnica, delle costruzioni e di tutte le attività che effettuano consegne o interventi presso clienti.

 

Per comprendere l'impatto economico del fenomeno basta considerare che un incremento di 40 centesimi al litro comporta, per un'impresa che consuma 1.000 litri di carburante, una maggiore spesa di circa 400 euro. Costi che, soprattutto per le micro e piccole imprese, difficilmente possono essere trasferiti integralmente sui prezzi finali, con una conseguente compressione dei margini.

 

“La Toscana si colloca tra le regioni più penalizzate dall'aumento del prezzo della benzina – afferma Luca Tonini Presidente di CNA Toscana –. Un andamento che pesa sulle imprese artigiane e sulle piccole aziende che ogni giorno utilizzano i propri mezzi per lavorare, raggiungere i clienti e garantire servizi essenziali. È necessario monitorare attentamente l'evoluzione dei prezzi e rafforzare gli strumenti di trasparenza lungo tutta la filiera, evitando che le imprese continuino a sopportare rincari superiori alla media nazionale”. 

 

 

Immagine di repertorio

 

 

 
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