Caldo, Cgil e Uil: 'Temperature insostenibili nei musei civici di Firenze'. Il Comune: 'Attuate misure'

Fp Cgil e Uil Fp. “Servono interventi immediati per tutelare lavoratrici, lavoratori e patrimonio culturale”

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sabato 27 giugno 2026 20:02

"A Palazzo Vecchio sono attuate una serie di misure per far fronte al codice rosso per il caldo che sta interessando anche Firenze". È quanto precisano gli uffici comunali dopo l’allarme dei sindacati.

 

La FP CGIL Firenze e FP UIL Firenze hanno infatti espresso "forte preoccupazione per le condizioni di lavoro che si stanno registrando in diversi musei civici, dove lavorano dipendenti comunali, della Fondazione MUSE e della Cooperativa Rear a causa delle elevate temperature di questi giorni. Le segnalazioni che continuano ad arrivare dal personale descrivono ambienti di lavoro caratterizzati da temperature eccessive, spesso incompatibili con lo svolgimento delle attività in condizioni di sicurezza e benessere. Custodi, addetti all’accoglienza, personale di vigilanza, educatori museali, operatori dei servizi museali e tutti i lavoratori presenti nelle strutture sono costretti a svolgere il proprio servizio per molte ore in condizioni climatiche estremamente gravose", si legge nella nota firmata da Fp Cgil e Uil Fp Firenze.

 

"Già lo scorso anno avevamo segnalato situazioni di forte criticità per le alte temperature e negli incontri avuti ci erano state date rassicurazioni sul fatto che sarebbe state prese iniziative al fine di migliorare la situazione del Museo di Palazzo Vecchio prevedendo l’acquisto di raffrescatori industriali, acquisti che in parte sono stati fatti dalla Cooperativa REAR ma con dei modelli che ad ora non consentono un miglioramento in quanto l’aria calda non viene espulsa verso l’esterno, come invece era stato pensato. Non è stata ad oggi portata a termine l’idea di realizzare, come in molte altre aree del palazzo di pertinenza comunale, elementi lignei che permettessero di tenere le finestre socchiuse senza doverle forare. Questi raffrescatori risultano quindi ad oggi macchinari molto rumorosi e praticamente inutili, con un bilancio termico negativo per le stanze, dove si superano stabilmente i 30 gradi. Alle lavoratrici e ai lavoratori dei musei non viene fornita acqua fresca come invece era stato richiesto dai loro rappresentanti. A Santa Maria Novella e Forte Belvedere non sono stati installati neppure i ventilatori e negli spazi esterni dove il personale opera si registrano temperature di 35 gradi o più.

 

"Anche le misure e i protocolli di chiusura di alcune sale non risultano ad oggi sufficienti, senza che vi siano gli strumenti adeguati per tenere basse le temperature delle altre sale e per permettere di lavorare in condizioni di sicurezza. Quest’anno si sono già avuti malori tra i lavoratori e i visitatori. L’estate scorsa diversi lavoratori sono stati portati in ospedale e in un giorno sono state chiamate cinque ambulanze. Le alte temperature non rappresentano soltanto un disagio, ma costituiscono un concreto rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, con possibili conseguenze quali disidratazione, malori, cali di attenzione e aumento del rischio di infortuni. Una situazione che, oltre a incidere sulle condizioni di lavoro, può compromettere anche la qualità dell’accoglienza al pubblico e la corretta conservazione del patrimonio artistico.
Ricordiamo che il datore di lavoro è tenuto, ai sensi del D.Lgs. 81/2008, a valutare tutti i rischi presenti negli ambienti di lavoro, compresi quelli derivanti dal microclima, adottando ogni misura organizzativa e tecnica necessaria per eliminarli o ridurli al minimo".


"La tutela della salute e della sicurezza non può essere subordinata ad alcuna esigenza organizzativa. È necessario intervenire prima che si verifichino situazioni di emergenza. Da settembre 2025 i lavoratori e le lavoratrici hanno chiesto con largo anticipo al Comune di fare il possibile per evitare che si ripetessero i rischi per l’estate successiva. La FP CGIL Firenze e FP UIL Firenze chiedono che i musei civici siano luoghi di lavoro sicuri e salubri rispetto al microclima e in alternativa che siano previste chiusure temporanee dei musei non climatizzati in caso di allerta rossa e sospensione di tutte le visite guidate e delle attività all’aperto", concludono i sindacati.

 

Il Comune fa sapere che è stata "predisposta ed è operativa da fine maggio una determina a firma del soprintendente ai musei civici Carlo Francini con indicazioni operative per la protezione dei lavoratori e degli utenti relative al 2026. Si tratta di misure per attenuare le criticità dovute alle eccessive temperature. Concretamente in caso di allerta rossa per il caldo vengono attivati provvedimenti di natura tecnica e organizzativa che arrivano anche alla chiusura di alcuni percorsi museali. Le misure tecniche consistono nel posizionamento di apparecchi raffrescatori per le postazioni più esposte al caldo a Palazzo Vecchio. Ovviamente non si tratta di apparecchi per la climatizzazione ma offrono un beneficio agli operatori nelle vicinanze, sono più efficaci dei ventilatori e secondo gli uffici tecnici sono la soluzione più adatta alla situazione contingente. I tecnici sono al lavoro per migliorarne le prestazioni, per esempio favorendo l’espulsione dell’aria calda".


"Le misure organizzative prevedono l’aerazione dei locali anticipata alle 6 per favorire l’abbassamento delle temperature; l’attivazione dei rinfrescatori da inizio turno con chiusura degli ambienti dove possibile; programmazione di pause ravvicinate e flessibilità degli orari in caso di ondate di calore. Infine, sempre in caso di codice rosso, è prevista la chiusura parziale dei percorsi museali: a Palazzo Vecchio, ad esempio, il Mezzanino, lo Studiolo e la Terrazza di Saturno al momento non sono visitabili. Sono misure che hanno l’obiettivo di prevenire problematiche e rischi. Gli uffici stanno studiando ipotesi di soluzioni strutturali al tema del condizionamento ma con i vincoli presenti per gli edifici storici si tratta di un lavoro complesso", conclude Palazzo Vecchio.

 

 

 
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