Sciopero generale della cultura, a Firenze presidio nel piazzale degli Uffizi

Presente anche Montanari. In piazza anche le lavoratrici e lavoratori precari storici dei musei di Firenze

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venerdì 12 giugno 2026 16:59

E' la giornata dello sciopero generale della cultura: in occasione dello sciopero, indetto dal collettivo nazionale Mi riconosci e da diversi sindacati, tra cui Cgil e Sudd Cobas, questa mattina a Firenze si è tenuto un un presidio nel piazzale degli Uffizi, al quale ha partecipato anche lo storico dell'arte Tomaso Montanari.

 

“La Cultura italiana non esiste senza le persone che la producono ogni giorno. Eppure, le lavoratrici e i lavoratori dei settori della Cultura operano troppo spesso in condizioni inaccettabili dovute ai ripetuti tagli al finanziamento pubblico: carenze di organico strutturali che agevolano i processi di esternalizzazioni e precarietà, sotto remunerazione, contratti impropri o inesistenti, precarietà strutturale, part time involontari assenza di tutele previdenziali e sociali per chi è precaria/o. È un paradosso che un Paese come l’Italia, che deve alla Cultura una parte essenziale della propria identità e del proprio valore nel mondo, tratti in questo modo chi quella ricchezza la costruisce e la preserva e la valorizza ogni giorno”. Così FP CGIL, NIdiL CGIL e FILCAMS CGIL di Firenze oggi in occasione del primo sciopero nazionale del settore Cultura.

 

"Questa iniziativa non nasce dall’improvvisazione: è il frutto di un percorso costruito nell’arco di oltre un anno da associazioni e sindacati, che hanno condiviso rivendicazioni e lavorato insieme per dare vita alla prima mobilitazione nazionale del settore. Alla base delle rivendicazioni il riconoscimento della dignità professionale ed economica del lavoro culturale con l’applicazione di contratti di filiera che restituiscano autorità alla contrattazione collettiva; il superamento strutturale della precarietà attraverso la reinternalizzazione dei servizi esternalizzati e la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari e che operano con contratti di somministrazione attraverso un piano straordinario di assunzioni nel Ministero della Cultura e nelle istituzioni pubbliche e la valorizzazione del personale; l’istituzione di un reddito di discontinuità per tutte le professioni culturali caratterizzate da intermittenza strutturale e da contratti di lavoro autonomo, la piena applicazione delle norme di salute e sicurezza anche per chi lavora con contratti atipici o discontinui, il superamento del falso lavoro autonomo e dei compensi imposti dal datore di lavoro. A tutto ciò si aggiunge una denuncia politica netta: è inaccettabile che il governo scelga di tagliare i finanziamenti alla Cultura per alimentare la corsa al riarmo. Noi scegliamo la Cultura, il Lavoro, la pace. Non tutti hanno stessi diritti, tutele e retribuzioni. Bisogna investire risorse nei settori culturali".

 

"Anche a Firenze servono assunzioni e stabilizzazioni, il superamento dei contratti part time involontari e l’applicazione del miglior contratto di settore sotto il profilo economico e normativo. Percorso, quest’ultimo, già avviato negli appalti dei musei civici e delle biblioteche del nostro territorio. La FP CGIL e la FILCAMS CGIL, grazie alla contrattazione di anticipo, hanno già da tempo permesso il passaggio di 230 operatori della provincia di Firenze al CCNL Federculture, contratto nazionale dedicato ai lavoratori privati della cultura", conclude la nota di FP, FILCAMS E NIDIL CGIL FIRENZE.

 

In piazza anche le lavoratrici e lavoratori precari storici dei musei di Firenze. "I contratti part-time ciclici verticali con cui sono stati riassunti alcuni lavoratori alla fine di aprile prevedono 7 mesi di lavoro, a 33 ore settimanali, e 5 mesi a 0 ore e 0 stipendio. A novembre si ritroveranno di nuovo a casa senza stipendio. Da qui ad ottobre continueremo le mobilitazioni perché questa non può essere una risposta adeguata alla precarietà, vogliamo il diritto ad un lavoro veramente stabile, il diritto a a mangiare e pagare le bollette anche nei mesi invernali. E ci sono precari storici che sono ancora a casa senza lavoro. Per questo torneremo in piazza anche la prossima settimana, venerdì 19 giugno alle 10.00 davanti alla Regione Toscana in piazza Duomo", dichiarano da Sudd Cobas.

 

 

Foto dalla pagina Facebook Cgil Firenze

 

 

 
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