Caldo, Ingegneri Firenze: 'Più alberi, meno asfalto e tecniche innovative per adattarsi al cambiamento climatico'
L’Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze invita a puntare su verde urbano, materiali drenanti e pianificazione metropolitana
martedì 23 giugno 2026 18:51
Le temperature estreme registrate in questi giorni confermano la necessità di affrontare il cambiamento climatico con interventi strutturali e una programmazione di lungo periodo. È l’appello lanciato dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze attraverso Stefano Corsi, coordinatore della commissione Ambiente ed Energia.
“Le temperature estreme che stiamo vivendo in questi giorni dimostrano che non possiamo più affrontare ogni estate come una situazione straordinaria. Le ondate di calore stanno diventando una caratteristica sempre più frequente del clima di Firenze e richiedono risposte strutturali”, afferma Corsi.
Secondo l’Ordine degli Ingegneri, le città sono tra gli ambienti maggiormente esposti agli effetti del cambiamento climatico. Il consumo di suolo, l’estensione delle superfici asfaltate e l’elevata densità edilizia contribuiscono infatti a intensificare il cosiddetto effetto “isola di calore”, con un conseguente aumento delle temperature percepite nelle aree urbane.
“Il cambiamento climatico è una realtà con cui dobbiamo fare i conti – sottolinea Corsi – Per questo è necessario avviare una nuova fase di pianificazione urbana che metta l’adattamento climatico al centro delle scelte amministrative e progettuali”.
Tra le priorità indicate dagli ingegneri figura l’incremento del verde urbano diffuso. L’obiettivo non è soltanto realizzare nuovi parchi e giardini, ma estendere alberature e spazi verdi all’interno di strade, piazze, parcheggi e quartieri ad alta densità abitativa.
“Gli alberi riducono l’irraggiamento diretto, migliorano la qualità dell’aria, favoriscono l’evapotraspirazione e contribuiscono in modo significativo all’abbassamento delle temperature. Il Comune di Firenze si sta muovendo in questa direzione: è uno sforzo che va sostenuto e incentivato”, spiega il coordinatore della commissione Ambiente ed Energia.
Un altro aspetto ritenuto fondamentale riguarda la progressiva riduzione delle superfici asfaltate e impermeabili, da sostituire, dove possibile, con materiali drenanti e meno soggetti ad accumulare calore.
“Ogni intervento di rigenerazione urbana dovrebbe essere valutato anche per la sua capacità di mitigare gli effetti delle temperature estreme e migliorare il comfort ambientale”, aggiunge Corsi.
Particolare attenzione viene riservata anche al patrimonio edilizio. Le tecnologie oggi disponibili consentono infatti di progettare edifici più resilienti agli effetti del caldo attraverso l’impiego di rivestimenti ad alta riflettanza, coperture verdi, schermature solari e soluzioni bioclimatiche.
“Questi interventi possono ridurre in modo significativo il fabbisogno energetico per il raffrescamento estivo, con benefici sia ambientali sia economici”, evidenzia l’ingegnere.
Per l’Ordine degli Ingegneri, tuttavia, la risposta al cambiamento climatico non può limitarsi ai singoli interventi urbani, ma deve essere inserita in una visione più ampia che coinvolga l’intera area metropolitana.
“Non si deve pensare solo a interventi puntuali, ma a creare una rete che colleghi le aree urbane a quelle extracittadine, una vera e propria infrastruttura verde. Serve una visione di area vasta. Il verde urbano, i corridoi ecologici, la gestione delle risorse idriche e la mobilità sostenibile devono essere affrontati in una prospettiva metropolitana, coinvolgendo l’intera area fiorentina e la Piana”, afferma Corsi.
L’obiettivo, secondo gli ingegneri fiorentini, è costruire un sistema territoriale più resiliente e capace di adattarsi a fenomeni climatici destinati a diventare sempre più frequenti.
“Le temperature che oggi ci preoccupano rischiano di diventare sempre più frequenti nei prossimi anni. Per questo è necessario passare alla logica della prevenzione e dell’adattamento. Firenze ha tutte le competenze per diventare un modello di resilienza climatica, ma occorre fare scelte coraggiose e una programmazione di lungo periodo”, conclude il coordinatore della commissione Ambiente ed Energia dell’Ordine degli Ingegneri.
