Bomba d’acqua a Ponte a Ema e frana sulle colline di Careggi: l’esercitazione di Protezione civile

L’assessora Sparavigna: “Momenti fondamentali per testare e migliorare la capacità di risposta alle emergenze”

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giovedì 18 giugno 2026 19:30

Una bomba d’acqua a Ponte a Ema e una frana sulle colline di Careggi con evacuazione di oltre 120 persone dalle loro abitazioni: sono i due eventi estremi oggetto della simulazione di Protezione Civile che si è svolta stamani a Firenze nell’ambito della prova di emergenza organizzata dalla Regione con il coinvolgimento di 146 comuni toscani. 

 

Obiettivo dell’esercitazione riprodurre uno scenario di criticità con danni al territorio e alla popolazione. Nello specifico di Firenze si è trattato di una emergenza analoga a quella già avvenuta nel 2025 a seguito delle forti piogge in modo da verificare l’efficacia delle procedure previste e migliorare il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione della criticità. 

 

L’esercitazione si è svolta on line con l’attivazione effettiva del Centro Operativo Comunale e delle sue funzioni con eventi critici che sono stati comunicati in tempo reale dalla Regione. Nessuna anticipazione o preparazione quindi, ma gestione delle situazioni in diretta come avviene in una reale emergenza. 

 

L’attività ha preso il via alle 8.30 e il primo evento simulato ha interessato Ponte a Ema, una delle zone maggiormente colpite dall’alluvione del marzo 2025 a seguito dell’esondazione del torrente Ema. È stato quindi attivata la Sala Operativa della Protezione Civile del Comune, dove era presente l’assessora Laura Sparavigna, in constante contatto con le sale operative della Città Metropolitana e della Regione Toscana per coordinare le attività di soccorso, monitorare l’evoluzione della situazione e predisporre tutte le misure necessarie a supporto della popolazione coinvolta.

 

L’esercitazione ha visto il coinvolgimento di 15 operatori della Protezione Civile, 42 volontari e 33 mezzi e attrezzature. Lo scenario ipotizzato prevedeva l’inagibilità di circa 40 abitazioni a causa degli allagamenti e l’evacuazione di 120 persone. Di queste, 25 richiedevano accoglienza temporanea in un’area di emergenza allestita all’interno della palestra di una scuola, opportunamente predisposta per ospitare la popolazione evacuata e garantire assistenza e servizi essenziali. Nel corso della mattinata si è aggiunto alla simulazione un ulteriore evento critico, una frana sulle colline di Careggi, per l’esattezza in via delle Ballodole con rischio per alcune abitazioni che quindi sono state evacuate. Anche in questo caso sono state individuate sistemazioni temporanee per alcune persone che ne avevano necessità, tra cui anziani e disabili. 

 

Sono state inoltre attivate tutte le direzioni comunali interessate, dal soccorso alla viabilità, fino agli interventi in ambito ambientale, ciascuna secondo le proprie competenze. Al termine dell’esercitazione si è svolto un momento di confronto tra tutti i soggetti coinvolti per analizzare le attività svolte e valutare eventuali aspetti da migliorare.

 

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla comunicazione con la popolazione, attraverso strumenti informativi dedicati e l’attivazione, come avviene nelle situazioni di emergenza reale, del numero telefonico della sala operativa della Protezione Civile, con l’obiettivo di fornire informazioni puntuali e limitare il rischio di allarmismi.

 

“Come Amministrazione, nei momenti di emergenza siamo chiamati a dare risposte concrete ai cittadini e alle cittadine che si trovano in difficoltà e necessitano di aiuto e supporto – dichiara l’assessora Sparavigna –. Un’attenzione particolare deve essere rivolta alle persone più fragili, che spesso richiedono interventi specifici e percorsi di assistenza dedicati. Esercitazioni come questa sono fondamentali perché ci permettono di testare e migliorare procedure, coordinamento e capacità di risposta, affinché il sistema sia pronto a intervenire in modo efficace quando si verificano situazioni reali di emergenza. La prevenzione e la preparazione rappresentano elementi essenziali della protezione civile – aggiunge l’assessora –. Simulare scenari complessi come quello di Ponte a Ema significa rafforzare la collaborazione tra istituzioni, operatori e volontariato e migliorare la capacità di garantire sicurezza, assistenza e vicinanza alla popolazione nei momenti di maggiore complessità”. 

 

L’attività ha consentito infatti di verificare sul campo il funzionamento della macchina dei soccorsi, il coordinamento tra enti e volontariato e le procedure di assistenza alla popolazione, con particolare attenzione alle persone più fragili, confermando l’importanza della pianificazione, della formazione e dell’addestramento per affrontare in modo efficace eventuali situazioni di emergenza. 


L'esercitazione ha coinvolto a livello regionale 886 volontari con l’impiego di 429 mezzi e attrezzature distribuiti su tutto il territorio regionale. Secondo il presidente della Regione Toscana Eugenio  Giani: “Una giornata intensa e partecipata, che ha confermato la solidità del sistema di Protezione civile toscano e l’importanza della sinergia con gli enti locali, per continuare a investire nella preparazione e nella capacità organizzativa. Ringrazio i circa 900 tra volontarie e volontari che sono intervenuti e che hanno movimentato oltre 400 mezzi su tutto il territorio regionale”.

 

“Grazie alle donne e agli uomini del sistema di Protezione civile della Toscana, ai Comuni e a tutti gli enti coinvolti - ha detto il sottosegretario alla Presidenza Bernard Dika - Una prova di grande coesione che ci auguriamo di poter ripetere e ampliare ulteriormente. Dietro ogni esercitazione c’è un lavoro di coordinamento e organizzazione silenzioso ed è così che si rafforza ogni giorno la capacità della Toscana di proteggere le proprie comunità”.

 

 

 
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