Magherini, via libera del Consiglio Comunale a un luogo della memoria
Approvata all’unanimità la mozione, Pd e Sinistra Progetto Comune: 'Scelta dello Stato lascia aperta la ferita'
lunedì 20 aprile 2026 19:11
Via libera del Consiglio comunale di Firenze all’intitolazione di un luogo della città a Riccardo Magherini. La mozione è stata approvata all’unanimità, con l’idea di individuare uno spazio – preferibilmente legato allo sport o alla socialità nel rione di Borgo San Frediano – che richiami anche i temi dei diritti umani e della dignità delle persone.
Sul tema interviene anche il capogruppo Pd Luca Milani, che lega il voto in aula alla decisione del Governo di impugnare la sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani sul caso Magherini:
“Apprezzamento per il voto favorevole dell’aula ad un luogo per ricordare Riccardo Magherini ma dispiacere per la decisione del Governo di impugnare la sentenza della Corte dei diritti Umani che aveva condannato l’Italia. Dispiace per la famiglia, per gli amici e tutta la città, dispiace che il Governo abbia scelto, nell'ultimo giorno utile, di impugnare la sentenza della CEDU, rendendo di fatto la ferita ancora aperta”.
Milani richiama anche la posizione espressa dal Governo nei confronti della Corte Europea: “Il Governo italiano ha una linea piuttosto chiara sulla Corte Europea dei Diritti Umani […] Aver impugnato la sentenza della CEDU sul caso Magherini va evidentemente ancora in questa direzione”.
Sull’approvazione della mozione interviene anche Dmitrij Palagi: "Il Consiglio comunale di Firenze ha approvato oggi all'unanimità la mozione 2026/00161 per intitolare un luogo della città a Riccardo Magherini — preferibilmente a vocazione sportiva o un'area di socialità nel rione di Borgo San Frediano — con una dicitura che faccia riferimento alla tutela dei diritti umani e della dignità di ogni persona. L'unanimità non era scontata. In Commissione non era stata raggiunta: ottenerla in aula è il risultato del lavoro comune di tutti i gruppi consiliari, che ringraziamo. Non è un merito nostro. […] Il voto di oggi è un gesto istituzionale, doveroso. Dare un nome a un luogo non chiude nulla: chiede di continuare a tenere viva una storia".
La mozione segna un passaggio istituzionale condiviso in aula, mentre resta aperto il dibattito sulle scelte del Governo rispetto alla sentenza della Corte europea.
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