Giornate di prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso, iniziative anche a Firenze

Il Meyer illuminato di arancione per accendere i riflettori sulla Shaken Baby Syndrome

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sabato 11 aprile 2026 09:05

Nei giorni 11 e 12 aprile tornano le Giornate nazionali di prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso (Shaken Baby Syndrome), per accendere i riflettori su un trauma cerebrale che, in un caso su quattro, può portare al coma o alla morte del bambino.

 

Sanno oltre 150 le città coinvolte, com infopoint con operatori sanitari e monumenti storici illuminati di arancione.

 

A Firenze infopoint Fratellanza Militare presso Giardini Campo di Marte "Niccolò Galli", sabato 11 aprile 2026, dalle ore 14.00 alle ore 18.00 con volontari e medici

 

AOU Meyer IRCCS presso Hall Serra, domenica 12 aprile 2026 dalle ore 15.00 alle ore 18.00 con medici.

 

Anche l'ospedale San Giuseppe di Empoli ha deciso di scendere in campo con un’iniziativa di sensibilizzazione diretta alla cittadinanza. L’appuntamento sarà all’info point che verrà allestito il 13 aprile, dalle ore 8 alle 20, nella Hall al piano terra del presidio ospedaliero, nell’area situata tra gli sportelli Cup e la "Sala dell'orologio". Ad accogliere i cittadini ci saranno le pediatre Laura Galli, Carmela Caputo, Cinzia Cioni, Serena Ballotti e le infermiere della Pediatria. Nello spazio informativo i cittadini troveranno pediatri e infermieri pronti al dialogo, video esplicativi e materiale illustrativo dedicato. A testimoniare l'adesione della comunità, la sera del 12 aprile, il Comune di Empoli illuminerà di arancione il monumento di Piazza della Vittoria.

 

Promosse da Terre des Hommes e SIMEUP (Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica), le Giornate rappresentano l’evento centrale della campagna NONSCUOTERLO!, nata nel 2017 per informare e sensibilizzare sulla Shaken Baby Syndrome: una condizione grave che può derivare dallo scuotimento violento di un neonato, spesso in risposta a un pianto inconsolabile. Un gesto che può avere conseguenze gravissime, ma che può essere evitato con una corretta informazione.

 

L’iniziativa, che nell’edizione 2026 ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, è resa possibile grazie al coinvolgimento e al supporto operativo della Società Italiana di Pediatria (SIP), dell’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze (ANPAS), della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), della Rete Ospedaliera contro il Maltrattamento Infantile. Quest’anno aderiscono all’iniziativa anche l’Associazione culturale pediatri (ACP), l’Associazione Italiana Massaggio Infantile (AIMI), l’Associazione Nazionale per l’Assistenza del Bambino in Ospedale (ANABO), la Federazione Nazionale Ordini e Professioni Infermieristiche (FNOPI) e Federfarma Milano, Lodi, Monza, Brianza, Foggia, Sassari e Verona, le cui farmacie diffonderanno video e materiali informativi della campagna.

 

La Shaken Baby Syndrome è ancora poco conosciuta in Italia, eppure bastano pochi secondi e una perdita momentanea del controllo per provocare conseguenze gravissime. È proprio da questa consapevolezza che nasce l’impegno delle Giornate nazionali: portare informazione chiara e accessibile a chi si prende cura dei più piccoli, perché con pochi e semplici gesti si può evitare una situazione di rischio e salvare la vita di un bambino. Per questo, medici, infermieri e volontari incontreranno migliaia di genitori e caregiver per distribuire materiali informativi e le simboliche palline antistress arancioni della campagna, che ricordano l’importanza di fermarsi e mantenere il controllo nei momenti di maggiore difficoltà.

 

E nelle stesse ore il messaggio arriverà anche dai luoghi simbolo del Paese: l’11 e 12 aprile molti monumenti storici italiani si illumineranno di arancione: a Firenze verrà illuminato l’Ospedale Pediatrico Meyer

 

La sindrome è una grave forma di trauma cerebrale che deriva dallo scuotimento violento, anche solo per pochi secondi, di un bambino in tenera età in risposta a un pianto inconsolabile percepito come insostenibile. Tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, infatti, il pianto dei lattanti raggiunge il periodo di massima intensità e può assumere caratteristiche tali per durata e imprevedibilità da innescare grande esasperazione nel genitore o in chi si sta occupando del bambino. I neonati in questa fascia d’età sono particolarmente vulnerabili, ma la Sindrome del Bambino Scosso può colpire fino ai due anni di vita compromettendo per sempre il futuro e la crescita del bambino; i danni sono gravissimi, tra cui cecità, tetraplegia, disturbi dell’apprendimento e del coordinamento motorio e in 1 caso su 4 il coma o la morte.

 

 

 
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