Riduzione del rischio idraulico a Firenze, via ai lavori per la cassa di espansione Prulli
Giani: 'Decisiva nella riduzione del rischio idraulico'
lunedì 30 marzo 2026 18:06
Un nuovo importante capitolo nella realizzazione del sistema di casse di espansione di Figline che riveste un ruolo di primo piano nella contrasto alle piene dell'Arno. Questa mattina, lunedì 30 marzo, la partenza dei lavori per la realizzazione di Prulli, alla presenza del presidente Eugenio Giani, insieme al sindaco di Reggello Piero Giunti, i consiglieri regionali del territorio Serena Spinelli e Francesco Casini, al direttore della Protezione civile della Regione Giovanni Massini.
Il sistema delle casse di espansione denominato Figline, costituito da Pizziconi (terminata), Restone (in corso d’opera), Prulli (i cui lavori partono oggi) e Leccio (che andrà in gara di progettazione a breve) costituisce un punto fondamentale per la mitigazione del rischio idraulico dell’abitato di Firenze che permette di immagazzinare circa 25 milioni di metri cubi delle acque di piena dell’Arno, con una riduzione di circa 50 cm del colmo di piena all’interno dell’abitato di Firenze.
In questo contesto la cassa di Prulli è la maggiore tra quelle realizzate finora con la capacità di invasare 7 milioni di metri cubi di acqua, un'estensione di 14 ettari, per un investimento di 72 milioni di euro. La cassa presenta due moduli, separati dal torrente Chiesimone ed è costituita da 11 luci ciascuna dotata di paratoia piana per la regolazione delle portate da invasare dal fiume Arno. Le opere di restituzione sono 4, due per ciascun modulo della cassa, e provvedono alla restituzione delle acque invasate al fiume Arno una volta passata la piena.
L'opera, per la quale i lavori dureranno 3 anni, servirà alla riduzione del rischio idraulico a Firenze (insieme alle altre casse del sistema Figline), ma anche del reticolo minore nei Comuni di Figline e Incisa Valdarno e Reggello e alla riduzione del rischio idraulico del fiume Arno nell’abitato di Incisa.
“Questa di Prulli rappresenta la cassa di espansione della svolta - ha detto Giani - Abbiamo già inaugurato Pizziconi qualche centinaio di metri più a nord, ma questa è indubbiamente come portata d’acqua molto superiore, quasi il doppio. Vi possono entrare 7 milioni di metri cubi d'acqua e si comprende bene che quando sarà completata con tutta l'arginatura, in caso di grande portata dell'Arno, l’acqua potrà essere modulata e raccolta in modo da evitare l'alluvione a Firenze. Complessivamente dunque fra i territori di Reggello e di Figline-Incisa potranno essere raccolti più di 10 milioni di metri cubi d'acqua e questo tutto a prevenzione dello scorrimento dell'Arno verso valle. Un investimento di circa 72 milioni di euro per un'opera grandiosa dal punto di vista della realizzazione e sono particolarmente soddisfatto perché questo è indice di come stiamo procedendo con decisione su quelle opere che mettono in sicurezza l'Arno”.
Tra gli altri interventi che la Regione Toscana sta portando avanti per contribuire a controllare gli afflussi in Arno ci sono quelli sugli argini nell’abitato di Firenze, le casse sul Fiume Sieve in fase di progettazione, il rialzo della Diga di Levane per il quale RT ha stipulato un protocollo di intesa con E-Distribuzione per progettazione esecutiva e lavori, attivando il protocollo operativo dell’invaso di Bilancino. La portata che può transitare nel centro storico di Firenze risulta pari a 3.500 metri cubi al secondo.
