E' morto David Riondino, l'artista fiorentino si è spento a 73 anni
Martedì i funerali alla Chiesa degli Artisti a Roma. Il cordoglio di Giani e Funaro
domenica 29 marzo 2026 11:55
È morto David Riondino. L'artista fiorentino se ne va all'età di 73 anni.
A darne notizia è l'artista e sua amica Chiara Rapaccini. "David aveva fondato a Firenze un gruppo rock che si chiamava “Victor Jara” (cantautore cileno assassinato, sostenitore di Allende). Eravamo tutti “compagni”, allora , di vita e politica. Cantavamo e suonavamo nelle case del popolo , alle feste dell’unità. David era il nostro capo visionario. Visionari lo eravamo. Un po’ tutti . Lo erano anche Sergio Staino e Bruna sua moglie", scrive sui social.
Martedì i funerali a Roma. "Ehi David , ma che facciamo Senza te? Che facciamo? Rap. Martedì lo accompagniamo alle 11, chiesa degli artisti. Roma. Piazza del popolo", scrive Rapaccini.
Cantautore, attore, scrittore e regista, Riondino era nato a Firenze nel 1952. Una lunga carriera vissuta sperimentando e spaziando nel mondo dell'arte e dello spettacolo, tra musica, teatro, cinema, televisione e letteratura.
Dai palchi dei concerti di Fabrizio De André, alla hit degli anni '80 Maracaibo, interpretata da Lu Colombo. Po il teatro, tanto, con Paolo Rossi, Chiamatemi Kowalski e La commedia da due lire., con Sabina Guzzanti e Dario Vergassola. E' stato attore e regista, firmando la regia di Cuba libre - Velocipedi ai tropici, nel 1997, e ha pubblicato molti libri, l'ultimo nel 2019, Sussidiario, con Francesco Spadoni.
"Con la scomparsa di David Riondino la Toscana perde una delle sue voci più originali e rappresentative, un artista capace di raccontare l’identità della nostra terra con intelligenza, ironia e profondità”. Così il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ricorda Riondino. “Nel corso della sua carriera – prosegue Giani – ha saputo attraversare linguaggi diversi, dalla musica al teatro, dalla radio alla televisione, mantenendo sempre un legame autentico con le radici culturali toscane. La sua capacità di unire tradizione e innovazione, parola e musica, lo ha reso un punto di riferimento per intere generazioni”.
“Il progetto della ‘Scuola dei Giullari’, che aveva avviato con passione, testimonia il suo impegno verso i giovani e la volontà di trasmettere conoscenza e creatività. È un’eredità preziosa che la Toscana non disperderà, ma che anzi dovrà continuare a coltivare nel suo nome”.
“Apprendo con profonda tristezza della scomparsa di David Riondino, artista poliedrico e figura indimenticabile della cultura toscana e italiana”. Così l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti. “Riondino – prosegue – era fiorentino nel cuore: la sua creatività, la sua ironia e la sua curiosità riflettevano lo spirito vivo della nostra terra. Con il Collettivo Victor Jara, con le sue canzoni, le poesie e gli spettacoli teatrali, ha attraversato decenni di vita culturale lasciando un segno profondo”.
“Era un visionario – aggiunge Manetti – capace di unire talento e passione per la comunità, per la musica e per l’arte in tutte le sue forme. La sua voce, la sua energia e la sua fantasia rimarranno con noi. Esprimo il mio più sincero cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che hanno condiviso con lui un pezzo della propria vita. Firenze e la Toscana perdono oggi un figlio che ha incarnato come pochi la forza e la generosità della nostra terra” conclude l’assessora regionale.
“Con David Riondino perdiamo un figlio prediletto di Firenze, un intellettuale finissimo che ha saputo declinare la cultura con un’ironia rara, colta e mai banale”. Lo dichiara la sindaca Sara Funaro che esprime, insieme all’assessore alla cultura Giovanni Bettarini, il cordoglio della città appena appresa la notizia della scomparsa dell’artista fiorentino.
“Riondino è stato un artista poliedrico come pochi altri nel panorama italiano — continua Funaro — capace di spaziare con disinvoltura dalla musica d’autore alla satira, dal cinema alla sperimentazione televisiva, fino alla grande letteratura. La sua carriera, nata tra l'impegno civile del Collettivo Victor Jara e le pagine taglienti di testate storiche come Tango e Cuore, è la testimonianza di una libertà creativa assoluta. Ha portato il nome di Firenze ovunque, mantenendo sempre quello spirito critico, scanzonato e profondo che è tipico della nostra identità.”
L’assessore Bettarini ricorda poi la sua capacità di rendere popolare l’altro: “Che si trattasse di tradurre Boccaccio in musica o di inventare personaggi indimenticabili per il piccolo schermo, David ha sempre messo al centro l’immaginazione e l'incontro con l’altro. E’ stato un artista che ha saputo esprimersi con stili e mezzi diversi. Ma sempre con quell’ironia dissacrante molto fiorentina che ha segnato il suo percorso artistico”.
“Alla sua famiglia e ai suoi cari va il più profondo abbraccio e il cordoglio di tutta la città di Firenze” hanno concluso Funaro e Bettarini .
