Brema 1966, Firenze ricorda le vittime della tragedia del nuoto azzurro
Alla piscina Costoli una cerimonia nel 60esimo anniversario della sciagura aerea che colpì la nazionale italiana
mercoledì 28 gennaio 2026 17:00
A sessant’anni dalla tragedia aerea di Brema, è il momento del ricordo per le vittime dell’incidente del 28 gennaio 1966 che colpì duramente il nuoto italiano.
Oggi, giovedì 28 gennaio, alla piscina Costoli di Firenze, l’assessora allo sport Letizia Perini ha deposto una corona davanti alla targa che ricorda le nove vittime di quella sciagura. Alla cerimonia erano presenti anche il vicepresidente della Federazione Italiana Nuoto Andrea Pieri e Roberto Bresci, presidente del Comitato regionale toscano della FIN.
“Sette atleti della nazionale, un tecnico federale e un telecronista Rai morirono nel più grave incidente nella storia dello sport italiano insieme al disastro del Grande Torino a Superga – ha ricordato l’assessora Perini –. Per lo sport italiano, e non solo, sono stati sessant’anni di pensieri legati a quel momento tragico. Oggi il nuoto è uno sport felice e ricco di successi: quei ragazzi contribuirono a renderlo grande, senza poter raccogliere i frutti dei loro sacrifici. A noi spetta il compito di mantenerne viva la memoria”.
Erano le 18.51 del 28 gennaio 1966 quando un Convair della Lufthansa, con 46 persone a bordo, precipitò durante la fase di atterraggio all’aeroporto di Brema. Tra i passeggeri c’erano sette giovani nuotatori azzurri – quattro uomini e tre donne – diretti in Germania per partecipare a uno dei più prestigiosi meeting internazionali dell’epoca, dove avrebbero affrontato anche atleti americani, australiani e giapponesi.
Nessuno sopravvisse all’incidente, che cancellò un’intera generazione del nuoto italiano. La più giovane delle vittime, Daniela Samuele, aveva 16 anni; il più anziano, Bruno Bianchi, 23 anni ed era il capitano della squadra. Con loro morirono Carmen Longo, Amedeo Chimisso, Sergio De Gregorio, Luciana Massenzi e Chiaffredo Dino Rora. Li accompagnavano l’allenatore ed ex nuotatore Paolo Costoli e il giornalista Nico Sapio, storica voce Rai del nuoto italiano. Tutte le 46 persone a bordo persero la vita nello schianto.
