Monumento di Louisa Stolberg, restaurata la tomba a Santa Croce
A sostenere l’intervento di restauro, promosso dall’Opera di Santa Croce, l'americana Donna Malin
mercoledì 26 febbraio 2025 11:59
Oggi, 26 febbraio, a pochi giorni dalla Giornata internazionale della donna, stato presentato, nel complesso monumentale di Santa Croce, il restauro del monumento funebre di Louisa Stolberg Gedern (Mons 1752 - Firenze 1824), contessa d’Albany, brillante intellettuale cosmopolita dalle notevoli capacità diplomatiche, che fu moglie dell’ultimo degli Stuart e compagna di Vittorio Alfieri.
A sostenere l’intervento di restauro, promosso dall’Opera di Santa Croce, è Donna Malin, un’americana innamorata del complesso monumentale, che considera Firenze la sua seconda città, dopo New York.
A presentare il restauro, nella Cappella Castellani, il segretario generale dell’Opera di Santa Croce Stefano Filipponi, la conservatrice del complesso monumentale Eleonora Mazzocchi e la restauratrice Paola Rosa che ha condotto l’intervento con Emanuela Pieretti, naturalmente insieme alla donatrice Donna Malin.
Il monumento di Luisa Stolberg Gedern è inserito nel percorso Santa Croce in rosa messo a punto per celebrare la memoria di donne coraggiose, innovatrici di spiritualità, intellettuali o artiste che sono sepolte o ricordate nel complesso monumentale.
Fu il pittore Francois-Xavier Fabre, intimo amico ed erede universale di Luisa, a commissionare il monumento funebre - realizzato su disegno dell’architetto francese Charles Percier - allo scultore Emilio Santarelli che si avvalse della collaborazione di Luigi Giovannozzi per la parte degli ornati. L’opera venne collocata nel 1830, sei anni dopo la morte di Luisa, nella Cappella Castellani.
Il monumento, di elegante gusto neorinascimentale, si sviluppa all’interno di una cornice architettonica quattrocentesca scolpita con finissimi ornati e accoglie due pensosi Geni funerari alati dalle tenere forme fanciullesche. I Geni sono posti ai lati di un cippo sul quale sono scolpite a bassorilievo le virtù teologali: Fede, Speranza e Carità. Sopra la copertura a tetto c’è una clessidra con le ali aperte, simbolo dell’incessante trascorrere del tempo. Nella lunetta all’interno dell’arco superiore sono rappresentati gli stemmi gentilizi degli Stolberg e degli Stuart. Sul pavimento, a destra del monumento, si trova la lapide tombale.
Sono 72 gli elementi in marmo apuano che compongono il monumento. L’intervento di restauro è consistito in una vasta opera di ripulitura attuata in varie fasi operative che ha riportato le superfici a una corretta leggibilità, rispettando la cromia originaria dei vari marmi apuani utilizzati. Durante l’alluvione del 1966 era stato sommerso fino all’altezza di 1 metro e mezzo e, nonostante la pulizia eseguita dopo il disastroso evento, ancora erano rimaste importanti quantità di fango alluvionale. Le tre lastre di marmo del basamento, invece, erano coperte di un abbondante strato di cera. Per la progressiva rimozione dei depositi di sporco, a seconda della situazione, si sono utilizzati acqua demineralizzata calda, ammonio in soluzione, White spirit e bisturi.
Nella foto di gruppo, da sinistra Rosa Filipponi Malin Pieretti Mazzocchi Barboni