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Maxi blitz in un complesso industriale nel pratese, sequestrato quasi tutto l'immobile

Trovati dormitori abusivi, impianti elettrici pericolosi, cucine improvvisate e bombole del gas

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martedì 15 marzo 2022 17:58

Sono 28 i tecnici del Dipartimento della Prevenzione dell’Asl Toscana centro che sono stati impegnati nel maxi blitz interforze effettuato a Montemurlo (Prato) nei giorni scorsi in un grande complesso industriale di circa 14.000 metri quadrati.

 

Nel sito sono stati individuati circa 18 locali produttivi, riconducibili a 15 ditte. Nell’intervento, che ha portato al sequestro di quasi tutto l’immobile, i Tecnici della Prevenzione della ASL  hanno disposto prescrizioni e relative sanzioni per la rimozione di dormitori abusivi, impianti elettrici pericolosi, cucine improvvisate e bombole del gas.

 

Da tempo, fa sapere l'Asl Centro, non venivano rilevati dormitori strutturati all’interno dei luoghi di lavoro. Nel 2014, anno che ha segnato l’avvio del Piano straordinario per il lavoro sicuro della Regione Toscana, i dormitori, a Prato e provincia, erano presenti in circa il 18% delle ditte ispezionate. Oggi sono rarissimi e difficili da individuare, ma purtroppo non sono scomparsi.

 

“L’episodio dimostra come, nonostante i risultati incoraggianti raggiunti in questi anni, non si debba mai abbassare la guardia – commenta l’assessore alla salute della Toscana, Simone Bezzini – E’ necessario mantenere alta l’attenzione e proseguire con l’attività mirata di controllo del territorio”. 


Era il 2014 quando la Regione lanciò il progetto “Prato Lavoro Sicuro”, un anno dopo il rogo alla Teresa Moda in cui morirono sette operai cinesi che vivevano nella fabbrica dove lavoravano: 21,8 milioni spesi fino ad oggi e 20 milioni di euro di sanzioni incassate. “Di fatto – spiega l’assessore – il progetto si è autofinanziato e i luoghi di lavoro si sono fatti più sicuri. I controlli hanno innescato anche un processo di legalizzazione complessiva del sistema. Le imprese multate, anziché scomparire nel nulla, chiudere e riaprire sotto altro nome come prima tante volte accadeva, si sono fatte più responsabili, ottemperando alla prescrizioni. I dormitori in fabbrica sono quasi scomparsi e nel combattere quell’illegalità che minava anche i diritti più elementari dei lavoratori, siamo riusciti a contrastare anche concorrenza sleale, lavoro nero e sommerso”. “Ma come dimostra il blitz dei giorni scorsi – conclude l’assessore – i controlli devono continuare”.    

 

Il sito di Montemurlo, oggetto dell'intervento interforze, dall’esterno sembrava un unico e grande complesso industriale di circa 14.000 metri quadrati, tipico di un lanificio tessile. Una ventina di giorni prima, durante un normale sopralluogo effettuato dai Tecnici della Prevenzione dell’ASL nell’ambito del Piano Lavoro Sicuro, mentre effettuavano un accesso ispettivo in un locale di lavoro di una ditta a conduzione cinese con sede all'interno del complesso, hanno notato persone con comportamenti sospetti che, alla presenza degli ispettori hanno abbandonato i locali prima di essere identificati. Nel piazzale interno vi erano indumenti appesi a fili ed un giaciglio ricavato fra i cartoni.

 

Dagli elementi raccolti durante gli accertamenti, i tecnici della Prevenzione intervenuti, hanno compreso che i rischi potevano essere più gravi ed estesi anche agli altri locali parte del complesso industriale.

 

E’ stata effettuata una documentata segnalazione condivisa con il Tavolo Prefettizio che coordina soggetti e forze  in materia di legalità e sicurezza nei luoghi di lavoro ed è stato  programmato l'accertamento “interforze” del 9 marzo scorso che ha interessato personale di tutti gli enti con competenze sul lavoro (INAIL, INPS e ITL, oltre la ASL),  Forze dell’Ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza) e la Polizia Municipale di Montemurlo. Un intervento multidisciplinare che ha riguardato aspetti di sicurezza, salute, aspetti giuslavoristici e di legalità. 

 

Nella sfortunata eventualità di un incendio, difficilmente ci sarebbe stato scampo per i lavoratori che dormivano in anfratti e nascondigli realizzati anche al primo piano dell’immobile industriale - ha detto Luigi Mauro - direttore area funzionale prevenzione igiene e sicurezza luoghi di lavoro dell’Azienda Sanitaria. Anche se da un lato questo può sembrare demoralizzante per chi opera quotidianamente nella Prevenzione, tutto ciò deve invece spronarci a rilanciare con forza l’attività di prevenzione, dimostrando quanto è necessaria la vigilanza e controllo nei luoghi di lavoro e al contempo quanto sia basilare, per raggiungere dei cambiamenti stabili nel tempo, lavorare sulla cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, sulla percezione del rischio e della legalità dei datori di lavoro e dei lavoratori”.

 

Dall'inizio del Piano Lavoro Sicuro, l'Asl evidenzia come complessivamente si sia registrato un costante miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: le irregolarità sono passate dal 79% iniziale al 47% nella provincia di Prato ed al 38% in tutta l’Area Vasta, con un netto decremento degli indicatori di efficacia, come indicato nelle quattro fasi del Piano.

  

“Da qui - ha aggiunto Renzo Berti, direttore del Dipartimento Prevenzione - la riaffermazione dell’impegno a non mollare la presa, interpretando i positivi risultati raggiunti solo come stimolo a rafforzare gli sforzi per una loro stabilizzazione, per un’effettiva e diffusa assunzione di responsabilità da parte dei gestori delle attività produttive, tale da assicurare una prevenzione sistematica e non occasionale dei rischi”.

 

In foto l'assessore Bezzini

 

 

 
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